La stagione 2026 dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship è ufficialmente ai blocchi di partenza. Con la pubblicazione dell’entry list del Roar Before the Rolex 24, Daytona entra nelle sue due settimane più intense, quelle che portano dritto alla 64ª edizione della Rolex 24 At Daytona.
Il test ufficiale, obbligatorio per tutti i team iscritti alla gara, anticipa di fatto una griglia che sarà praticamente identica a quella della 24 Ore. Dopo il ritiro dell’iscrizione di Team Tonis, saranno 60 le vetture al via, suddivise in 11 GTP, 13 LMP2, 15 GTD PRO e 21 GTD. Un mix che conferma la profondità e la varietà del panorama IMSA.
Tre giorni di Roar, poi la maratona
Il Roar si svilupperà su sette sessioni complessive distribuite su tre giorni: due venerdì 16 gennaio, tre sabato 17 e una domenica mattina 18 gennaio, prima di una sessione finale riservata esclusivamente ai piloti Bronze. Da lì si entrerà nella settimana clou della Rolex 24, con prove libere e qualifiche tra giovedì e venerdì e la partenza fissata per sabato 24 gennaio alle 13:40 ET.
Il palcoscenico resta quello iconico del Daytona International Speedway, con il suo tracciato da 3,56 miglia e 12 curve, capace di mettere alla prova mezzi e uomini per 24 ore senza tregua.
Una griglia mondiale
Come da tradizione, Daytona richiama un’autentica all-star race del motorsport. In pista ci saranno campioni IMSA, vincitori a Le Mans, protagonisti di IndyCar, NASCAR e Formula 1. L’elenco dei “guest driver” è ricco e trasversale, a conferma del prestigio della gara, che vedrà rappresentate almeno 30 nazioni.
Titoli, record e cacce storiche
Tra le grandi storyline del 2026 spiccano i tentativi di tripletta: Porsche Penske Motorsport punta al terzo successo consecutivo nella Rolex 24 e al terzo titolo GTP IMSA di fila, mentre Winward Racing cerca il tris nel GTD. Sul fronte tecnico, sono 12 i costruttori presenti, con Porsche in testa per numero di vetture e una presenza che spazia da Ferrari a Cadillac, passando per BMW, Ford, Lamborghini e Lexus.
C’è spazio anche per il nuovo che avanza, come il debutto della Aston Martin Valkyrie nella classica della Florida, e per possibili addii illustri, con alcune GT3 storiche alla loro ultima apparizione a Daytona prima dell’arrivo dei modelli di nuova generazione.
Famiglie in pista
La Rolex 24 resta anche una gara di legami familiari: fratelli che si sfidano in GTP, altri che condividono l’abitacolo in LMP2, fino a un equipaggio padre-figlio in GTD. Un dettaglio che aggiunge ulteriore fascino umano a una corsa già carica di significato.
Con oltre 60 vincitori della Rolex 24, più di 50 campioni IMSA e 50 vincitori della 24 Ore di Le Mans attesi al via, il 2026 si annuncia come un’altra edizione da record. Il Roar è solo l’antipasto: Daytona è pronta a fare sul serio.
