Interlagos accende i riflettori: Leclerc tra emozioni private e battaglia con Mercedes, Gasly guarda al 2026, Stroll ammette i limiti dell’Aston. E i rookie brasiliani si prendono il palco
San Paolo, 6 novembre 2025 – La tradizionale conferenza stampa del giovedì ha aperto ufficialmente il weekend del Gran Premio di San Paolo 2025 con un copione tutt’altro che scontato: tra la vita privata di Charles Leclerc, il duello Ferrari-Mercedes per il secondo posto nel Mondiale Costruttori, le fatiche di Alpine e Aston Martin in questa fase finale di stagione e l’entusiasmo dei debuttanti – in primis il brasiliano Gabriel Bortolotto – Interlagos si conferma un appuntamento in cui il paddock si scopre più umano, più esposto e anche più sensibile alla passione del pubblico locale.
Di seguito la ricostruzione completa, in stile giornalistico, di quanto emerso nelle due parti della conferenza.
Leclerc: “Settimana speciale, ma qui conta fare tutto perfetto”
La prima domanda è stata inevitabile: il presentatore ha fatto i complimenti a Charles Leclerc per il fidanzamento ufficiale con Alex. Il monegasco ha sorriso, ammettendo che “è stata una settimana piena di emozioni” e che lui e Alex “sono incredibilmente felici”. Subito la gag interna al gruppo francofono: alla domanda su chi sarà il prossimo pilota a fidanzarsi, Leclerc ha “incastrato” Pierre Gasly, dicendo che tocca a lui, con Gasly che ha raccolto il gioco spiegando di essere già abbastanza sotto pressione.
Chiuso il capitolo privato, Leclerc è passato al tema sportivo: Ferrari arriva a Interlagos con un approccio “neutro”, senza farsi trascinare dai buoni risultati di Austin e Città del Messico. Il motivo è chiaro: quelle prestazioni sono arrivate, secondo Charles, da “esecuzione perfetta dal venerdì alla domenica”, cosa tutt’altro che scontata su una pista come quella brasiliana dove meteo e condizioni possono cambiare rapidamente. La Ferrari, ha ribadito, non ha ancora il passo puro di McLaren e Red Bull, e la Mercedes è una variabile che a volte è fortissima e a volte meno. Quindi obiettivo: fare bene il proprio lavoro e vedere dove si arriva.
Interlagos, una storia incompiuta per Charles
A Leclerc è stato fatto notare che Interlagos è una delle poche piste dove non è mai salito sul podio. Il ferrarista ha risposto con realismo: la pista gli piace molto, in passato la performance non è stata pessima ma “per un motivo o per l’altro la domenica non è mai andata come doveva”. Quest’anno, però, con un weekend pulito e considerando che in Brasile spesso accadono gare caotiche, il podio è un obiettivo concreto. “Se facciamo tutto perfetto possiamo salire sul podio per la prima volta – e, visto quanto sono pazzi i weekend qui, magari anche qualcosa di più”.
Il duello con Mercedes per il P2 Costruttori
Un punto importante è stato lo scontro diretto Ferrari–Mercedes per il secondo posto nel Mondiale Costruttori: la Ferrari arriva a San Paolo con un solo punto di vantaggio. Leclerc si aspetta una Mercedes molto forte soprattutto a Las Vegas, dove l’anno scorso fu velocissima, e per il resto del calendario una battaglia equilibrata. Ha anche ricordato che la Red Bull di Verstappen è tornata a essere una presenza pesante da quando ha introdotto l’aggiornamento di Monza, e che quindi il finale di stagione sarà “tosto”.
Alla domanda se un eventuale secondo posto sarebbe “abbastanza” per una squadra come Ferrari, Charles è stato netto: “No, non è abbastanza. Alla Ferrari l’unica cosa abbastanza è vincere.” Ma, ha precisato, se si guarda a dove era la squadra a inizio 2025 e dove è ora, il campionato va letto come una buona crescita, perché la SF-25 all’inizio non era semplice da capire. Quindi: secondo posto da centrare, ma 2026 da puntare più in alto.
Quando gli è stato chiesto se preferirebbe una vittoria di gara o il secondo posto nel Costruttori, Leclerc ha dribblato: “Prendo tutte e due.” Vincere dà più soddisfazione al team dopo una stagione complicata, ma l’obiettivo di classifica non può essere abbandonato.
Alex e… Leo: il supporto fuori dalla pista
Una domanda più personale ha chiesto a Leclerc quanto la sua compagna Alex sia parte del suo mondo in F1. Charles ha risposto che è “incredibilmente presente”, non dal punto di vista tecnico ma emotivo: vive i suoi alti e bassi, lo sostiene e fa parte del suo equilibrio, insieme alla famiglia. Poi il riferimento al piccolo Leo, che “non capisce gli alti e bassi, ma è sempre felice – ed è abbastanza così”.
Alla fine è arrivata anche la domanda sul “nuovo” pubblico Ferrari con l’arrivo di Lewis Hamilton in squadra: per ora, ha detto Charles, non è cambiato molto, ma da venerdì si aspetta tante bandiere brasiliane e ancora più bandiere Ferrari proprio grazie alla popolarità di Lewis in Brasile. I tifosi che già lo sostengono continueranno a farlo, e questo, ha detto, dà sempre motivazione.
Pierre Gasly: Interlagos come pista “fortunata”, ma 2025 da sofferenza
Pierre Gasly ha ricordato che Interlagos è la sua pista più felice in F1: podio nel 2019 (l’arrivo in volata con Hamilton) e doppio podio Alpine nel 2024 insieme a Ocon, frutto di una gara caotica gestita benissimo. Alla domanda su quale podio fosse più speciale, Gasly ha scelto il primo, perché il “primo podio” è sempre unico; ma il doppio podio francese resta un unicum.
Poi è arrivata la parte più realistica: non si aspetta che Alpine sia particolarmente competitiva qui nel 2025. La squadra ha smesso di sviluppare la vettura mesi fa, mentre altri – come Haas – hanno continuato a portare aggiornamenti fino ad Austin. Gasly ha spiegato di essere “tra due sedie”: il 2025 è duro e poco competitivo, ma ciò è dovuto a scelte tattiche che dovrebbero ripagare nel 2026, anno in cui vede “molte cose buone” in preparazione a Enstone. Per questo, ha detto, il suo ruolo ora è soprattutto tenere alta la motivazione delle 1.500 persone del team e far capire che le rinunce del 2025 servono per arrivare meglio alla nuova era.
Alla domanda se avrebbe preferito continuare a sviluppare l’auto 2025, Gasly è stato chiarissimo: “Se il 2026 sarà migliore, non mi importa di questo 2025.” A volte per ottenere qualcosa di grande, ha detto, bisogna fare scelte drastiche.
Lance Stroll: una stagione senza “chimica”
Lance Stroll ha spiegato la flessione Aston Martin dopo la serie di buoni piazzamenti (i settimi posti di Ungheria, Zandvoort e Belgio): alcune piste fanno “accendere” la macchina, altre no; gli altri intanto hanno portato aggiornamenti e in F1 nessuno sta fermo. Ha anche ammesso che non si è mai sentito davvero a suo agio con la monoposto 2025, perché a volte ci sono stagioni in cui la vettura si adatta al tuo stile e altre no. Nonostante tutto, quando la macchina è stata competitiva il team ha portato a casa punti.
Sulla domanda più “di costume” – i rumor brasiliani che lo volevano fuori dal team – Stroll ha liquidato la questione con due parole: “Fake news.”
Sull’era tecnica che sta per finire, alla domanda comune ai tre piloti, Stroll è stato il più critico: macchine troppo rigide, troppo pesanti, e non è detto che abbiano davvero migliorato le gare. Leclerc e Gasly hanno condiviso solo in parte: per Charles il 2022 con il porpoising è stato il peggiore, ma le ultime tre stagioni le ha comunque godute; Gasly ha ricordato che il porpoising ha pesato molto sul fisico dei piloti, soprattutto sulla schiena, e che è positivo allontanarsene.
Interlagos senza Sprint e il fascino Senna
A tutti e tre è stato chiesto cosa amano di più di Interlagos e cosa pensano della gara senza Sprint dal prossimo anno.
- Gasly ha risposto che la cosa più bella è… la vista dal podio, e subito dopo l’energia dei tifosi brasiliani che continuano a cantare il nome di Senna.
- Leclerc ha ribadito che non può parlare del podio perché non ci è mai salito qui, ma ha parlato con affetto dell’eredità di Ayrton Senna, suo idolo, che qui è percepibile più che altrove. Ha citato anche i cordoli tipici di Interlagos, molto particolari da interpretare.
- Stroll ha parlato della passione del pubblico e dei bei ricordi del 2023, di un circuito vecchia scuola con bel ritmo.
L’assenza della Sprint nel 2026 non è sembrata un dramma per nessuno: il valore aggiunto, qui, è soprattutto l’atmosfera.
Chi vince il Mondiale 2025?
Alla domanda su chi vincerà il titolo, i tre hanno dato risposte prudenti. Leclerc non vuole scommettere prima di vedere cosa succederà proprio a San Paolo, ma non esclude Max Verstappen. Gasly ritiene che sarà probabilmente un affare interno alla McLaren tra Oscar Piastri e Lando Norris, perché per Max sarà difficile rimontare. Stroll ha detto semplicemente che non ha idea, perché i primi due sono quasi alla pari. Tutti hanno comunque riconosciuto che tra i tre presenti… nessuno è più in corsa.
Giovani, Brasile e futuro: Bortolotto, Hadjar, Albon
La seconda parte della conferenza ha cambiato tono e ritmo, grazie alla presenza di Gabriel Bortolotto (Kick Sauber), al suo primo GP di casa; Isack Hadjar (Racing Bulls), al debutto a Interlagos; e Alex Albon (Williams), più concentrato sul finale di stagione e sul 2026.
Bortolotto: “Correre a casa è speciale, ma la preparo come una gara qualsiasi”
Il brasiliano Bortolotto ha raccontato con semplicità quanto sia emozionante correre a 30 km da dove è nato, a Osasco, spiegando che da bambino guardava il GP dal kartodromo a fianco del circuito, “anche se non era proprio legale”. Ha girato a Interlagos solo una volta, quattro anni fa, con una GT, quindi la pista non è così familiare.
Per lui il punto è fare bene da subito in FP1, perché è un weekend Sprint e non c’è tempo per inseguire il set-up. Dopo il punto conquistato in Messico partendo 16°, Bortolotto crede che anche qui si possa andare a punti se il team mette la monoposto nella finestra giusta.
Alla domanda su quanto sia migliorato in questo suo primo anno, ha spiegato che il salto più grande è stato abituarsi a lavorare con centinaia di persone invece che con 25-30 come in F2, e a “mettere tutti insieme”, andare in fabbrica e creare un gruppo. Il team principal Jonathan Wheatley lo ha lodato per la maturità, e lui ha confermato che questa è stata una parte importante del suo adattamento.
Momento molto brasiliano quando un giornalista gli ha raccontato che anche le guardie giurate di Osasco sono orgogliose di lui: Bortolotto ha risposto rivolgendosi ai ragazzini che sognano la F1 dalla periferia di San Paolo dicendo di continuare a sognare, lavorare tantissimo, perché lui è arrivato fin qui con poco supporto di sponsor e tanto sforzo della famiglia.
Il ritratto di Binotto secondo Bortolotto
Una domanda curiosa è arrivata su Mattia Binotto, oggi al centro del progetto Audi/Kick Sauber: Bortolotto lo ha definito “un leader incredibile”, uno che non ama stare al centro dell’attenzione ma che in fabbrica motiva tutti e fa sentire tutti parte del progetto, si prende responsabilità e spinge per lo sviluppo dell’auto di quest’anno e di quella futura. Ha anche raccontato che gli piace ascoltare le storie di Binotto ai tempi di Schumacher, da cui dice di imparare molto.
Hadjar: entusiasmo per Interlagos e realismo in classifica
Isack Hadjar ha raccontato che in realtà da bambino era più tifoso di Senna che di Prost, nonostante oggi corra in un team “fratello” Red Bull – e che ricorda bene la gara 2012 in cui Vettel vinse il terzo titolo sul bagnato: la guardava da piccolo e per lui Interlagos è legata a quelle emozioni. Non ha mai girato qui, se non al simulatore, e sa che in un weekend Sprint bisogna entrare subito nel ritmo, anche perché qui i cordoli sono meno critici rispetto a Austin e Messico, dove la sua macchina ha sofferto.
Sulla classifica Costruttori è stato molto franco: il Racing Bulls vuole difendere il sesto posto, non pensa sia realistico prendere la Williams.
Sulla questione del sedile 2026 in orbita Red Bull, Hadjar ha detto di essere abituato a non sapere nulla fino alla fine dell’anno: con Red Bull funziona così, si spinge fino all’ultima gara e poi decidono loro.
Albon: Williams vuole ancora il P5, ma pensa già al 2026
Alex Albon ha dato una versione un po’ più ottimista: Williams il quinto posto lo vuole ancora, ma ha ammesso che la squadra ha già spostato molta attenzione sulla vettura del prossimo anno. Ha spiegato che le difficoltà di Austin e Messico derivavano da problemi di equilibrio su circuiti particolari; il team ha “smontato tutto” dopo il Messico per capire, ha trovato una serie di piccole cause e ora arriva in Brasile con un quadro più chiaro. Non serviranno rivoluzioni di set-up, più che altro servirà un weekend pulito.
A una domanda su una presunta divergenza con James Vowles (che aveva parlato di cambiare direzione di set-up dopo il Messico), Albon ha chiarito che i cambiamenti possono essere anche solo lato elettronica e non di componenti fisiche, e da lì la sensazione di dire due cose diverse.
2026: sarà davvero un “nuovo anno da rookie”?
Una giornalista ha chiesto a Hadjar se con le nuove regole non sarà quasi come fare un altro anno da debuttante: il francese ha risposto che sì, sarebbe più facile se si andasse avanti con le auto attuali, ma ormai conosce l’ambiente F1, i processi, le tante persone con cui lavorare e quindi non ripartirà da zero.
Albon, che ha già provato la 2026 al simulatore, ha aggiunto che ci sarà tanto da imparare per tutti, che l’esperienza aiuta a uscire prima dalle situazioni complicate, ma che è comunque un reset e livellerà un po’ i valori.
Brasile, cibo e… Verstappen che capisce il portoghese
Nella parte finale la conferenza si è fatta più leggera.
- Albon ha detto che a San Paolo si mangia benissimo, che c’è “stranamente del sushi molto buono” e che la churrascaria è una tappa fissa.
- Hadjar ha citato l’açaí.
- Bortolotto ha ammesso di aver mangiato carne tutti i giorni da quando è tornato in Brasile.
Poi la domanda su Max Verstappen: Bortolotto ha raccontato che Max parla un portoghese sorprendentemente buono, che lo aiuta molto, che giocano e fanno sim insieme e che la presenza di gente brasiliana (e della moglie) attorno a Max lo ha fatto migliorare nella lingua. “Se parli portoghese vicino a lui, capisce”, ha detto.
Pioggia e imprevedibilità: il marchio di Interlagos
L’ultima parte è stata dedicata al meteo: qui non sai mai che gara avrai. Albon ha spiegato che ci si prepara guardando dati e onboard sia di asciutto che di bagnato, perché basta un temporale per cambiare le gerarchie – e ha ricordato che l’anno scorso le Alpine finirono seconde e terze proprio grazie al caos.
Hadjar e Bortolotto hanno confermato: oggi in F1 ci sono tanti strumenti per studiare ogni giro di ogni sessione, e in un weekend come questo può essere utile anche per la gestione delle gomme se si prevede che un turno sarà bagnato.
