La stagione 2026 dell’Intercontinental GT Challenge prende il via questo weekend con uno degli appuntamenti più iconici dell’endurance mondiale: la Bathurst 12 Hour. A fare da palcoscenico sarà come sempre il leggendario Mount Panorama, teatro di una delle gare più spettacolari e selettive dell’intero panorama GT.
Con 35 vetture al via, sei costruttori intercontinentali e ben 23 iscritti validi per i punti IGTC, si tratta della griglia più importante dal 2020. A rendere il quadro ancora più interessante è la presenza record di sei piloti iscritti all’Independent Cup, categoria riservata ai Bronze che possono contare su uno scarto nei cinque round stagionali.
Sei marchi per una sfida globale
Al via troviamo BMW, Ferrari, Mercedes-AMG, Porsche, oltre ai debuttanti Chevrolet e Ford. Un confronto che unisce tradizione europea, muscoli americani e ambizioni globali.
BMW si presenta con tre M4 GT3 EVO e punta a difendere il successo ottenuto nel 2025 con il team WRT. Kelvin van der Linde, campione IGTC in carica, torna per difendere la vittoria, mentre Augusto Farfus sarà affiancato da Raffaele Marciello e Valentino Rossi, quest’ultimo reduce dal suo primo successo Intercontinental conquistato a Indianapolis lo scorso anno.
Chevrolet e Ford aggiungono ulteriore pepe alla competizione: la Corvette Z06 GT3.R porta in pista l’esperienza di Nicky Catsburg, Alexander Sims ed Earl Bamber, mentre la Mustang GT3 – unica al via – può contare su un team di alto livello e su piloti esperti come Dennis Olsen e Christopher Mies.
Ferrari schiera due 296 GT3 con l’obiettivo di tornare al successo assoluto, mentre Mercedes-AMG si presenta con ben dieci GT3, sei delle quali in configurazione Pro: una vera armata pronta a interrompere l’attesa di una vittoria che manca dal 2023. Porsche, con cinque 911 GT3 R, completa un quadro tecnico di altissimo livello, tra livree iconiche e line-up di grande esperienza.
Una griglia profondissima
Delle 31 GT3 presenti, 15 sono equipaggi Pro, mentre le restanti si dividono tra Pro-Am, Silver e Bronze. Completano lo schieramento due GT4 e due vetture Invitational. In pista figurano nove ex vincitori della 12 Ore, per un totale di 15 successi complessivi: un dato che testimonia il peso specifico della griglia 2026.
Come da regolamento IGTC, tutti gli iscritti Intercontinental – indipendentemente dalla classe – possono conquistare punti. Per la classifica costruttori contano però solo i due migliori risultati per marchio, mentre i punti piloti vengono assegnati ai primi dieci classificati finali IGTC.
Programma completo – Orari locali e orari italiani
Gli orari ufficiali sono indicati in GMT+11 (Australia).
L’Italia a febbraio è in CET (GMT+1): 10 ore indietro rispetto a Bathurst.
Giovedì 12 febbraio
- 10:30 – 13:00 (GMT+11): Track to Town
➝ 00:30 – 03:00 (ora italiana)
Venerdì 13 febbraio
- 08:45 – 09:25: Practice 1
➝ 22:45 – 23:25 (giovedì in Italia) - 11:00 – 11:40: Practice 2 (solo Bronze)
➝ 01:00 – 01:40 (ora italiana) - 14:10 – 14:50: Practice 3
➝ 04:10 – 04:50 (ora italiana) - 16:40 – 17:20: Practice 4 (solo Bronze)
➝ 06:40 – 07:20 (ora italiana)
Sabato 14 febbraio
- 08:05 – 09:05: Practice 5
➝ 22:05 – 23:05 (venerdì in Italia) - 10:05 – 11:05: Practice 6
➝ 00:05 – 01:05 (ora italiana) - 13:05 – 13:35: Qualifying 1
➝ 03:05 – 03:35 (ora italiana) - 13:50 – 14:20: Qualifying 2
➝ 03:50 – 04:20 (ora italiana) - 16:15 – 16:30: Pirelli Pole Battle
➝ 06:15 – 06:30 (ora italiana)
Domenica 15 febbraio
- 05:45 – 17:45: Gara – Bathurst 12 Hour
➝ 19:45 (sabato) – 07:45 (domenica) ora italiana
La 12 Ore di Bathurst non è soltanto l’apertura stagionale dell’IGTC: è una prova di resistenza tecnica e mentale su uno dei tracciati più impegnativi al mondo. Con una griglia così ampia e competitiva, l’edizione 2026 promette una battaglia serrata dal primo all’ultimo giro, tra strategie, traffico e gestione notturna.
Per chi seguirà dall’Italia, preparate il caffè: lo spettacolo sarà notturno, ma la qualità in pista è da prima serata.
