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Dakar 2026, la vigilia dei verdetti: Brabec e Al-Attiyah mettono il sigillo prima di Yanbu

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 16 Gennaio 2026

La dodicesima tappa della Dakar 2026, da Al Henakiyah a Yanbu, ha rappresentato molto più di un semplice passaggio verso il traguardo finale. Sui 311 chilometri cronometrati, la penultima giornata di gara ha infatti delineato con chiarezza i rapporti di forza sia tra le moto sia tra le auto, lasciando aperti solo spiragli minimi in vista dell’ultima speciale.

Moto: strategia vincente per Brabec

Tra le due ruote, la scena è stata dominata da Ricky Brabec, protagonista di una manovra tattica rivelatasi decisiva. Dopo aver ceduto volontariamente la leadership generale a Luciano Benavides nella tappa precedente, l’americano ha potuto partire in una posizione favorevole, recuperando con autorità i 23 secondi di svantaggio e costruendo un margine solido. La sua tredicesima vittoria di tappa alla Dakar, la seconda in questa edizione, gli consente ora di affrontare l’ultima giornata con 3’43’’ di vantaggio.

Benavides resta teoricamente in corsa, ma i 105 chilometri finali e i bonus da apripista a disposizione di Brabec rendono l’impresa estremamente complessa. Alle loro spalle, Skyler Howes e Adrien Van Beveren hanno aperto la pista senza forzare, lasciando spazio al duello per la generale. Howes sale al quarto posto grazie alle difficoltà di Daniel Sanders, condizionato da un problema alla spalla e ora quinto, mentre Van Beveren segue in sesta posizione.

Nel Rally 2, Toni Mulec ha ulteriormente rafforzato la propria leadership, portando a 6’12’’ il vantaggio su Preston Campbell.

Auto: Al-Attiyah fa la storia, lotta aperta per il podio

Anche tra le auto la penultima tappa ha avuto il sapore del verdetto. Nasser Al-Attiyah, già leader della classifica generale, ha scelto di non gestire e di spingere fino in fondo. Il risultato è una vittoria di tappa che vale la cinquantesima in carriera alla Dakar, un traguardo che lo proietta al fianco di Ari Vatanen e Stéphane Peterhansel nella storia della disciplina. Al volante della Dacia Sandrider, il qatariota ha ora un margine di 15’02’’ su Nani Roma e vede il sesto successo assoluto a soli 105 chilometri di distanza.

Alle sue spalle, la battaglia per il terzo posto resta apertissima. Mattias Ekström ha attaccato con decisione, firmando il quarto tempo di giornata e recuperando 3’24’’ su Sébastien Loeb. Lo svedese sale così sul gradino più basso del podio provvisorio con 29 secondi di vantaggio, ma l’ultima tappa promette ancora tensione: Loeb, mai fuori dal podio in carriera alla Dakar, scatterà con nove minuti di ritardo e tenterà l’ennesima rimonta.

Con una sola giornata ancora da disputare, la Dakar 2026 si avvicina al suo epilogo. Le gerarchie sembrano ormai consolidate, ma tra Yanbu e il traguardo finale resta spazio per l’ultimo capitolo di una sfida che, ancora una volta, ha messo insieme strategia, resistenza e storia del rally raid.