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Dakar 2026, Nona tappa: silenzio dal deserto e giornata di gestione per i fratelli Totani

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 13 Gennaio 2026

La nona tappa della Dakar Rally 2026 è scivolata via nel segno dell’isolamento più totale. Dal bivacco della tappa marathon, perso tra dune e deserto, non è arrivata alcuna comunicazione dagli equipaggi: niente collegamenti, nessun racconto a caldo. Per i fratelli Totani, come per tutti gli altri concorrenti, è stata una giornata vissuta lontano da tutto, in cui a parlare sono soltanto i numeri delle classifiche.

Partiti indietro al mattino, i due aquilani hanno affrontato una speciale lunga e insidiosa, chiudendo la giornata in 81ª posizione assoluta. Il distacco dal vincitore di tappa, il velocissimo Erik Goczal, è stato di 1 ora e 14 minuti, un dato che fotografa bene quanto il ritmo imposto oggi davanti sia stato elevatissimo.

Guardando però alla sola classifica auto, la lettura cambia prospettiva: i fratelli Totani terminano la nona tappa in 49ª posizione. Alle loro spalle figurano nomi di grande esperienza che, in virtù del regolamento e del riposizionamento riservato ai piloti prioritari, potrebbero scattare davanti domani. Un dettaglio non secondario, che potrebbe incidere sull’ordine di partenza e sulla gestione della seconda parte della marathon.

La tappa di oggi ha messo tutti alla prova soprattutto sul fronte della navigazione, vera trappola della giornata. In molti sono incappati in errori, compresi piloti blasonati come Nani Roma e Carlos Sainz, entrambi penalizzati anche da eccessi di velocità. Un contesto che rende ancora più significativo il fatto di essere arrivati al bivacco senza problemi gravi, in una tappa dove l’obiettivo principale era portare la vettura integra alla fine.

Il quadro generale resta fluido e ricco di incognite. L’uscita di scena di Sébastien Loeb, fermato dalla rottura del servosterzo in una tappa senza assistenza, conferma quanto la marathon possa ribaltare situazioni apparentemente consolidate. In testa alla classifica generale c’è ora Nani Roma, mentre il direttore della corsa David Castera ha già avvisato che la tappa di domani sarà dura e probabilmente decisiva. Un’idea condivisa anche da Nasser Al-Attiyah, pronto a sfruttare una giornata che potrebbe cambiare tutto.

Per i fratelli Totani, lo sguardo è già rivolto alla decima tappa della Dakar 2026. Il menù prevede 470 chilometri complessivi, con 420 di prova speciale, tracciata su dune, piste sabbiose, lunghi tratti in fuoripista e una navigazione che tornerà a essere determinante. La partenza dal bivacco marathon è fissata alle 7:15, seguita da un brevissimo trasferimento e da una speciale che condurrà poi verso Bisha.

Rocce affioranti tra le dune, passaggi complessi e un terreno che non concede margini di distrazione renderanno la giornata estremamente selettiva. Per i due aquilani sarà un’altra prova di resistenza e lucidità, in cui contano più la continuità e la capacità di leggere il deserto che il puro cronometro. In una Dakar così, arrivare in fondo alla marathon con la vettura integra può valere quanto una posizione in classifica.