Audi sfiora la zona punti a Shanghai: Hulkenberg lotta, Bortoleto resta fermo, ma Emma Felbermayr salva il weekend

2026 Chinese Grand Prix - Sunday

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 15 Marzo 2026

Il Gran Premio di Cina 2026 ha lasciato in casa Audi Revolut F1 Team una sensazione doppia, fatta di rimpianto da una parte e di segnali incoraggianti dall’altra. Sul circuito di Shanghai, infatti, la squadra tedesca ha accarezzato l’idea di conquistare punti per il secondo weekend consecutivo, ma alla fine ha dovuto fare i conti con una domenica complicata, chiusa con Nico Hulkenberg undicesimo e Gabriel Bortoleto nemmeno al via.

Per Hulkenberg è stata una gara di sostanza, costruita con pazienza dopo una partenza dall’esterno della top ten. Il tedesco ha combattuto per tutta la corsa con l’obiettivo di inserirsi nella zona punti, mostrando una gestione efficace del passo e dell’energia. A rovinare i piani ci ha pensato però un problema al pit stop: un guasto alla wheelgun ha trasformato la sosta in una perdita pesantissima di tempo, ben 16 secondi, compromettendo di fatto la rincorsa finale. Il risultato conclusivo, l’undicesimo posto, lascia inevitabilmente l’amaro in bocca, soprattutto per come la corsa si stava sviluppando.

Nonostante tutto, Hulkenberg ha sottolineato anche l’aspetto utile della giornata, portando finalmente a termine una distanza completa dopo l’assenza di Melbourne. In una fase in cui queste monoposto rappresentano ancora un terreno relativamente nuovo, soprattutto sul fronte della gestione energetica, ogni giro completato diventa materiale prezioso da analizzare per migliorare in vista dei prossimi appuntamenti. La sua strategia ha previsto la partenza con gomme Hard nuove e il passaggio alle Medium nuove al giro 35, con un miglior tempo personale di 1:36.180 segnato al 38° passaggio.

Molto più amara la domenica di Gabriel Bortoleto. Il brasiliano non ha nemmeno avuto la possibilità di giocarsi le sue carte, fermato da un problema tecnico già in griglia. Dopo i segnali incoraggianti mostrati nelle fasi precedenti del fine settimana, la gara si è trasformata in una frustrazione completa, senza nemmeno la possibilità di prendere il via. Bortoleto ha comunque voluto ringraziare il team per il lavoro extra svolto fino all’ultimo nel tentativo di rimettere in pista la vettura, riconoscendo che la corsa avrebbe potuto offrire opportunità concrete, anche alla luce dei numerosi ritiri e delle difficoltà viste in gara.

Il Team Principal Jonathan Wheatley non ha nascosto la delusione per quanto accaduto. Da una parte ha espresso le scuse del team a Bortoleto per il guasto che gli ha impedito di partire, definendo la situazione estremamente deludente e da comprendere rapidamente. Dall’altra ha analizzato anche la corsa di Hulkenberg, evidenziando come la partenza della vettura resti un’area da migliorare, visto che il tedesco ha perso diverse posizioni allo spegnimento dei semafori prima di costruire una gara solida sul ritmo. Il problema alla wheelgun, però, ha vanificato tutto il lavoro fatto in pista.

In mezzo a una domenica difficile in Formula 1, Audi ha comunque trovato un motivo concreto per sorridere. La nota più brillante del weekend è arrivata infatti dalla F1 Academy, dove Emma Felbermayr ha conquistato una vittoria autorevole nella feature race del mattino. Partita dalla terza posizione, l’austriaca è salita al comando e ha poi controllato la corsa sotto pressione, firmando il suo primo successo del 2026 e regalando ad Audi anche la prima vittoria nel campionato femminile. Un risultato che, sommato al podio ottenuto nella Race 1, la proietta in testa al campionato dopo il round inaugurale.

Lo stesso Wheatley ha voluto aprire il suo bilancio proprio facendo i complimenti a Felbermayr per un fine settimana definito sicuro e convincente, prima di congratularsi anche con Kimi Antonelli per la sua prima vittoria in Formula 1. Ma per Audi, guardando al proprio box del mondiale maggiore, resta soprattutto la necessità di analizzare a fondo quanto successo a Shanghai per arrivare in Giappone con risposte più chiare e una vettura più solida sul piano operativo.

Dopo una domenica così, il bilancio resta quindi sospeso tra ciò che poteva essere e ciò che invece dovrà ancora essere costruito. I segnali non mancano, ma a Shanghai i dettagli hanno fatto la differenza. E in Formula 1, spesso, è proprio lì che si decide tutto.