CNN ci porta nel Mugello: motori, notti folli e una Toscana che non dorme mai

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 19 Settembre 2025

La CNN, con il suo reportage “Wild racing, wild parties and wild boar: Why no one sleeps in Italy’s Mugello” di Jonathan Hawkins (10 settembre 2025), descrive un Mugello che vive di passioni estreme, “rumore” in tutte le sue forme, e notti che sembrano non finire mai. Per leggere il racconto completo → clicca qui.


Tra feste selvagge e motoseghe: l’anima notturna

Fin da venerdì sera, la zona attorno a Scarperia e San Piero si trasforma: non solo motori sulla pista, ma feste improvvisate sui colli. Si vedono uomini in costumi eccentrici — un tizio in calze a rete rosse e minidress in vinile che danza con una birra in mano. Qualcuno usa motoseghe modificate come strumenti musicali, altri armeggiano con tubi, rubinetti e trombe improvvisate per trasformare il rumore in spettacolo. Le luci delle torce, delle discoteche itineranti sotto camper, flares colorati e fumo di scarichi formano uno sfondo che sembra irreale. E la gente accorre, cammina, grida, danza: al Mugello “non si dorme”.


La bellezza del luogo, la potenza dello spettacolo

Il luogo è parte dello show: la Toscana con le sue colline morbide, gli uliveti e i borghi, le curve sinuose che anticipano l’ingresso al circuito quasi come un’apparizione. Il Mugello Circuit, di proprietà Ferrari, sorge immerso in questo panorama, con le tribune incastonate nei pendii, i colori del Tricolore che fanno da cornice, e campeggi ovunque: fan che arrivano da lontano per vivere da vicino ogni momento.

Fabio Di Giannantonio parla del suo “home race”, del Mugello “che si trasforma ogni giorno che si avvicina la corsa”; Paolo Campinoti lo definisce un simbolo di italianità che va ben oltre lo sport. Dominika Grnova, giornalista, racconta anche dei pericoli agresti – come il cinghiale che improvvisamente sbuca per strada mentre qualcuno va a prendere una pizza – momenti di tensione che mostrano la parte più crudele e al tempo stesso più autentica della natura.


Il giorno dopo: ad alta velocità… e ad alta partecipazione

Stando alla CNN, il Mugello non è solo la notte: è la pista che brucia, i paddock in fermento, le tribune traboccanti, l’adrenalina della gara. Migliaia di tifosi arrivano già prima del weekend, con la struttura delle squadre che monta, i camper che si sistemano, le divise che si mescolano. Piloti che parlano, tecnici che smanettano, fan che esultano.

Quest’anno l’evento ha richiamato 166.000 spettatori in tre giorni, e per la gara di domenica ben 84.625 presenti per assistere alla sfida finale. Marc Márquez ha vinto, sotto lo sguardo — un po’ amareggiato — dei tifosi che tifavano per “Pecco” Bagnaia. Ma l’atmosfera non perde in entusiasmo: sembra che quasi nessuno lasci il Mugello con rimpianti.


Contrasti che incantano: eleganza e caos, rumore e convivialità

Un aspetto che emerge forte nel racconto è il contrasto tra il caos festoso che invade le colline e i campeggi, e la raffinatezza organizzata che domina pitlane e hospitality. Da un lato barbecue improvvisati, motoseghe personalizzate che “bruciano” aria, feste a cielo aperto; dall’altro cene VIP sotto le tende del team, tavoli imbanditi nel retro delle squadre, ospiti illustri come attori, ex piloti e campioni che si mescolano tra i fan nei momenti meno ufficiali.

Uno dei momenti più memorabili citati dalla CNN: la cena organizzata da Pramac, dove il rumore di una moto KTM acceso nel bel mezzo del banchetto sovrasta perfino il pianoforte, a testimonianza che alla fine “rumore” (in senso letterale e metaforico) domina tutto il weekend.