Il debutto stagionale del MotoGP 2026 sul tracciato del Chang International Circuit si è rivelato più complesso del previsto per il Prima Pramac Yamaha MotoGP Team. In condizioni climatiche estreme, con temperature elevate e asfalto particolarmente aggressivo sugli pneumatici, Jack Miller e Toprak Razgatlıoğlu hanno dovuto fare i conti con un degrado superiore rispetto ai diretti rivali.
Debutto impegnativo per la Yamaha YZR-M1 V4
La gara thailandese ha segnato il primo confronto completo sulla distanza per la nuova Yamaha YZR-M1 equipaggiata con il motore V4. Un passaggio tecnico significativo, che ha richiesto una gestione attenta di gomme e temperature in un contesto già di per sé critico.
Nonostante il risultato finale non abbia soddisfatto le aspettative, il team ha sottolineato l’importanza dei dati raccolti in condizioni reali di gara, fondamentali per lo sviluppo del nuovo pacchetto tecnico.
Il Team Director Gino Borsoi ha ammesso che le difficoltà erano in parte previste: già nei test erano emerse criticità, poi confermate in gara. Un elemento incoraggiante è però arrivato dalla Sprint, dove il ritmo si è dimostrato più competitivo, segnale che il potenziale non manca. Il problema principale, secondo Borsoi, è stato l’impatto del caldo, che ha penalizzato la squadra in misura maggiore rispetto agli avversari.
Razgatlıoğlu: prima gara e tanto da imparare
Per Toprak Razgatlıoğlu, alla sua prima gara completa in MotoGP, l’esperienza è stata intensa e formativa. Ventisei giri in condizioni estreme hanno rappresentato una sfida fisica e tecnica importante.
Il turco ha evidenziato problemi di grip al posteriore, accentuatisi con il passare dei giri, ma ha scelto di non cercare alibi. Consapevole del percorso di adattamento ancora in corso, ha ribadito la fiducia nel lavoro della Yamaha e l’impegno personale nel crescere rapidamente nella nuova categoria.
Miller: gestione limite e pneumatico al collasso
Anche Jack Miller ha descritto una gara complicata sin dalle prime tornate. Pur non riscontrando particolari criticità dal punto di vista fisico, l’australiano ha percepito immediatamente un problema legato alla gomma posteriore.
Nel tentativo di contenere il degrado, Miller ha adottato una guida più conservativa, lavorando di cambi marcia anticipati e uscite di curva più dolci. Tuttavia, con il passare dei giri, la situazione è peggiorata fino a un consumo marcato nella parte centrale dello pneumatico, limitando drasticamente la possibilità di aprire il gas sui rettilinei.
Nonostante le difficoltà, il dato positivo resta il completamento della gara da parte di tutte le Yamaha in pista e la grande quantità di informazioni raccolte.
Sguardo al Brasile
L’attenzione del team si sposta ora sul Gran Premio del Brasile, con l’obiettivo di trasformare l’esperienza di Buriram in un punto di partenza. La nuova V4 è ancora in fase di sviluppo, e la priorità sarà migliorare la gestione del posteriore e l’adattamento alle alte temperature.
La stagione è appena iniziata, ma per Prima Pramac Yamaha il 2026 è già entrato nel vivo: tra difficoltà tecniche e segnali incoraggianti, il percorso di crescita è ufficialmente cominciato.
