AMR26 in salita: pochi giri, tanti dubbi e una rincorsa che parte in salita

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 21 Febbraio 2026

Aston Martin Aramco Formula One Team chiude il secondo test pre-stagionale in Formula One 2026 in Bahrain con più interrogativi che certezze. A Sakhir, l’ultima giornata di prove ha fotografato una situazione complessa per il progetto AMR26, tra problemi di affidabilità e un programma tecnico ridimensionato.

Sei giri e un piano ridotto all’essenziale

La terza giornata si è rivelata particolarmente complicata: appena sei giri completati con Lance Stroll al volante. Il canadese è sceso in pista solo nella tarda mattinata a causa di un problema legato alla batteria che aveva già condizionato il lavoro di Fernando Alonso il giorno precedente.

Honda è intervenuta effettuando simulazioni al banco presso HRC Sakura prima di autorizzare il ritorno in pista della vettura. Tuttavia, la carenza di componenti della power unit ha costretto la squadra a rivedere drasticamente il programma dell’ultima giornata: sessioni molto brevi, chilometraggio limitato, raccolta dati ridotta al minimo indispensabile.

Stroll: “Non siamo dove vogliamo essere”

Lance Stroll non ha nascosto la delusione per il bilancio complessivo delle due settimane in Bahrain. Il pilota ha parlato apertamente di una vettura ancora lontana dal livello prestazionale atteso, sottolineando come il lavoro da svolgere nelle prossime settimane e nei prossimi mesi sarà significativo.

Pur riconoscendo le difficoltà, Stroll ha ribadito la determinazione del team, ringraziando sia il personale in pista sia quello dell’AMR Technology Campus per l’impegno profuso. Il messaggio è chiaro: la stagione è lunga, ma servirà uno sforzo collettivo per sbloccare il potenziale dell’AMR26.

Krack: affidabilità priorità assoluta

Il Chief Trackside Officer Mike Krack ha offerto un’analisi lucida della situazione. Il nodo principale è stato l’affidabilità, che ha limitato il tempo in pista impedendo alla squadra di completare il tradizionale programma invernale.

“Servono affidabilità e chilometri” è, in sintesi, il concetto espresso dal dirigente. Ogni giro non completato rappresenta dati mancanti e quindi ritardo da colmare rispetto a concorrenti che non stanno certo aspettando.

Krack ha inoltre ricordato come il 2026 rappresenti un anno di profondo cambiamento tecnico: nuova power unit, nuovo cambio, nuova sospensione. Un pacchetto interamente rinnovato che richiede tempo per essere compreso, sviluppato e ottimizzato. La priorità ora è affrontare ogni problema in modo separato, con realismo, per recuperare terreno prima dell’inizio della stagione.

Una rincorsa già iniziata

Il quadro che emerge da Sakhir è quello di una squadra consapevole delle difficoltà, ma determinata a reagire. L’AMR26 non ha ancora mostrato il livello di competitività desiderato e la mancanza di chilometri pesa in vista del debutto stagionale.

Con una nuova era tecnica appena iniziata, la sfida per Aston Martin sarà duplice: risolvere le criticità di affidabilità e accelerare lo sviluppo per evitare di perdere contatto con un gruppo che, come sottolineato da Krack, non aspetta nessuno.

La stagione 2026 deve ancora cominciare, ma per il team di Silverstone la rincorsa è già partita.