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Dakar 2026, tappa 7: colpo di scena tra le auto, KTM detta legge tra le moto

304 SEAIDAN Yasir (ksa), FLICK Xavier (fra), Team Race World, Taurus Eve Max, Challenger, FIA W2RC, action during the Stage 7 of the Dakar 2026, on January 11, 2026 between Riyadh and Wadi Ad-Dawasir, Saudi Arabia

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 11 Gennaio 2026

La settima tappa della Dakar Rally 2026, 459 chilometri cronometrati da Riyadh a Wadi Ad Dawasir, ha segnato uno dei passaggi più intensi e significativi di questa edizione. Una giornata capace di cambiare inerzie, umori e prospettive sia nella categoria Auto sia in quella Moto, con errori pesanti, vittorie inattese e classifiche generali che restano più aperte che mai.


Auto: Lategan domina, poi crolla. Ekström ringrazia e vince

Per oltre quattrocento chilometri la tappa ha avuto un padrone chiaro: Henk Lategan. Il pilota Toyota ha gestito la speciale con grande autorità, arrivando all’ultimo waypoint, posto al chilometro 417, con un margine tale da riprendersi virtualmente la leadership della classifica generale. Proprio quando il successo di tappa e il primato sembravano ormai consolidati, però, qualcosa è andato storto nell’ultimo tratto.

Un errore – o un problema ancora da chiarire – ha fatto perdere al sudafricano oltre otto minuti, trasformando una giornata dominata in un 13° posto finale. Un ribaltamento totale che ha spalancato la porta alla vittoria di Mattias Ekström.

Il pilota svedese della Ford M-Sport, navigato da Emil Bergkvist, ha completato la speciale in 3h44’43’’, firmando un successo tanto inatteso quanto pesantissimo per la classifica generale. Alle sue spalle si è inserito João Ferreira con la Toyota Hilux T1+ del team sudafricano, staccato di 4’27’’, mentre il podio è stato completato dall’altra Ford ufficiale di Mitchell Guthrie, terzo a 4’55’’.

Al-Attiyah resiste, Loeb e Dacia recuperano terreno

Giornata complicata per Nasser Al-Attiyah, soltanto 11° al traguardo con un ritardo di 7’24’’, ma sufficiente per conservare la leadership della classifica generale grazie al crollo di Lategan. Più incoraggiante la prova delle Dacia Sandriders, con Lucas Moraes quinto e Sébastien Loeb sesto a 5’27’’, risultati che permettono a entrambi di recuperare posizioni e restare agganciati alla lotta di vertice.

Da sottolineare anche il quarto posto di Toby Price, sempre più convincente nella sua transizione alle quattro ruote, e la solidità di Seth Quintero e Mathieu Serradori, quest’ultimo ancora una volta esempio di grande costanza.

Classifica generale Auto

Dopo sette tappe:

  • Al-Attiyah resta leader
  • Ekström è secondo a 4’47’’
  • Lategan scivola terzo a 7’21’’

Moto: doppietta KTM, Benavides vince e Sanders allunga

La tappa 7 ha confermato il dominio KTM anche nella categoria Moto. Sui 459 km da Riyadh a Wadi Ad Dawasir, con oltre 418 chilometri cronometrati, la casa austriaca ha monopolizzato le prime posizioni.

A imporsi è stato Luciano Benavides, autore della sua seconda vittoria di tappa in questa Dakar dopo il successo nella quinta prova. L’argentino ha preceduto il compagno di squadra Edgar Canet, staccato di appena 10 secondi, completando una doppietta che certifica l’ottimo momento del team. Sul terzo gradino del podio è salito Adrien Van Beveren, miglior pilota non-KTM di giornata.

Appena fuori dalla Top 3 Daniel Sanders, ma la sua quarta posizione è stata sufficiente per rafforzare la leadership nella classifica generale. L’australiano ha infatti approfittato di una prestazione opaca di Ricky Brabec, solo 10° al traguardo, per allungare il proprio margine.

Classifica generale Moto

Sanders resta al comando con un vantaggio di poco superiore ai quattro minuti su Brabec, mentre Benavides, grazie al successo odierno, rimane pienamente inserito nella lotta per le posizioni di vertice.


Verso la tappa 8

La Dakar 2026 proseguirà domani con l’ottava tappa, ancora con partenza e arrivo a Wadi Ad Dawasir e 481 chilometri di speciale. Tra le auto la sfida è apertissima tra Toyota, Ford e Dacia, mentre tra le moto KTM continua a dettare il passo in una classifica che, nonostante il vantaggio di Sanders, resta tutt’altro che chiusa.