Alla undicesima tappa della Dakar Rally 2026, per Silvio Totani e Tito Totani la parola d’ordine è diventata una sola: arrivare. Arrivare al traguardo finale di Yanbu, ormai distante due giorni, e portare a casa una Dakar che continua a mettere alla prova uomini e mezzi senza alcuna indulgenza.
La giornata è iniziata con un lungo trasferimento di oltre 300 chilometri prima dell’ingresso nella speciale, ma è stato proprio lì che il buggy dei fratelli abruzzesi ha iniziato a dare segnali preoccupanti. L’Optimus, cuore meccanico della loro MonnaLisa, ha cominciato a perdere potenza dopo appena una ventina di chilometri dal via del settore selettivo.
A raccontare quanto accaduto è stato direttamente Silvio Totani: il motore non spingeva, la vettura sembrava andare in protezione e non consentiva di superare i 50 km/h. Il problema è stato individuato nella pressione e nella pompa della benzina. I Totani hanno tentato ogni soluzione possibile lavorando su sensori e impianto, ma senza risultati immediati. La scelta è stata quella di proseguire comunque, avanzando lentamente per circa 180 chilometri fino a raggiungere l’assistenza, dove il team ha potuto intervenire in modo più efficace.
La sostituzione del sensore ha richiesto ulteriore tempo e ha comportato una perdita complessiva di circa mezz’ora, ma ha consentito all’equipaggio italiano di ripartire e portare a termine la tappa. Nel frattempo, però, la loro posizione in gara era completamente cambiata: superati da tutti i mezzi più lenti durante la sosta, Silvio e Tito si sono ritrovati immersi in una nuvola costante di polvere, senza reali possibilità di recupero.
Nonostante tutto, il morale non è venuto meno. Al traguardo, Silvio Totani ha scherzato sull’andatura della giornata, paragonandola a una gara con il loro vecchio Nissan Patrol, segno di un’ironia rimasta intatta anche nei momenti più complicati.
Dal punto di vista dei numeri, la classifica di tappa racconta una penalizzazione contenuta rispetto alle difficoltà affrontate: 141ª posizione assoluta nella classifica mista, 59ª tra le auto, con un ritardo di poco inferiore alle due ore dal vincitore di giornata. A firmare il miglior tempo è stato Mattias Ekström, capace di coprire i 346 chilometri di speciale in 2h47’, a una media impressionante di 124 km/h.
La tappa ha riservato colpi di scena anche ai vertici della classifica generale. Henk Lategan, secondo assoluto alla partenza, ha vissuto una giornata da incubo chiudendo per ultimo al bivacco, alle spalle degli stessi Totani. Alle spalle del leader Nasser Al-Attiyah sale ora Nani Roma, con Sébastien Loeb pronto a inseguire a poco più di dieci minuti.
La Dakar, ancora una volta, dimostra di non essere mai scritta fino all’ultimo chilometro. Per i fratelli Totani, l’obiettivo resta chiaro: stringere i denti, rimanere concentrati e completare l’avventura. Domani la carovana farà ritorno verso Yanbu con una tappa impegnativa da 720 chilometri complessivi, di cui 311 di speciale. La prima auto scatterà alle 7:10, seguita da lunghi trasferimenti che riporteranno il rally là dove tutto è iniziato dodici giorni fa, sulle rive del Mar Rosso.
