Christian Horner, addio a Red Bull: vent’anni di trionfi e una buonuscita senza precedenti

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 22 Settembre 2025

Il capitolo tra Christian Horner e Red Bull si è chiuso definitivamente il 22 settembre, con un epilogo degno di un film di Hollywood: un assegno milionario per salutare colui che per vent’anni ha guidato la scuderia di Milton Keynes. La cifra resta avvolta nel riserbo, ma le stime parlano di un accordo compreso tra i 70 e i 100 milioni di dollari, sufficiente a coprire i cinque anni di contratto che lo legavano al team fino al 2030.

Dalla scommessa al dominio

Quando nel 2005 Horner prese in mano una squadra nata da un marchio di bibite energetiche, nessuno avrebbe immaginato che in due decenni avrebbe costruito un impero capace di battere colossi come Ferrari e Mercedes. Otto titoli piloti – divisi tra Sebastian Vettel e Max Verstappen – e sei mondiali costruttori raccontano soltanto una parte della sua eredità. Parallelamente, il manager britannico ha diretto tutte le società satellite legate al progetto, dalle Powertrains alle Advanced Technologies, trasformandosi in un autentico “amministratore dell’universo Red Bull”.

Il cambio della guardia

L’uscita di Horner non ha lasciato un vuoto: al suo posto è stato promosso Laurent Mekies, proveniente dalla Racing Bulls. Una scelta che segna anche un cambio di filosofia gestionale, con un maggior peso tornato direttamente alla casa madre austriaca e un Mekies chiamato a concentrarsi sull’attività sportiva.

Le parole e i ringraziamenti

“Guidare la Red Bull Racing è stato un onore e un privilegio”, ha dichiarato Horner nell’annunciare l’addio. L’austriaca Red Bull, tramite il CEO Oliver Mintzlaff, ha ricambiato con parole di gratitudine: due decenni di impegno, innovazione e successi che resteranno parte indelebile della storia del marchio.

Uno sguardo al futuro

Chiusa la parentesi più importante della sua carriera, Horner non sembra intenzionato a restare a lungo lontano dalla Formula 1. Gli accordi con Red Bull gli permetterebbero di rientrare già dal 2026, e le prime indiscrezioni lo accostano ad Alpine, forse insieme a figure storiche come Flavio Briatore e Bernie Ecclestone. Ipotesi che Toto Wolff ha definito con ironia una sorta di “mafia reunion”, ma che darebbero certamente nuova linfa al Circus.

La fine di un’era, dunque, ma anche l’inizio di una nuova partita: quella di un manager che ha già dimostrato di saper trasformare i sogni in titoli mondiali.