Andrea Stella fa il punto dopo Barcellona: cosa ha insegnato lo Shakedown della nuova MCL40

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 6 Febbraio 2026

Il debutto in pista della nuova MCL40 al Circuit de Barcelona-Catalunya ha rappresentato molto più di un semplice battesimo per la vettura 2026 di McLaren. Per il team di Woking, lo Shakedown spagnolo è stato il primo vero banco di prova di un progetto nato dopo oltre 20 mesi di lavoro intenso tra progettazione, simulazione e sviluppo.

La scelta di spingere le scadenze fino all’ultimo momento utile è stata deliberata. Come spiegato da Andrea Stella, il team ha preferito massimizzare il tempo di sviluppo della vettura anche a costo di arrivare allo Shakedown con una preparazione estremamente serrata. Quando la MCL40 è scesa in pista per la prima volta, restavano esattamente tre giorni di running, il massimo consentito dal regolamento, ma la squadra era convinta di aver ottimizzato al meglio il rapporto tra sviluppo e utilizzo del tempo in pista.

Un avvio complesso, ma ricco di insegnamenti

Il bilancio dei tre giorni di Barcellona viene definito positivo dal Team Principal, nonostante le difficoltà iniziali che hanno limitato il chilometraggio nelle prime due giornate. Proprio quei problemi, tuttavia, si sono rivelati preziosi per comprendere più a fondo il funzionamento della vettura e dei suoi sistemi. Stella paragona il lavoro svolto a un’operazione quasi estrema: costruire un aeroplano mentre è già in volo. Un’immagine che restituisce bene la complessità della fase affrontata dal team.

Il lavoro combinato tra pista e fabbrica ha consentito a McLaren di recuperare quasi interamente il tempo perso, grazie a uno sforzo continuo e coordinato tra ingegneri, meccanici e tecnici.

Comportamento in linea con le simulazioni

Dal punto di vista del comportamento in pista, non sono emerse vere sorprese. Quanto osservato a Barcellona ha confermato in larga parte i dati provenienti dalle simulazioni, rafforzando la fiducia nel punto di partenza rappresentato dalla MCL40. Ciò che è apparso evidente, però, è la ripidità della curva di apprendimento: ogni giro percorso fornisce informazioni preziose, sia per i piloti sia per gli ingegneri.

La natura completamente nuova di questa generazione di monoposto rende il processo di scoperta continuo e accelerato. Stella sottolinea come il vero lavoro inizi ora, con l’obiettivo di comprendere sempre meglio la vettura e indirizzarne correttamente lo sviluppo nel corso della stagione.

Power unit e aerodinamica variabile tra le aree chiave

Tra gli ambiti che potrebbero incidere maggiormente sulla prestazione, il Team Principal individua l’utilizzo del nuovo sistema di power unit e delle opzioni a disposizione del pilota. Grande potenziale viene attribuito anche alla gestione dell’aerodinamica variabile, in particolare all’alternanza tra Corner Mode e Straight Mode, uno degli elementi distintivi di questa nuova era tecnica.

A differenza di quanto avvenuto con l’introduzione delle monoposto a effetto suolo quattro anni fa, il contesto attuale è profondamente diverso: power unit e vetture sono completamente nuove, rendendo questa fase iniziale ancora più delicata e aperta a sviluppi significativi.

Affidabilità: timori smentiti, complessità confermata

Sul fronte dell’affidabilità, Stella evidenzia un livello di preparazione complessivamente elevato da parte dei team. I timori di un ritorno alle difficoltà viste dodici anni fa con l’esordio delle power unit ibride sono stati rapidamente ridimensionati. Anche i motoristi al debutto sono riusciti a percorrere un numero consistente di chilometri.

Le problematiche riscontrate da McLaren sono state legate soprattutto alla complessità estrema dei sistemi della vettura 2026, più che a debolezze strutturali. In questo contesto, Stella rende merito al lavoro straordinario svolto dal team, impegnato senza sosta per garantire continuità operativa e recuperare il terreno perso. Una situazione che ha ricordato, per certi versi, le lunghe notti dei primi test invernali di qualche anno fa, con la certezza che la situazione si normalizzerà man mano che la conoscenza delle vetture aumenterà.

Prime indicazioni sul quadro competitivo

Sebbene uno Shakedown non consenta valutazioni oggettive sulle prestazioni relative, qualche indicazione generale è comunque emersa. Le differenze nei programmi di lavoro, nei carichi di carburante e nelle condizioni ambientali rendono ogni confronto diretto poco significativo, ma secondo Stella almeno tre squadre — Mercedes, Ferrari e Red Bull — hanno mostrato segnali incoraggianti fin dall’inizio.

In particolare, il team di Brackley viene indicato come quello che ha alzato l’asticella, ponendo una sfida chiara per McLaren. Il fatto che questi tre top team utilizzino power unit differenti rappresenta, secondo Stella, un primo segnale di un equilibrio potenzialmente più ravvicinato tra alcuni fornitori, almeno in questa fase iniziale.

Più che mai, sarà la capacità di sfruttare il pacchetto a disposizione e di sviluppare la vettura nella direzione corretta a fare la differenza. Inoltre, il quadro competitivo osservato nella prima parte della stagione potrebbe mutare profondamente nella seconda, proprio per l’impatto amplificato dello sviluppo tecnico in una fase così precoce del ciclo regolamentare.

Verso il Bahrain: programma in evoluzione

Concluso il lavoro a Barcellona, l’attenzione si sposta ora su Sakhir. McLaren sarà impegnata in un filming day al Bahrain International Circuit martedì 10 febbraio, con Lando Norris al volante nella sessione mattutina e Oscar Piastri nel pomeriggio.

I test pre-stagionali ufficiali prenderanno poi il via dall’11 al 13 febbraio. Piastri scenderà in pista nella giornata inaugurale, Norris sarà al volante giovedì e nella mattinata di venerdì, prima di lasciare il posto a Piastri nel pomeriggio conclusivo. Il programma rimane flessibile e potrà essere adattato in base alle esigenze e alle informazioni raccolte giro dopo giro.

Per McLaren, la fase più intensa della scoperta della nuova generazione di monoposto è appena iniziata. E il lavoro vero, come sottolineato da Andrea Stella, comincia adesso.