Il successo comincia a prendere forma solo dopo diversi giorno. Matteo Fontana lo ripete quasi incredulo: sì, il Mondiale WRC3 2025 è davvero suo. A 22 anni, insieme all’amico e copilota Alessandro Arnaboldi, il giovane pilota comasco ha scritto una pagina importante del rally italiano, conquistando la corona iridata con una gara d’anticipo sul traguardo del FORUM8 Rally Japan.
Dalla palestra del CIRT alla vetta del WRC3
La loro stagione è iniziata molto prima delle prime prove speciali del Mondiale. Negli ultimi due anni, Fontana ha usato il Campionato Italiano Rally Terra come terreno ideale per conoscere a fondo la Ford Fiesta Rally3, cercando il limite tecnico e costruendo fiducia su sterrati impegnativi. Nel 2025, questa preparazione ha dato i suoi frutti: tre affermazioni decisive — Sardegna, Paraguay e Cile — hanno orientato l’intero campionato.
La vittoria nell’isola di casa, la Sardegna, ha rappresentato la svolta emotiva; le due trasferte sudamericane hanno consolidato un vantaggio che gli avversari non sono più riusciti a minacciare. E anche quando non ha vinto, i podi raccolti a Monte-Carlo e in Svezia hanno mantenuto il ritmo giusto, confermando la continuità di una stagione sempre al vertice.
Il Giappone della consapevolezza
In Giappone non serviva stupire: bastava arrivare in fondo. Le strade strette, rese insidiose dalle forti piogge, richiedevano disciplina e controllo. Fontana e Arnaboldi hanno interpretato la gara con lucidità, tagliando il traguardo in seconda posizione — il risultato che garantiva matematicamente il titolo.
«Questa volta dovevamo solo portare la macchina al traguardo», spiega Fontana. «E l’abbiamo fatto senza sbagliare nulla. Ma quando rallenti rischi di perderti, invece siamo rimasti concentrati. È stata esattamente la gara che serviva.»
L’arrivo, accolto dall’abbraccio della famiglia e del team HMI, ha segnato il momento in cui il tricolore è tornato a sventolare nella disciplina del traverso a livello internazionale.
Un titolo cucito dentro la famiglia
Alle spalle del successo c’è un lavoro artigianale, quello del team HMI, la struttura italiana della famiglia Fontana, che ha gestito la stagione europea. Per le trasferte lunghe — Paraguay, Cile e Giappone — la scelta è ricaduta su una vettura M-Sport Poland, soluzione logistica necessaria per mantenere continuità e competitività.
«Abbiamo le nostre auto per l’Europa», racconta il campione. «Fuori dal continente abbiamo usato una M-Sport. Ma il progetto resta nostro, costruito passo dopo passo.»
È questo approccio “step by step” a essere diventato il tratto distintivo dell’intero anno: mai una corsa oltre il limite, mai un entusiasmo prematuro, solo la volontà di crescere costantemente.
Guardando al 2026: continuità e crescita ragionata
Nonostante il titolo, la strada non prevede salti affrettati verso categorie superiori. Fontana e il team hanno scelto la continuità: nel 2026 torneranno nel WRC3 con un programma di sette appuntamenti, affiancato da alcune partecipazioni a gare nazionali — sia su terra sia su asfalto — a bordo di una Rally2 per iniziare a maturare esperienza nella classe superiore.
«È un’emozione indescrivibile», confessa Fontana. «Siamo stati davanti per tanto tempo e abbiamo fatto una stagione enorme. Credo davvero che siamo sulla strada giusta.»
