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Dacia scrive la storia: Sandriders vincitori della Dakar 2026

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 18 Gennaio 2026

La Dakar Rally 2026 entra negli annali con un nome nuovo e pesante: Dacia Sandriders. Alla seconda partecipazione assoluta nel Mondiale FIA Rally-Raid, il progetto romeno centra il colpo grosso conquistando la 48ª edizione della corsa più dura al mondo grazie a Nasser Al-Attiyah e Fabian Lurquin, vincitori con un margine finale di 9’42” dopo tredici giorni di battaglia nel deserto saudita.

Un successo costruito con metodo, solidità e gestione impeccabile, su un percorso da 7.976 chilometri complessivi, di cui 4.809 contro il cronometro, che ha alternato pietraie, dune, sezioni veloci e tratti tecnici dove l’errore non era contemplato.

Un risultato di squadra, non solo una vittoria

Oltre al trionfo assoluto, il bilancio di Dacia è impressionante: tutti e quattro gli equipaggi al traguardo nella top 11 finale.
Sébastien Loeb ed Édouard Boulanger hanno chiuso quarti, sfiorando il podio per appena 37 secondi dopo una Dakar segnata da forature e ritardi. Settima posizione finale per Lucas Moraes e Dennis Zenz, alla prima Dakar con il team, mentre Cristina Gutiérrez e Pablo Moreno hanno completato l’opera con l’11° posto assoluto.

Numeri che raccontano meglio di qualsiasi slogan la maturità tecnica e organizzativa di un progetto ancora giovanissimo.

La tappa finale: gestione e sangue freddo

L’ultima speciale, un anello di 105 km attorno a Yanbu, non era una passerella. Con una partenza cauta e il 36° tempo di giornata, Al-Attiyah e Lurquin hanno scelto la strategia più saggia: controllare, evitare rischi e portare a casa una vittoria che vale doppio, perché ottenuta contro avversari di primissimo livello.

Sesto sigillo per Al-Attiyah, primo trionfo per Lurquin

Per Al-Attiyah si tratta della sesta Dakar vinta in carriera (2011, 2015, 2019, 2022, 2023 e 2026), la terza in Arabia Saudita. Per Lurquin, invece, è una prima volta storica: primo navigatore belga a vincere la Dakar nella categoria auto, dopo tre podi precedenti che avevano solo rimandato l’appuntamento con la vittoria.

Un debutto che cambia gli equilibri

Vincere la Dakar al secondo tentativo non è solo un risultato sportivo: è un messaggio forte al Mondiale Rally-Raid. Dacia dimostra che il Sandrider non è un progetto sperimentale, ma una vettura già affidabile, competitiva e pronta a giocarsi il titolo W2RC anche nelle prossime sfide.

Il prossimo appuntamento è già segnato in rosso sul calendario: Rally-Raid Portugal, dal 17 al 22 marzo. Dopo quanto visto nel deserto saudita, una cosa è certa: i Sandriders non saranno più una sorpresa, ma il riferimento da battere.