Vai allo Speciale: Dakar

Dakar 2026 – Stage 11: vittorie, strategie e colpi di scena tra moto e auto

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 15 Gennaio 2026

La undicesima tappa della Dakar Rally 2026, con arrivo ad Al Henakiyah, ha offerto un concentrato perfetto di tutto ciò che rende unica questa gara: prestazioni pure, tattiche raffinate e una classifica generale che continua a muoversi sotto i colpi del deserto.

Moto: Howes vince, Brabec calcola, Benavides stringe i denti

Tra le due ruote, la giornata è stata quella di Skyler Howes, che ha centrato la sua prima vittoria di speciale alla Dakar all’ottava partecipazione. Il californiano ha finalmente trasformato la costante presenza da protagonista in un successo concreto, diventando il nono americano a vincere una tappa nella storia della gara. Un risultato che non rivoluziona la sua classifica finale, ma che conferma solidità e maturità.

Alle sue spalle si è consumata una vera partita a scacchi firmata Honda. Ricky Brabec ha scelto la via della strategia pura: ha lasciato volontariamente la leadership provvisoria per garantirsi una posizione di partenza più favorevole nella tappa decisiva, puntando apertamente al terzo successo assoluto alla Dakar. Una manovra resa possibile anche dalla collaborazione di Adrien Van Beveren, che ha condiviso i bonus da apripista.

Sul fronte KTM, la pressione ora è tutta sulle spalle di Luciano Benavides, nuovo leader con appena 23 secondi di margine. Domani dovrà partire sapendo di avere Brabec sei minuti dietro. Daniel Sanders, ancora dolorante dopo la caduta di ieri, ha concluso la tappa senza poter però incidere in classifica, mentre Edgar Canet, terzo oggi, potrebbe diventare una pedina chiave partendo davanti al leader.


Auto: Ekström colpisce, Al-Attiyah controlla, il podio cambia volto

Tra le auto, una speciale più veloce e meno sabbiosa ha favorito chi partiva più indietro. Ne ha approfittato Mattias Ekström, autore del miglior tempo e della ottava vittoria di speciale in carriera alla Dakar, la terza in questa edizione. Un successo netto, costruito con ritmo e precisione, davanti a Romain Dumas, che ha firmato il miglior risultato personale alla sua nona partecipazione.

In chiave generale, però, il vero vincitore della giornata è stato Nasser Al-Attiyah. Il qatariota dei Dacia Sandriders, partito con 12 minuti di vantaggio, ha gestito senza forzare, limitandosi a controllare la corsa. La svolta è arrivata a metà speciale, quando Henk Lategan ha rotto il cuscinetto della ruota posteriore sinistra, dicendo addio alle ambizioni di podio.

A beneficiarne è stato Nani Roma, ora secondo assoluto con il Ford Raptor, ma a 8’40’’ dal leader. Alle sue spalle resta in agguato Sébastien Loeb, terzo e pronto a tentare l’assalto finale per regalare a Dacia una possibile doppietta negli ultimi due giorni di gara.

Moto e auto, dunque, viaggiano verso il finale con equilibri sottilissimi: tra calcoli, gestione e attacchi mirati, la Dakar 2026 è tutt’altro che chiusa.