Bahrain 2026: Pirelli mette in scena tutta la gamma, dalla C1 alla C5

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 19 Febbraio 2026

l quinto giorno di test pre-stagionali in Bahrain non ha soltanto confermato la competitività della Mercedes con il miglior tempo di Kimi Antonelli in 1:32.803, ma ha soprattutto raccontato una storia tecnica molto chiara: per la prima volta in questa sessione sono scese in pista tutte le mescole della gamma Pirelli, dalla più dura C1 fino alla C5, la più morbida.

Un passaggio significativo, perché la C5 era stata richiesta soltanto da quattro scuderie e il suo debutto effettivo ha permesso di completare il quadro comparativo dell’intera scala di durezza. Se la C3 si conferma la gomma di riferimento – utilizzata per il miglior tempo assoluto e scelta dalla maggior parte dei top driver – l’utilizzo trasversale di tutte le specifiche ha offerto dati preziosi in ottica Melbourne.

La C3 resta il punto di equilibrio

Su una pista che ha toccato i 45°C di temperatura massima dell’asfalto, la C3 è stata la mescola più impiegata con 729 giri sui 1311 complessivi (55%). Un dato che certifica come il compound intermedio della gamma rappresenti oggi il miglior compromesso tra prestazione e gestione del degrado sul layout del Bahrain International Circuit.

Non a caso, i migliori tempi di giornata – da Antonelli a Piastri, passando per Verstappen e Hamilton – sono arrivati proprio con la C3. Fa eccezione Lando Norris, unico tra i più veloci a segnare il proprio riferimento con la C4, dimostrando come anche il gradino più morbido possa offrire performance interessanti sul giro secco.

Debutto della C5 e confronto diretto tra mescole

L’ultima ora di sessione ha visto Alpine, Cadillac e Williams montare la C5 per un singolo run esplorativo. Il miglior riscontro è stato quello di Franco Colapinto, autore di un 1:33.818 che consente ai tecnici di iniziare a quantificare il delta reale rispetto a C4 e C3.

Parallelamente, alcuni team hanno impostato run consecutivi scalando progressivamente la durezza delle gomme, con l’obiettivo di misurare in modo diretto il differenziale prestazionale tra una mescola e l’altra. Una metodologia che permette di isolare il comportamento del compound riducendo le variabili esterne.

Significativi anche i long run: 23 giri di Audi sulla C1 e altrettanti di Red Bull sulla C2, mentre Alex Albon ha esteso l’utilizzo della C4 fino a 17 tornate, partendo da un set già impiegato per sei giri. Un’indicazione importante in ottica gara, soprattutto per comprendere la sostenibilità della C4 su stint prolungati.

Distribuzione dei giri: fotografia tecnica della giornata

Dopo la C3, la classifica di utilizzo vede in ordine C2, C1, C4 e infine C5, quest’ultima ferma a soli 12 giri complessivi. Numeri che riflettono sia la prudenza delle squadre nella gestione del compound più morbido, sia la volontà di concentrarsi su mescole realisticamente candidabili per il weekend di gara.

Con run plan ormai allineati rispetto alla settimana precedente e programmi sempre più orientati alla ricerca del pacchetto ottimale tra aerodinamica e assetto, il lavoro svolto oggi fornisce a Pirelli e ai team un database completo sull’intera scala di durezza.

Se il cronometro ha premiato ancora la Mercedes, la vera protagonista di giornata è stata la gamma Pirelli nella sua totalità: un test che, più dei tempi, ha certificato la profondità strategica a disposizione delle squadre in vista dell’inizio del Mondiale 2026.