Il Rally dell’Arabia Saudita si è trasformato in una battaglia a quattro, serrata e tattica, con Adrien Fourmaux capace di mantenere la leadership fino al mid-leg service del venerdì nonostante una pressione crescente da parte di Mārtiņš Sesks, Sami Pajari e Ott Tänak.
Il francese di casa Hyundai ha iniziato la giornata estendendo il proprio margine lungo la prova di Alghullah, ma la situazione è cambiata rapidamente sulle lunghe e selettive Um Al Jerem (30,58 km) e Wadi Almatwi, caratterizzate da fondo estremamente duro, pietraie e rocce sparse. Partito con un vantaggio di 6,0 secondi, Fourmaux ha adottato un approccio volutamente prudente, amministrando i passaggi più rischiosi e scendendo a 2,9 secondi di margine al controllo intermedio.
“È perfetto. Stiamo gestendo bene per evitare rischi. Ci sono sassi ovunque e a volte ci giro attorno. So che perdo tempo, ma è il mio modo di affrontare questa gara”, ha spiegato il leader.
Sesks rilancia, Pajari rallenta, Tänak rientra
Alle sue spalle, Mārtiņš Sesks è emerso come il principale antagonista. Il lettone ha attaccato con decisione sulla Um Al Jerem, chiudendo la prova a soli 0,1 secondi da Tänak, risultato che gli ha permesso di superare Pajari e salire in seconda posizione assoluta. Nonostante danni visibili a due ruote – con porzioni di copertura mancanti – Sesks ha mantenuto pressione dei pneumatici regolare e ha continuato a ridurre il gap anche sulla SS11.
Sami Pajari, ora terzo a 4,5 secondi dalla vetta, ha ammesso di non aver sfruttato al meglio le prove mattutine più lunghe:
“Sto cercando di spingere nei tratti migliori, ma potrei spingere ancora di più”.
Ott Tänak è invece risultato il più incisivo dell’intero gruppo nella seconda parte del loop mattutino. Due vittorie consecutive sulle speciali SS10 e SS11 gli hanno permesso di portarsi a soli 9,2 secondi da Fourmaux, rilanciando a pieno titolo la sua candidatura al successo finale. Il campione estone, alla sua ultima partecipazione nel WRC prima della pausa programmata, ha sottolineato la complessità del percorso:
“Non puoi mai sentirti a tuo agio là fuori. Ci sono grandi sorprese”.
Neuville e Katsuta resistono, problemi per Evans
Alle spalle dei primi quattro, Thierry Neuville ha mantenuto la quinta posizione nonostante stesse affrontando il loop con un ammortizzatore posteriore rotto. Takamoto Katsuta ha invece conservato la sesta piazza pur alle prese con problemi di interfono.
Il colpo di scena più pesante per la classifica iridata ha però riguardato Elfyn Evans. Il leader del campionato si è fermato dopo solo 3 km sulla SS11 per sostituire una foratura alla posteriore sinistra, perdendo oltre due minuti e precipitando in decima posizione. Il suo compagno di squadra in Toyota Gazoo Racing e principale rivale per il titolo, Sébastien Ogier, ha invece chiuso il loop in settima posizione.
Con Evans attardato, Ogier – che aveva iniziato l’evento con tre punti di svantaggio – diventerebbe campione del mondo provvisorio con due punti di margine se le posizioni restassero invariate.
“Abbiamo avuto un allarme foratura all’inizio. Stava perdendo pressione lentamente, ma con così tanta strada davanti abbiamo dovuto decidere di cambiarla. Non ideale”, ha spiegato Evans.
Situazione alle spalle
Kalle Rovanperä ha gestito una foratura lenta sulla stessa prova, riuscendo comunque a chiudere davanti a Ogier sulla speciale e rafforzando la sua ottava posizione assoluta. Grégoire Munster, nonostante un problema all’ammortizzatore posteriore, è riuscito a superare Evans e a salire in nona posizione.
Il Rally dell’Arabia Saudita entra così in una fase decisiva, con quattro piloti racchiusi in meno di dieci secondi e un duello mondiale che resta completamente aperto.
