L’Artugna Race, 16ª Italian Baja di Primavera, ha inaugurato il Campionato Italiano Cross Country 2026 con una giornata durissima, segnata da pioggia, fango, colpi di scena e classifiche riscritte più volte. Sui terreni della pedemontana pordenonese, il debutto del nuovo CI2C ha offerto una prova tanto selettiva quanto spettacolare, confermando la volontà di ACI Sport di rilanciare con decisione la disciplina fuoristrada. Un avvio che ha richiamato numeri importanti, con 62 iscritti e 61 equipaggi effettivamente partiti dopo le verifiche.
Il tracciato dell’Artugna, già noto per la sua natura complicata, si è presentato in condizioni ancora più severe del previsto. La pioggia ha trasformato guadi, pozzanghere e tratti veloci in una trappola continua, rendendo difficilissimo sia attaccare nei rettilinei sia uscire puliti dalle curve più insidiose. Il risultato è stato un confronto autentico, pesante, vero, di quelli in cui contano velocità, lettura del terreno e capacità di restare vivi sportivamente fino all’ultimo metro.
In questo scenario si è materializzata la sorpresa più grande della giornata: Andrea Tomasini e Angelo Mirolo hanno conquistato la vittoria assoluta su Polaris Razor Pro 2.0 preparato dalla squadra di Lorenzo Cenzi, fermando il cronometro sul tempo complessivo di 1:28’08’’3. Un successo costruito con continuità, nonostante una prima parte di gara che li vedeva in sesta posizione, a 3’22’’ dalla vetta. Da quel momento in poi, tra problemi altrui e una condotta efficace fino alla fine, l’equipaggio friulano ha saputo approfittare di ogni occasione utile per risalire fino al gradino più alto del podio.
A lungo, infatti, la corsa era sembrata nelle mani di Andrea Castagnera e Alberto Marcon, protagonisti di una prestazione convincente con il loro Can Am Maverick. L’equipaggio di Vittorio Veneto aveva costruito un margine significativo, tenendo dietro anche i campioni italiani in carica Manuele Mengozzi ed Elisa Tassile, costretti però presto ad abbandonare ogni ambizione. Per loro la gara si è conclusa già a 6 chilometri dallo start a causa di un colpo al ponte posteriore che ha messo fuori causa la Toyota Hilux Overdrive.
Il momento che ha cambiato il volto della corsa è arrivato nel terzo passaggio sull’unico settore selettivo di 26,94 chilometri. La prova è stata interrotta dopo l’uscita di strada di Alessandro ed Emiliano Tinaburri, senza conseguenze rilevanti per l’equipaggio, e ai concorrenti successivi è stato assegnato un tempo imposto. In quel frangente Castagnera-Marcon restavano al comando, davanti ai giovanissimi Kevin e Giada Manocchi su Yamaha Xyz 1000R, con Tomasini-Mirolo saliti in terza posizione. Subito dietro incombevano Alejandro Cisella ed Erika Mingozzi, distanti appena 6’’9 dal podio virtuale.
L’ultimo giro ha però ribaltato tutto. Castagnera, che continuava ad attaccare senza pensare a una gestione conservativa, è rimasto fermato da un guasto elettrico alla pompa della benzina. Il tentativo di ripartire intervenendo sui collegamenti ha richiesto troppo tempo e ha cancellato in pochi minuti una prova che fino a quel momento sembrava poter valere il successo. A quel punto, in piazza Duomo ad Aviano, i favori del pronostico si erano spostati sui fratelli Manocchi, ma anche in questo caso il verdetto finale è cambiato nel post gara: un’irregolarità tecnica ha portato alla loro esclusione, spalancando definitivamente la strada alla vittoria di Tomasini e Mirolo.
Il podio assoluto ha così assunto una fisionomia molto particolare, interamente occupato da side by side vehicles in configurazione T4. Alle spalle dei vincitori hanno chiuso Cisella-Mingozzi su Can Am, secondi a 17’’1, mentre il terzo posto è andato a Lucio Rossi e Leonardo Presotto su Yamaha, staccati di 1’16’’9. Un podio con tre marchi differenti, dettaglio che racconta bene l’equilibrio e la varietà tecnica emersa in questa prima uscita stagionale.
Ai piedi del podio si è fermato Lorenzo Codecà, navigato da Gilberto Menetti, quarto assoluto con il Suzuki Grand Vitara. Un risultato comunque significativo per il pluricampione, alle prese con un mezzo ancora in cerca della piena competitività sul fronte della potenza. Quinta posizione per Sergio Galletti e Daniele Fontana Sacchetti su Pajero Wrc, davanti ad Alfio Bordonaro e Stefano Lovisa. A completare la Top 10 sono stati Alessandro e Marco Trivini Bellini su Can Am, Riccardo Benettolo e Martina Musiari su Taurus T3 Max, Marco Zini e Christal Vomiero su Can Am, e infine Andrea Schiumarini con Nuncio Daniel Coffaro su Century, buggy spettacolare ma penalizzato nei tratti più stretti.
Le classifiche di gruppo hanno aggiunto altri spunti interessanti al bilancio della gara. Codecà ha conquistato il successo in T1, mentre in T2 si è imposto Matteo Da Rin Spaletta, capace di precedere Gianluca Morra e Alberto Spinetti, tutti su Suzuki Grand Vitara. In T3 l’affermazione è andata a Benettolo, con Castagnera penalizzato dagli episodi finali, mentre in T4 il riferimento è stato naturalmente Tomasini. Nella categoria TH, dedicata alle scadute omologazioni, la classifica è stata riscritta nel finale con il successo di Lorenzo Traglio su Nissan Pathfinder in 1:36’28’’9 davanti a Mauro Cantarello su Bmw X3 e ad Alberto Gazzetta su Suzuki New Jimny. Stefano Moro, a lungo leader della categoria, è scivolato invece in quarta posizione per effetto di una penalità di tre minuti dovuta a un ritardo a un controllo orario.
Se il Cross Country ha regalato continui ribaltoni, anche il Trofeo Rally ha offerto una sfida di notevole interesse, favorita dalla presenza di molti specialisti locali attratti da una prova speciale lunga quasi 27 chilometri. Dopo un primo passaggio a velocità controllata necessario per prendere confidenza con il percorso, la gara vera ha premiato Andrea De Luna e Denis Pozzo, autori dei due migliori riferimenti cronometrici successivi e vincitori su Skoda Fabia. Alle loro spalle hanno concluso Tullio Versace con Eneo Giatti e Alberto Carniello con Andrea Budoia, anch’essi su Skoda.
Buona anche la prova di Matteo Zoppas, quarto con un’altra Skoda Fabia e impegnato in una sorta di apprendistato sul terreno cross country affiancato da Gigi Pirollo. Quinta piazza per Stefano Miotto e Stefano Paronuzzi su Lancia Ypsilon.
Spazio infine anche all’Open Storico, dove il confronto tra la Ford Escort RS di Alessandro Prosdocimo e Marsha Zanet e l’Opel Corsa Gsi di Cristian Secondin e Raffaele Meneano ha animato la giornata con un duello apprezzato dal pubblico nonostante il maltempo. A prevalere è stato Secondin in 1:13’48’’1, mentre il terzo posto è andato a John Stella ed Edoardo Bastianello su Opel Corsa, rallentati da una pesante penalità di 20 minuti.
L’Artugna Race ha dunque consegnato al Campionato Italiano Cross Country 2026 un inizio ruvido, selettivo e tutt’altro che banale. In mezzo a fango, guasti, esclusioni e rimonte, il primo sigillo stagionale è finito nelle mani di Tomasini e Mirolo, premiati da tenacia, passo e capacità di restare in corsa quando la gara ha iniziato a divorare i suoi protagonisti.
