Nel panorama della Dakar, ci sono classi che più di altre incarnano l’essenza dell’avventura e la promessa di un nuovo inizio. Le categorie Challenger e SSV sono diventate negli ultimi anni il punto di accesso ideale per molti equipaggi, capaci di offrire una combinazione unica di prestazioni, costi contenuti e un livello competitivo sempre più elevato. Non sorprende che numerosi protagonisti dell’attuale Top 11 FIA 2025 abbiano mosso qui i primi passi, segno di quanto questi veicoli rappresentino un percorso naturale verso l’élite del rally-raid.
Per il 2026 la tendenza si rafforza: 38 equipaggi prenderanno il via nella classe Challenger e 43 in SSV, pronti a immergersi nel deserto saudita con ambizioni, progetti e storie molto differenti tra loro.
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Challenger: Cavigliasso e Pertegarini al centro della scena
La coppia argentina formata da Nicolás Cavigliasso e Valentina Pertegarini arriva a Yanbu da campione in carica sia della Dakar sia del W2RC, dopo un 2025 costruito sulla capacità di gestire il rally sin dai primi chilometri e mantenerne poi il controllo. La loro continuità è stata il fattore decisivo, ma il nuovo anno non garantisce rendite di posizione.
Il gruppo degli avversari che hanno già dimostrato di poterli battere è ampio e motivato.
Fra i rivali più pericolosi figurano:
- Dania Akeel, vincitrice contro di loro sull’Abu Dhabi Desert Challenge;
- David Zille & Sebastian Cesana, primi al Safari Rally;
- Pau Navarro, autore dell’affermazione al Rally del Marocco.
A questi si uniscono profili che attirano grande attenzione: gli ex dominatori del quad Alexandre Giroud e Ignacio Casale, ancora impegnati a completare la loro transizione; il due volte vincitore della Dakar in moto Kevin Benavides, ora alle prese con la sfida a quattro ruote; e il ritorno di Bruno Saby, che riappare in gara a distanza di quasi vent’anni dalla sua ultima partecipazione.
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SSV: Heger difende il titolo, Chaleco non fa sconti
La categoria SSV si presenta altrettanto affollata e imprevedibile. Brock Heger, trionfatore nel 2025 al debutto e festeggiante i 25 anni con una vittoria memorabile a Shubaytah, conferma la sua presenza insieme a un team ancora più competitivo: il Loeb Fraymedia Motorsport. Nel gruppo compare anche il suo predecessore Xavier de Soultrait, campione 2024.
Il livello di sfida cresce ulteriormente grazie all’arrivo di due nomi attesissimi:
- Gonçalo Guerreiro, emerso come uno dei migliori Rookie Challenger della stagione 2025;
- Johan Kristoffersson, otto volte campione del mondo rallycross e ora pronto al battesimo Dakar.
Ma l’uomo da tenere d’occhio resta probabilmente Francisco “Chaleco” López. Il cileno, già vincitore delle categorie SSV e Challenger in diverse edizioni, nel 2025 ha visto sfumare la lotta al titolo per problemi meccanici iniziali. Nonostante ciò, ha conquistato cinque speciali e ha chiuso secondo assoluto, davanti al portoghese Alexandre Pinto, leader del W2RC stagionale.
Ulteriori elementi di interesse arrivano dalla presenza di diversi specialisti del quad – tra cui Manuel Andújar e Jeremías González Ferioli – e da piloti di estrazione molto diversa come Carlos Santaolalla, due volte vincitore del Dakar Classic, e David Casteu, alla sua quindicesima partecipazione complessiva.
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Perché qui può davvero iniziare tutto
La Dakar 2026 conferma che Challenger e SSV non sono più categorie di passaggio, ma veri laboratori di crescita, scoperta e ambizione. Qui convergono giovani di talento, campioni in trasformazione e veterani alla ricerca di nuove sfide, tutti mossi dalla stessa spinta: misurarsi con il deserto e con il proprio limite.
In questa miscela di esperienze, ritorni e debutti illustri, il rally più duro del mondo ribadisce un concetto semplice ma potentissimo: nelle categorie leggere possono nascere le storie che domani potrebbero cambiare il volto della Dakar.
