CrowdStrike Racing by APR trionfa nella prima 4 Ore di Dubai tra Safety Car e finale al cardiopalma

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 1 Febbraio 2026

La prima gara del weekend di Dubai si è decisa solo negli ultimi minuti, al termine di una 4 Ore condizionata da tre interventi della Safety Car che hanno rimescolato più volte le carte e preparato il terreno per un finale di pura adrenalina. A spuntarla è stata CrowdStrike Racing by APR, che ha completato una settimana semplicemente perfetta dopo il successo alla Rolex 24 at Daytona, conquistando la vittoria assoluta grazie a una prestazione decisiva di Louis Deletraz, affiancato da George Kurtz e Malthe Jakobsen.

Una gara spezzettata ma sempre combattuta

Sotto un cielo sereno e con 23 gradi di temperatura dell’aria, i 46 equipaggi al via hanno affrontato una partenza relativamente ordinata, anche se già alla prima curva non sono mancati i contatti. La BMW Team WRT n.69 di Tony McIntosh è finita contro la Porsche Origine Motorsport n.87 di Bo Yuan dopo aver perso aderenza sui cordoli di curva 1: BMW costretta a una lunga sosta ai box, Porsche in grado di proseguire, mentre i commissari hanno sanzionato la vettura tedesca per l’incidente.

Davanti, Giorgio Roda ha preso il comando in LMP2 con la United Autosports n.5, resistendo agli attacchi di John Falb (Algarve Pro Racing) e Jens Reno Møller (High Class Racing), riuscendo inizialmente ad allungare. In LMP3, Paul Lanchere guidava la CLX Motorsport n.17, mentre in GT il comando iniziale era della Mercedes-AMG QMMF by Getspeed n.37, presto insidiata e superata dalla vettura gemella Getspeed n.9.

Strategie, neutralizzazioni e colpi di scena

Il primo momento chiave è arrivato con l’uscita di pista della United Autosports n.6 di Phil Fayer, rimasta ferma con due forature: Virtual Safety Car, poi Safety Car vera e propria, che ha consentito a molti equipaggi di anticipare o riorganizzare le strategie. Alla ripartenza, la leadership è tornata a oscillare, con Malthe Jakobsen protagonista di una rimonta autoritaria sulla Oreca n.4 CrowdStrike, fino a conquistare il comando a metà gara.

In GT, la corsa ha vissuto un altro snodo decisivo quando Blake McDonald ha perso la TF Sport Corvette n.11 finendo contro le barriere dopo un contatto: olio e detriti in pista, seconda Safety Car e lunga neutralizzazione di circa 40 minuti. Proprio in questa fase sono maturate penalità pesanti per la Mercedes Getspeed n.9 e la Ferrari Kessel Racing n.74 per infrazione al semaforo rosso in uscita pit lane, sanzioni che avrebbero inciso sull’esito finale.

Il finale: gomme fresche e attacco totale

Dopo l’ultima neutralizzazione, con una ventina di minuti effettivi di gara, è iniziato lo sprint decisivo. Louis Deletraz, su pneumatici Michelin nuovi, ha letteralmente cambiato passo: prima il sorpasso sulla APR n.20, poi l’attacco deciso alla Nielsen Racing n.64 di Alex Quinn in curva 1 per prendersi la testa della corsa. Alle sue spalle Antonio Fuoco ha tentato una rimonta furiosa con la Cetilar Racing n.47, risalendo fino alla seconda posizione, ma senza riuscire a colmare il distacco finale.

In GT, Dennis Marschall ha firmato il sorpasso decisivo sulla Corvette JMR n.66 portando la Ferrari Kessel Racing n.74 alla seconda vittoria stagionale. Successivamente, però, le penalità post-gara inflitte alla Corvette malese hanno riscritto il podio, promuovendo la Porsche Manthey n.10 al secondo posto e la Ferrari AF Corse n.21 al terzo.

LMP3: battaglia fino all’ultima curva

Se l’assoluta ha regalato spettacolo, la LMP3 non è stata da meno. Henry Cubides e Luciano Moreno si sono affrontati ruota a ruota per diversi giri, con contatti e sorpassi continui. L’errore decisivo è arrivato all’ultimo giro, quando Moreno ha scambiato una LMP2 per la vettura di Cubides e ha finito per toccarla, lasciando via libera alla Inter Europol Competition n.13, vincitrice per appena 0,4 secondi.

Le voci dei protagonisti

Grande soddisfazione in casa CrowdStrike, con George Kurtz che ha parlato di “due settimane incredibili”, mentre Jakobsen ha sottolineato la competitività della vettura e Deletraz ha evidenziato l’importanza delle scelte strategiche e del tempismo sulle gomme. In LMP3, Cubides ha ammesso la tensione degli ultimi giri, mentre Chun Ting Chou ha elogiato il lavoro di squadra.

Per Kessel Racing, Dennis Marschall ha definito la gara “un continuo passaggio da eroe a zero e ritorno”, perfetta sintesi di una 4 Ore di Dubai caotica, intensa e spettacolare.

Un inizio di weekend che promette un’altra gara ricca di colpi di scena, con equilibri ancora tutti da scrivere.