La stagione 2026 di Formula 1 ha iniziato a prendere forma sul serio oggi, 26 gennaio, con la prima giornata di Shakedown al Circuit de Barcelona-Catalunya. Tra i sette team che hanno scelto di scendere in pista fin dal day one, c’era anche la Mercedes-AMG F1 Team, impegnata nel primo vero banco di prova della nuova W17 E PERFORMANCE.
Il programma della squadra di Brackley è stato diviso in modo chiaro: mattinata affidata a Kimi Antonelli, pomeriggio nelle mani di George Russell. Un’alternanza che ha permesso al team di accumulare chilometri preziosi e, soprattutto, dati fondamentali su una vettura completamente nuova.
Antonelli apre le danze sul bagnato
Con la pista ancora umida all’apertura della pit lane, Antonelli è stato il primo a scendere in pista. Dopo una fase iniziale con pneumatici Intermediate, l’italiano ha proseguito il lavoro passando alle C3 Soft e successivamente alle C1 Hard. Il bilancio della mattinata parla di 56 giri completati prima della pausa pranzo, un risultato già significativo per un debutto ufficiale.
Nelle sue parole emerge soddisfazione, ma anche realismo: il focus non è la prestazione, bensì l’apprendimento. Il pacchetto iniziale è apparso solido e il lavoro svolto tra Brackley e Brixworth ha permesso alla vettura di affrontare senza intoppi il primo giorno “vero” di attività in pista.
Russell spinge sul chilometraggio
Nel pomeriggio è toccato a George Russell, che ha ulteriormente alzato il contachilometri con 95 giri, portando il totale di giornata a 151 tornate e oltre 700 chilometri percorsi. Numeri importanti, soprattutto considerando che i team hanno a disposizione solo tre delle cinque giornate complessive di Shakedown.
Russell ha sottolineato come le nuove monoposto siano profondamente diverse dal punto di vista di guida, ma allo stesso tempo intuitive una volta presa confidenza. Un aspetto che, secondo il britannico, renderà la stagione particolarmente interessante anche per il pubblico. Interessante anche il suo sguardo al resto del paddock, con una nota positiva per il chilometraggio completato da altri team, segnale di un livello tecnico ormai altissimo rispetto alle rivoluzioni del passato.
Il punto del muretto: affidabilità prima di tutto
A fare sintesi della giornata è stato Andrew Shovlin, che ha ribadito come l’obiettivo principale di queste prime uscite sia semplice ma cruciale: girare, girare tanto e senza problemi. La W17 ha dimostrato di poter mantenere temperature corrette e sostenere run lunghi, aprendo la strada a programmi più mirati nelle prossime giornate.
Sul fronte del progetto, Shovlin ha ricordato quanto sia stato imponente il lavoro svolto sia sul telaio sia sulla power unit, frutto di anni di sviluppo a Brixworth. Le prestazioni restano un’incognita condivisa da tutti, ma il primo verdetto è chiaro: la Mercedes 2026 è nata bene e, soprattutto, è affidabile.
Un inizio solido, ma è solo l’inizio
Il day one di Barcellona non consegna classifiche né certezze definitive, ma offre alla Mercedes una base concreta su cui costruire. Chilometri, dati e sensazioni positive: esattamente ciò che serve all’inizio di una nuova era regolamentare. I prossimi due giorni concessi al team catalano diranno molto di più, ma la prima pagina del 2026 è stata scritta con ordine e metodo.
