Un’altra crocetta sul calendario, un altro giorno messo alle spalle. La penultima prova speciale della 48ª Dakar ha riportato il rally sulle rive del Mar Rosso, a Yanbu, e per Silvio e Tito Totani è stata una di quelle giornate da archiviare con una parola sola: gestione. Non tanto per i chilometri – 311 di settore selettivo – quanto per il tempo passato immersi in condizioni tutt’altro che semplici.
Il riferimento cronometrico lo ha fissato Nasser Al-Attiyah, che ha coperto la speciale in 3h21’. I Totani hanno chiuso in 4h29’, pagando soprattutto una partenza molto arretrata che ha trasformato la tappa in un lungo calvario tra sorpassi e visibilità ridotta al minimo. A raccontarlo è Tito Totani: viaggiare costantemente dentro una nube di polvere, su un fondo segnato da fesh fesh, sassi e tratti estremamente insidiosi, ha richiesto concentrazione continua e scelte prudenti.
Il percorso ha alternato tratti veloci a sezioni più tecniche, con anche alcuni passaggi tra le dune – alte e impegnative, ma limitate a circa 30 chilometri complessivi. La strategia è stata chiara: non rischiare. Restare nelle tracce già segnate, evitando di uscire dai solchi, scelta rivelatasi saggia dopo aver trovato, in un paio di tentativi, rocce vere e proprie con pietre di oltre un metro.
L’unico intoppo di giornata è stata una foratura a metà speciale. Una sosta inevitabile, ma senza conseguenze gravi: non un taglio, solo un foro, e tempo perso ridotto al minimo. L’obiettivo principale, ancora una volta, è stato centrato: riportare MonnaLisa al bivacco di Yanbu.
Il risultato finale premia la gestione: 84ª posizione assoluta di tappa dopo essere partiti dalla 140ª, 47ª tra le auto. Nella generale riservata alle vetture, l’equipaggio occupa la 45ª posizione, settima tra le due ruote motrici. Numeri che raccontano una rimonta solida in una giornata tutt’altro che semplice.
Ora resta l’ultimo atto. L’ultima tappa della Dakar 2026 non deve ingannare: 138 chilometri totali, con una prova speciale di 105 km, un trasferimento iniziale di 33 e un anello che costeggerà il mare, includendo anche una neutralizzazione. La presenza del lungo tratto di bagnasciuga è una variabile che preoccupa tutti: la storia insegna che l’ultima speciale ha spesso fatto classifica e regalato sorprese.
Davanti, Al-Attiyah conserva la leadership con poco più di 16 minuti su Nani Roma, che a sua volta precede di sette minuti Mattias Ekström. Attenzione però alla quarta posizione: Sébastien Loeb è a soli 29 secondi dallo svedese, e conoscendo il suo approccio, l’ultima giornata promette battaglia.
Per i Totani, intanto, la parola d’ordine resta la stessa: concentrazione fino all’ultimo chilometro. Yanbu è lì, ma la Dakar non regala mai nulla fino alla bandiera finale.
