Accelerare l’innovazione sostenibile: come la FIA sta guidando il futuro dell’idrogeno nel motorsport

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 8 Gennaio 2026

Con la pubblicazione, nel giugno 2025, del primo pacchetto di regolamenti tecnici e di sicurezza dedicati all’utilizzo dell’idrogeno liquido nel motorsport, la FIA ha segnato un passaggio storico nella propria strategia di ricerca e sviluppo. Si tratta di un progetto che unisce competenze provenienti da settori altamente specializzati – dall’aerospazio all’automotive, dall’elettronica ai materiali avanzati – con l’obiettivo di trasformare le competizioni in un laboratorio avanzato per la mobilità sostenibile del futuro.

Secondo Nicolas Aubourg, responsabile Ricerca e Sviluppo della Federazione, il motorsport ha sempre rappresentato un acceleratore naturale dell’innovazione: dai freni a disco introdotti negli anni Cinquanta fino alle power unit ibride di Formula 1 del 2014, nate per massimizzare l’efficienza energetica. Oggi, però, alla tradizionale spinta competitiva si affianca una pressione esterna ancora più forte: la richiesta sociale di soluzioni realmente sostenibili.

Un nuovo quadro regolamentare per l’idrogeno liquido

La ratifica dei regolamenti sull’idrogeno liquido (LH₂) da parte del World Motor Sport Council ha stabilito per la prima volta standard chiari per l’utilizzo sicuro e ad alte prestazioni di questo vettore energetico in ambito sportivo. L’obiettivo non è soltanto garantire la sicurezza di piloti e squadre, ma anche creare una piattaforma tecnica in grado di favorire lo sviluppo rapido di soluzioni innovative.

Dal punto di vista teorico, l’idrogeno rappresenta una delle espressioni più avanzate della decarbonizzazione: se il processo di combustione è correttamente controllato, l’unico sottoprodotto allo scarico è acqua. Un potenziale che ha attirato l’interesse di numerosi costruttori, tra cui Toyota, BMW, Hyundai, Alpine e Ferrari, quest’ultima interessata in particolare all’impiego dell’idrogeno in motori a combustione interna piuttosto che in celle a combustibile.

Parallelamente, anche il mondo dell’endurance guarda con attenzione a questa tecnologia. L’Automobile Club de l’Ouest e la 24 Hours of Le Mans puntano a svolgere un ruolo pionieristico, utilizzando il motorsport come banco di prova per soluzioni destinate, in prospettiva, alla mobilità di serie.

Dall’idrogeno gassoso a quello liquido

Il progetto, avviato nel 2021, era inizialmente focalizzato sull’idrogeno gassoso compresso, già diffuso nelle applicazioni stradali. Tuttavia, l’analisi tecnica ha evidenziato limiti significativi per l’impiego in competizione: serbatoi voluminosi e pesanti, integrazione complessa nei prototipi e tempi di rifornimento incompatibili con le esigenze di gara.

Il passaggio all’idrogeno liquido, deciso alla fine del 2023, ha aperto nuove prospettive grazie a una maggiore densità energetica e a requisiti di stoccaggio più favorevoli. Allo stesso tempo, la FIA si è trovata ad affrontare un territorio quasi inesplorato, scegliendo di coinvolgere un’ampia rete di partner industriali e scientifici. Accanto ai costruttori automobilistici, sono entrate nel progetto realtà provenienti dall’industria spaziale europea, come Arianespace, oltre a fornitori specializzati quali Air Products per la fornitura dell’idrogeno e FORVIA per lo sviluppo dei serbatoi.

Le “fondamenta” tecniche e la sicurezza

Una volta definita la direzione, il Dipartimento Tecnico FIA ha lavorato alla costruzione dei principali “mattoni” regolamentari: stoccaggio sicuro, controllo delle temperature, riduzione del peso e procedure di rifornimento. La gestione termica rappresenta una delle sfide più critiche: l’idrogeno liquido opera a temperature estremamente basse e qualsiasi apporto di calore genera fenomeni di evaporazione (boil-off) e sovrapressione.

Le soluzioni individuate prevedono l’adozione di serbatoi con isolamento a vuoto, in grado di garantire elevata efficienza termica, e sistemi di gestione della pressione progettati per prevenire perdite o rischi di incendio. A differenza delle applicazioni stradali, il motorsport consente tempi di stoccaggio più brevi, aprendo la strada a soluzioni di packaging più leggere e compatte.

Parallelamente, il Dipartimento Sicurezza FIA ha avviato una serie di test fisici, iniziati nell’ottobre 2025, che includono prove di sovrapressione, taglio delle linee e simulazioni di sversamento completo di LH₂, con l’obiettivo di validare i protocolli in condizioni estreme.

Peso, rifornimenti e prospettive future

Come in ogni categoria agonistica, la riduzione del peso resta una priorità. L’utilizzo dell’idrogeno liquido richiede volumi maggiori rispetto ai carburanti tradizionali, ma i progressi nei materiali compositi stanno già portando a una diminuzione significativa della massa dei sistemi di stoccaggio. Analogamente, lo sviluppo di nuove pompe per LH₂ – oggi ancora molto più pesanti rispetto a quelle per i combustibili fossili – rappresenta un’area chiave di ricerca.

Anche il rifornimento è al centro dell’evoluzione regolamentare. In collaborazione con TotalEnergies, la FIA sta lavorando a procedure capaci di ridurre drasticamente i tempi: l’obiettivo è passare dagli attuali standard industriali di diversi minuti a circa 40 secondi, con una portata di un chilogrammo al secondo, un traguardo ambizioso ma ritenuto tecnicamente raggiungibile.

Il motorsport come laboratorio del futuro

Per Aubourg, il valore di questo progetto va oltre la competizione. Il motorsport torna a essere un ambiente protetto e altamente reattivo, in cui sperimentare soluzioni che richiederebbero decenni per arrivare sul mercato attraverso i canali tradizionali. In un contesto in cui le nuove generazioni sono sempre più sensibili ai temi della sostenibilità, la sfida dell’idrogeno non è solo tecnica, ma anche culturale.

Se il motorsport vuole continuare a esistere e a essere rilevante nel futuro, deve anticipare il cambiamento. La regolamentazione dell’idrogeno liquido rappresenta un passo concreto in questa direzione: un dovere verso il domani, ma anche un’opportunità per riaffermare il ruolo delle competizioni come motore di innovazione per l’intera società.