Buriram, test da mondiale: ritmo, cadute e simulazioni che accendono il 2026

Toprak Razgatlioglu, Buriram MotoGP Test, 22 February 2026 // Gold & Goose / Red Bull Content Pool // SI202602220181 // Usage for editorial use only //

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 22 Febbraio 2026

Il sipario sui test 2026 della MotoGP si è chiuso al Chang International Circuit con due giornate dense di contenuti tecnici, colpi di scena e indicazioni pesanti in vista dell’inizio stagione. Tra long run, time attack e bandiere rosse, Buriram ha restituito un quadro competitivo compatto e già ad altissima intensità.


DAY 2 – Bezzecchi detta il passo, Marquez tra aggressività e cadute

L’ultima giornata si è accesa progressivamente fino all’ultima mezz’ora, quando diversi piloti hanno montato gomme fresche per il classico assalto finale al tempo.

A firmare la miglior prestazione del pomeriggio è stato Marco Bezzecchi, protagonista prima di una simulazione Sprint particolarmente consistente e poi di un giro secco di altissimo livello nel finale. Il pilota Aprilia ha saputo coniugare passo gara e time attack, dimostrando solidità su entrambe le distanze.

Alle sue spalle la classifica è cambiata più volte nel giro di pochi minuti:

  • Marc Marquez è risalito fino alla terza posizione, a 0.272 dalla vetta in uno dei momenti chiave del pomeriggio. Per lui però una giornata complessa: caduta a curva 3 (terza scivolata complessiva del test) mentre stava inanellando giri veloci molto costanti. Rider ok, passaggio al centro medico per controllo e poi rientro ai box.
  • Francesco Bagnaia ha piazzato un time attack incisivo che lo ha proiettato in quarta posizione, subito davanti ad Alex Marquez.
  • Pedro Acosta e Franco Morbidelli si sono inseriti nel gruppo di testa, scavalcando nel finale Jorge Martin, che da quarto si è ritrovato ottavo nel vortice degli ultimi tentativi.

Completano la top ten la Honda HRC Castrol con Joan Mir, in una giornata segnata anche da:

  • problema tecnico per Maverick Viñales a curva 10
  • bandiera rossa per interventi a curva 3
  • ulteriore crash per Alex Marquez (rider ok)

Il finale è stato una vera simulazione di qualifica, con continui cambi al vertice e distacchi estremamente ridotti.


Mattina Day 2 – 1:28 nel mirino e ritmo da gara

La sessione mattutina aveva già mostrato segnali chiari. Si è entrati stabilmente nell’1:28, con:

  • Bagnaia autore di un 1:28.883
  • Bezzecchi in 1:28.952
  • Marc Marquez capace di un 1:28.836

Il riferimento storico resta l’1:28.700 firmato da Bagnaia nel 2024, ma già in fase di test i tempi si sono avvicinati sensibilmente.

Diversi team hanno lavorato su:

  • simulazioni Sprint
  • stint medio-lunghi
  • comparazioni di assetto dopo le novità introdotte rispetto ai test precedenti

Si è visto meno time attack puro nella parte centrale della giornata, ma una raccolta dati metodica e strutturata.


DAY 1 – Martin torna davanti, Marquez cade ma reagisce

Il primo giorno aveva già lanciato segnali interessanti.

Dopo una caduta iniziale di Marc Marquez alla curva finale (rider ok), il campione aveva comunque firmato un 1:30.151 nelle prime fasi, prima che i tempi scendessero sensibilmente.

Il momento simbolico della giornata è stato il ritorno competitivo di Jorge Martin, che con un 1:28.813 si è issato in vetta davanti a Luca Marini per appena 0.027 secondi. Un tempo che ha rappresentato il primo vero squillo del 2026 per il campione 2024.

Nel corso della giornata si sono registrati:

  • caduta di Jack Miller a curva 8
  • scivolata di Ai Ogura a curva 1
  • bandiera rossa per controllo air fence a curva 1

Nel finale Marc Marquez è risalito fino alla seconda posizione, confezionando una Marquez 1-2 con Alex, mentre Morbidelli si è inserito tra i migliori con un terzo posto provvisorio.


Indicazioni tecniche e scenario 2026

Dal punto di vista tecnico, Buriram consegna tre certezze e diverse incognite:

1. Ducati resta riferimento sul giro secco, ma l’aggressività di Marquez ha mostrato un limite ancora da bilanciare tra attacco e gestione.

2. Aprilia è concreta su ritmo e costanza, con Bezzecchi particolarmente efficace sulle simulazioni.

3. KTM continua a crescere con Acosta, costantemente vicino al vertice senza forzare eccessivamente.

4. Honda mostra segnali di stabilizzazione, pur senza ancora inserirsi stabilmente nella lotta per la vetta.

Le differenze sono minime, i distacchi ridotti, le gerarchie ancora mobili. Il dato più evidente è l’equilibrio: più piloti sotto il secondo, più moto competitive e simulazioni gara che raccontano una stagione potenzialmente molto aperta.

Buriram chiude la pre-season con caldo torrido, cronometri incandescenti e una certezza: il 2026 non inizierà con un padrone unico.