La Stage 9 della Dakar 2026 è stata una di quelle giornate in cui il roadbook non fa sconti e il cronometro sembra divertirsi a cambiare idea ogni cento chilometri. Con formato “marathon-refuge” e percorsi separati tra FIM (moto) e FIA (auto), la tappa da Wadi ad-Dawasir verso il bivacco minimale nel deserto ha messo al centro navigazione, gestione e sopravvivenza meccanica: tende, razioni militari, niente meccanici a portata di mano e riparazioni notturne consentite solo con quello che ti sei portato dietro.
Di seguito, i punti chiave emersi dal live di giornata: vittorie, colpi di scena, classifiche che cambiano e alcune storie che da sole valgono più di una classifica.
FIA | Ultimate: prima vittoria di Eryk Goczal, e Nani Roma nuovo leader del rally
Eryk Goczal firma la giornata (e la storia)
Il nome del giorno è Eryk Goczal: a 21 anni conquista la sua prima vittoria di tappa in Ultimate con una Toyota Hilux privata (Energylandia Rally Team). Non è solo un successo personale: è anche un dato storico, perché diventa il secondo polacco a vincere una tappa alla Dakar nelle auto, dopo Krzysztof Holowczyc (tappa 5 nel 2012).
E come se non bastasse, la famiglia Goczal completa la festa con una doppietta “di clan”: Michal Goczal chiude alle sue spalle, rendendo il traguardo una fotografia di famiglia in pieno deserto.
Toby Price, primo podio in Ultimate
Altro capitolo notevole: Toby Price – due volte vincitore Dakar in moto – conquista finalmente il suo primo podio di tappa in Ultimate, battendo Brian Baragwanath per la terza posizione con appena 22 secondi di margine. Un passaggio simbolico: Price non è più “solo” un campione prestato alle quattro ruote, ma un protagonista reale anche lì.
Il colpo di scena: Nani Roma in testa alla Dakar
La notizia che cambia l’intera narrazione arriva al traguardo: Nani Roma diventa il nuovo leader assoluto della Dakar. Per lunghi tratti la “virtuale” aveva incoronato Carlos Sainz, ma un elemento decisivo ha ribaltato i calcoli: Sainz riceve una penalità di 1’10’’ per eccesso di velocità, e questo apre la porta al sorpasso interno.
Il risultato finale della lotta al vertice è chirurgico:
- Nani Roma leader
- Sainz secondo a 57’’
- Nasser Al Attiyah terzo a 1’10’’
Un dettaglio dal sapore storico: Roma è tornato al comando per la prima volta dal trionfo del 2014.
Dacia Sandriders: presenza “di squadra” nella top 10 FIA
Pur con Al Attiyah scivolato dal primo posto, la fotografia di squadra è forte: Dacia Sandriders piazza più rappresentanti nella top 10 FIA dopo la tappa.
- Al Attiyah resta sul podio (3°)
- Loeb mantiene la 6ª posizione, nonostante una giornata complicata
- Lucas Moraes sale all’8° posto
- Cristina Gutiérrez compie uno dei balzi più evidenti: dal 14° al 10°
E qui entra un tema che va oltre il singolo rally: Cristina potrebbe diventare la prima donna in top 10 alla Dakar dopo Jutta Kleinschmidt (2005, 3ª assoluta).
Loeb limita i danni: servosterzo KO
Tra i momenti più “pesanti” della tappa c’è il racconto di Sébastien Loeb: dopo essere stato 5° al km 222, perde il servosterzo e deve affrontare 180 km in quelle condizioni. Chiude 19°, salva l’essenziale e rimane 6° nella generale, ma rinuncia alla possibilità di capitalizzare sugli errori di navigazione altrui.
Challenger: Spierings vince, Navarro respira grazie ai guai di Cavigliasso
In Challenger, la tappa è di Paul Spierings: l’olandese centra la seconda vittoria dell’edizione dopo il successo nel prologo, resistendo fino in fondo alla pressione di Kevin Benavides, che rimane contenuto entro 1’20’’.
Sul fronte classifica generale, invece, l’evento chiave è il problema di Nicolas Cavigliasso: si ferma molto presto (problema al radiatore) e questo regala a Pau Navarro margine e controllo nella corsa al titolo di classe. Il nuovo scenario vede:
- Navarro leader
- Lucas del Rio secondo a distanza importante
- Yasir Seaidan risale sul podio provvisorio
- Cavigliasso scivola in 4ª posizione, con un distacco pesante
Truck: Macik rallenta, Loprais prende il comando
La classe Truck vive un momento delicato per il campione: Martin Macik si ferma a lungo (quasi un’ora) per un problema meccanico, e l’inerzia della giornata cambia mano.
La fase centrale segnala un doppio cambio di leadership, fino ad arrivare alla situazione più significativa:
- Ales Loprais nuovo leader
- Mitchel Van Den Brink a 1’48’’
- Vaidotas Zala perde tempo e scivola, ma resta nel mix
Con distacchi così contenuti, basta un singolo intoppo “da bivacco” per capovolgere di nuovo tutto.
FIM | Rally GP: Schareina vince la tappa, Sanders allunga in classifica generale
Tra le moto, la Stage 9 consegna la vittoria a Tosha Schareina, che firma il terzo successo nella Dakar 2026 (e il quinto in carriera nel rally). Fa la differenza nella seconda metà di speciale e mette un timbro chiaro sulla giornata.
Ma il dato più pesante per la generale è la zampata di Daniel Sanders: non vince la tappa, però sfrutta la dinamica dei bonus e l’evoluzione della prova per prendersi la leadership con un vantaggio consistente:
- Sanders leader con 6’24’’ su Ricky Brabec
- 7’05’’ su Luciano Benavides
- 15’28’’ su Schareina
È esplicitato anche un record “interno” all’edizione: il margine tra primo e secondo non era mai stato così ampio dall’inizio del rally.
Rally 2: Docherty domina, Theric da ultimo a protagonista
In Rally 2 arriva l’ennesima conferma di Michael Docherty, che vince la speciale e porta a casa la sesta vittoria personale nella Dakar 2026 in questa classe. Dietro di lui, Neels Theric paga un ritardo, ma la sua storia resta una delle più interessanti del rally: era 115° e ultimo dopo il prologo per un problema al sensore d’accensione, ha rimontato con tre vittorie di tappa Rally 2 e ora è 23° assoluto. È ancora oltre 30 minuti dalla top 20, ma il trend è chiaramente in crescita.
Original by Motul: Pedro sorpassa Melot (classifica cortissima)
Nel mondo “senza assistenza”, la giornata ridisegna la classifica: Josep Pedro passa al comando davanti a Benjamin Melot, con appena 29 secondi tra i due. È una lotta che può cambiare anche solo con un singolo errore di navigazione o una caduta minima.
SSV: battaglia serrata e Pinto in rimonta
La categoria SSV viene descritta come la più combattuta dall’inizio rally: leadership che cambia più volte nei primi checkpoint e distacchi ridottissimi. Nella seconda metà di speciale emerge forte Alexandre Pinto, che costruisce la leadership in rimonta e passa al comando davanti a:
- Johan Kristoffersson a 10’’
- Hunter Miller a 27’’
Da segnalare anche il profilo di Kristoffersson: otto volte campione del mondo Rallycross, è alla prima Dakar e sta progressivamente “capendo il deserto” con risultati sempre più vicini alla vetta.
Stock: Baciuska apre il gap, Toyota Auto Body in scia
In Stock, Rokas Baciuska prende il largo e crea un vantaggio importante:
- 11’33’’ sul duo Toyota Auto Body (Ronald Basso e Akira Miura)
- Sara Price scivola in 4ª, vicina ai primi ma fuori dal podio provvisorio
- giornata difficile per Stéphane Peterhansel, con distacco che continua a crescere
2WD: Vitse “fa quasi filotto”
Nella 2WD, la costanza di Simon Vitse è il tema: dopo due top 10 già in tasca (6° e 8° in tappe precedenti), chiude 12° ma vince ancora di classe con il suo Optimus. In 2WD, il podio di tappa è completamente francese:
- Vitse
- Christian Lavieille
- Jean-Rémy Bergounhe
Il contesto W2RC: cosa significa “2R” e il calendario 2026
Durante la giornata viene anche chiarito che la sigla “2R” identifica i piloti iscritti al World Rally-Raid Championship (W2RC) 2026. La Dakar è il primo round e il calendario prosegue con:
- BP Ultimate Rally-Raid Portugal (17–22 marzo)
- Desafío Ruta 40 (24–29 maggio)
- Rallye du Maroc (28 settembre – 3 ottobre)
- Abu Dhabi Desert Challenge (22–27 novembre)
