COTA, il circuito dei compromessi secondo Pedro de la Rosa

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 15 Ottobre 2025

A pochi giorni dal Gran Premio degli Stati Uniti, Aston Martin Aramco ha svelato un nuovo capitolo della sua serie “Talking Points”, con protagonista Pedro de la Rosa. L’ex pilota di Formula 1 e attuale team ambassador offre un’analisi tecnica e fisica dettagliata delle sfide del Circuit of the Americas, uno dei tracciati più esigenti del Mondiale.

Il circuito dei compromessi

“COTA è un circuito di compromesso”, spiega De la Rosa. “È completo, con tratti lenti e veloci: serve un assetto che funzioni in entrambi i casi.”
Il punto chiave è l’altezza da terra: “Bisogna mantenere un range operativo ampio, abbastanza alto per affrontare le curve lente, ma basso per generare il massimo carico aerodinamico nei tratti veloci. Con le monoposto attuali, che hanno finestre operative molto strette, è una vera sfida per ingegneri e piloti.”

Le esse del primo settore: precisione millimetrica

Nel settore iniziale, quello delle celebri esse, il compromesso si fa ancora più delicato: “Per guadagnare tempo bisogna tagliare le curve e sfruttare i cordoli, ma se l’auto è troppo bassa rischi di colpirli troppo forte, far saltare la macchina e perdere il retrotreno. È impegnativo anche fisicamente: più l’auto è bassa, più avverti i sobbalzi nel corpo.”
E aggiunge: “In quella sezione passi da 5 g laterali su un lato del corpo a 5 g sull’altro quasi all’istante. È fantastico.”

Curve cieche e traiettorie multiple

Tra i punti più iconici, Turn 1 è “come l’inizio di una montagna russa”: “Sali ripidamente e puoi frenare tardissimo perché la pendenza ti aiuta. È una curva cieca, non vedi l’apice finché non sei dentro, ma offre molte linee e occasioni di sorpasso.”
Ancora più insidiosa è Turn 19: “Arrivi a grande velocità, l’ingresso è cieco e serve estrema precisione. Se entri troppo presto tocchi il cordolo e rischi di girarti, se troppo tardi vai largo e oltrepassi i limiti della pista.”

Il fattore gomme: equilibrio e sensibilità

La gestione degli pneumatici è, come tutto a COTA, una questione di equilibrio: “Le gomme soffrono molto nella prima parte del giro, quindi bisogna attaccare ma senza scivolare troppo, altrimenti si surriscaldano e non si raffreddano più. Nella seconda parte invece conta preservare le posteriori, specie in uscita da curve come la 12, 13 e 14, dove la trazione è decisiva.”
L’uso dell’acceleratore deve essere chirurgico: “Se accendi troppo presto le gomme posteriori, paghi caro il prezzo sul cronometro.”

De la Rosa riassume così la filosofia del tracciato texano: “A COTA tutto è un compromesso. Devi trovare il giusto equilibrio per spingere forte, senza superare mai il limite.”

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