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Dakar 2026, giro di boa tra dune e penalità: Al-Attiyah comanda, Sanders resiste

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 9 Gennaio 2026

La sesta tappa della Dakar 2026, l’ultima prima del giorno di riposo, ha lasciato un retrogusto ruvido come la sabbia delle grandi dune saudite. Tra moto e auto, la giornata ha rimescolato gerarchie, confermato certezze e acceso nuove tensioni in classifica generale.

Moto: Sanders davanti, ma con il fiato corto

Daniel Sanders aveva impostato la tappa in modo quasi perfetto. Partito da Hail in terza posizione, il campione in carica ha recuperato rapidamente su Nacho Cornejo e sul compagno di squadra Luciano Benavides, chiudendo la speciale in solitaria e incassando anche i preziosi abbuoni destinati all’apripista. Un vantaggio che gli avrebbe consentito di allungare in classifica generale.

L’entusiasmo, però, ha presentato il conto: una violazione del limite di velocità gli è costata sei minuti di penalità, ridimensionando una giornata che sembrava destinata a essere trionfale. Sanders resta comunque leader, ma ora con margini più sottili.

Alle sue spalle emerge la solidità di Ricky Brabec. Pur senza vincere la tappa, l’americano ha centrato la sua dodicesima vittoria di speciale alla Dakar e si conferma il rivale più costante del leader. A soli 45 secondi dalla vetta, è l’unico tra i Rally GP a non aver commesso errori significativi dall’inizio della corsa.

Giornata interlocutoria per Tosha Schareina: dopo la penalità del giorno precedente, il suo tentativo di rimonta è stato solo parzialmente efficace. Evitato il peggio grazie alla sanzione inflitta a Sanders, lo spagnolo affronta il riposo ai piedi del podio, a 11’56’’ dalla testa e a meno di un minuto dal terzo posto occupato da Benavides.

Nel Rally2, riflettori puntati su Mike Docherty. Tornato in gara dopo il ritiro tecnico della quarta tappa, lo specialista della sabbia ha dominato la categoria e ha chiuso addirittura quarto assoluto di giornata. Le pesanti penalità accumulate in precedenza lo escludono dalla lotta per il titolo, ma lo spettacolo resta garantito.

Auto: Al-Attiyah fa l’Al-Attiyah

Quando la speciale si snoda tra le dune, il copione sembra scritto. Nasser Al-Attiyah, partito quindicesimo, ha sfruttato al meglio le condizioni per colpire. Senza eccessi, ma con la consueta efficacia, il qatariota ha conquistato la sua 49ª vittoria di tappa alla Dakar, estendendo a 19 edizioni consecutive la striscia di successi parziali.

Il risultato lo proietta al comando della classifica generale nel giorno di riposo, con 6’10’’ di vantaggio su Henk Lategan. A completare la giornata perfetta per il team Dacia è arrivato il secondo posto di Sébastien Loeb, che ha regalato alla squadra il primo uno-due alla Dakar. La sua rimonta prosegue con cautela, ma i numeri parlano chiaro: dalla ottava alla sesta posizione, ora a 17’36’’ dal leader.

Alle spalle dei primi due, la generale vede tornare protagonista Nani Roma, terzo a 9’13’’ e miglior portacolori Ford. Subito dietro, ancora pienamente in corsa, Carlos Sainz è quarto con il suo Raptor a 11’49’’, seguito da Mattias Ekström a 12’11’’.

Verso il giorno di riposo

La Dakar arriva alla pausa di metà gara con equilibri fragili e distacchi ancora gestibili. Sanders guida tra le moto, ma ora sa che ogni dettaglio può fare la differenza. Tra le auto, Al-Attiyah è tornato dove ama stare: davanti a tutti, con il deserto come alleato. Il riposo servirà a riorganizzare le strategie, perché la seconda metà del rally promette di essere tutt’altro che scontata.