Il debutto stagionale del mondiale di Formula 1 2026 a Melbourne si sta rivelando più complesso del previsto per Aston Martin. A raccontarlo con estrema franchezza è stato Adrian Newey, oggi Team Principal della squadra di Silverstone, intervenuto nella conferenza stampa del venerdì dell’Australian Grand Prix.
L’ingegnere britannico ha spiegato senza giri di parole che il principale ostacolo tecnico riguarda la power unit Honda, in particolare un serio problema di vibrazioni che continua a limitare il lavoro del team già visto nei test invernali.
Vibrazioni e batterie: il nodo principale
Secondo Newey, la situazione è aggravata da problemi di comunicazione tra batteria e sistema di gestione energetica, che si sono aggiunti alle difficoltà strutturali già emerse nelle settimane precedenti.
Durante le prime prove libere a Melbourne, il team ha provato una soluzione diversa sulla vettura di Lance Stroll, ma al momento della conferenza le analisi erano ancora in corso per capire se il tentativo avesse portato benefici concreti.
La situazione è resa ancora più delicata dal numero limitato di componenti disponibili: Aston Martin è arrivata in Australia con quattro batterie, ma due di queste hanno presentato problemi tecnici. Questo significa che il team dispone attualmente di sole due unità funzionanti, entrambe già installate sulle vetture.
Newey ha ammesso che questa condizione rappresenta un rischio concreto per il weekend di gara, perché un ulteriore guasto potrebbe compromettere la possibilità stessa di proseguire l’attività in pista.
Un circolo vizioso che limita lo sviluppo
Le difficoltà tecniche stanno producendo un effetto a catena che rallenta anche il lavoro di sviluppo del telaio.
Newey ha spiegato che il ridotto chilometraggio impedisce alla squadra di raccogliere dati significativi sulla vettura, soprattutto nelle condizioni di carico di carburante ridotto, normalmente utilizzate per studiare la prestazione pura. In questo caso però il carburante svolge anche un ruolo di smorzamento delle vibrazioni della batteria, motivo per cui Honda ha limitato fortemente questo tipo di prove.
Il risultato è un vero e proprio circolo vizioso tecnico: meno giri significano meno informazioni, e meno informazioni rendono ancora più difficile migliorare la macchina.
Honda riparte con un team ridotto
Newey ha anche fornito un quadro piuttosto chiaro della situazione del partner giapponese. Secondo il dirigente britannico, Honda è tornata in Formula 1 dopo l’uscita dal campionato nel 2021 con una struttura molto diversa rispetto al passato.
Una parte consistente degli ingegneri del progetto originale non è rientrata nel programma, e quando il costruttore è tornato nel 2023 molti tecnici avevano già intrapreso altre carriere. Di conseguenza la nuova struttura è composta in larga parte da personale meno esperto di Formula 1, e questo avrebbe reso più difficile recuperare il terreno perso rispetto ai rivali che nel frattempo avevano continuato a sviluppare le proprie unità.
Il tutto è avvenuto inoltre in un contesto complicato come quello del budget cap per i motori, che limita le possibilità di recupero rapido.
Un anno di costruzione
Newey non ha nascosto che la stagione 2026 è destinata a essere un anno di costruzione per Aston Martin.
La priorità, secondo il Team Principal, è prima di tutto risolvere il problema delle vibrazioni per garantire affidabilità. Solo una volta superata questa fase Honda potrà concentrarsi realmente sulla prestazione della power unit, in particolare sul motore a combustione.
Parallelamente il costruttore giapponese dovrà iniziare a lavorare anche sul progetto 2027, che richiederà un significativo incremento di potenza.
La gestione del team e il nuovo ruolo di Newey
Per Newey questa stagione rappresenta anche una novità personale importante: per la prima volta ricopre ufficialmente il ruolo di Team Principal, con responsabilità sull’intera organizzazione e non solo sul reparto tecnico.
L’ingegnere ha spiegato di poter contare su una struttura dirigenziale composta da figure di grande esperienza, tra cui il CTO Enrico Cardile, il COO Paul Field e altri responsabili dei vari dipartimenti, che gli permettono di continuare a dedicare tempo allo sviluppo tecnico della vettura.
Nonostante le difficoltà attuali, Newey ha sottolineato di vedere in Aston Martin un gruppo di tecnici molto talentuosi, con cui il lavoro per migliorare comunicazione e organizzazione interna sta già producendo progressi.
Un weekend da affrontare con prudenza
Guardando al fine settimana di Melbourne, l’obiettivo della squadra appare pragmatico: gestire al meglio le difficoltà tecniche e portare le due vetture fino alla gara senza ulteriori problemi.
Il rischio, come lo stesso Newey ha ammesso, è concreto, ma la speranza è quella di riuscire a superare il primo appuntamento stagionale accumulando dati preziosi per iniziare davvero il percorso di sviluppo.
Per Aston Martin, l’era Newey-Honda sembra dunque partire con un ostacolo importante. Ma se c’è una figura in Formula 1 abituata a trasformare situazioni complicate in progetti vincenti, quella è proprio Adrian Newey.
