La quinta tappa della Dakar Rally 2026, seconda parte della Marathon tra Bivouac Refuge e Hail, ha confermato ciò che ormai è chiaro a tutti: Mitch Guthrie Jr. non è una sorpresa, ma una certezza. L’americano ha firmato la sua seconda vittoria di tappa nell’Ultimate, a soli due giorni dal primo successo, consolidando il momento d’oro del progetto Ford.
Dopo 371 chilometri di speciale, Guthrie ha chiuso a quattro secondi da Nani Roma, ma una penalità di un minuto per eccesso di velocità ha ribaltato l’ordine d’arrivo. Risultato: doppietta Ford al traguardo, con un altro Ford Raptor sul podio grazie a Martin Prokop, sempre più convincente nella sua nuova avventura tecnica.
La tappa non è stata semplice per chi era chiamato ad aprire la strada. Henk Lategan ha affrontato una delle prove di navigazione più insidiose dell’intera settimana, senza il riferimento delle moto davanti. Il sudafricano ha perso 12’43’’ dal vincitore, ma ha gestito con intelligenza la situazione, riuscendo a difendere la leadership assoluta con la sua Toyota, seppur in condizioni di forte isolamento tattico.
Alle sue spalle, Nasser Al-Attiyah ha vissuto una giornata simile: anche per lui qualche difficoltà di navigazione, ma una perdita contenuta in 3’17’’ rispetto a Guthrie. Il qatariota e la Dacia restano pienamente in corsa in vista di una tappa successiva considerata decisiva.
La classifica generale fotografa in modo inequivocabile la forza dei Raptor: quattro Ford nelle prime sei posizioni. Mattias Ekström è a 5’38’’ dalla vetta, Roma segue a 6’59’’, Carlos Sainz paga 8’33’’, mentre Guthrie risale fino a 16’23’’ dalla leadership. Numeri che raccontano una battaglia serrata e tutt’altro che chiusa.
E se i Raptor fanno paura, la partita è tutt’altro che finita. In settima e ottava posizione, le Dacia di Lucas Moraes (a 17’11’’) e soprattutto Sébastien Loeb (a 17’55’’) restano potenzialmente pericolose in vista dell’ultima speciale della settimana: 300 chilometri di dune dove tutto può ancora cambiare.
