Cosa serve davvero per domare il Rally di Svezia? Secondo Esapekka Lappi, la risposta è semplice solo in apparenza: impegno totale, in qualsiasi condizione, soprattutto quando l’aderenza cambia all’improvviso.
Il finlandese torna nel FIA World Rally Championship proprio nel luogo della sua ultima vittoria iridata, il Rally Sweden 2024. Un successo costruito con intelligenza e sangue freddo, conquistato insieme all’allora copilota Janne Ferme, che aveva regalato a Hyundai Motorsport un inizio di stagione straordinario.
Velocità altissime, grip limitato: il vero esame
“Serve dedizione in ogni condizione possibile, soprattutto quando il livello di grip cambia improvvisamente”, spiega Lappi.
Per un finlandese, correre sulla neve non è la sfida più complessa dal punto di vista tecnico. Ma le velocità elevatissime, unite al grip limitato e ai forti contrasti tra la traiettoria ideale e l’esterno, rendono la gara una prova spietata. A quelle andature basta un errore minimo per compromettere tutto.
Nel 2024 Lappi prese il comando il venerdì sera, salendo in vetta dopo la settima prova speciale. Da lì in avanti non si voltò più indietro, potendo persino gestire il margine nell’ultima giornata e chiudendo con 29,6 secondi di vantaggio su Elfyn Evans. Determinante fu la capacità di affrontare condizioni estreme: nevicate intense nel buio e temperature fino a -23°C.
“Guidare a meno 23 gradi è stato molto impegnativo. Era fondamentale ottenere un risultato in quelle condizioni.”
Un ritorno inatteso nel WRC
Il rientro nel Mondiale non era nei piani. Lappi stesso ammette di aver pensato che la sua carriera nel WRC fosse conclusa. Poi la chiamata di Hyundai, con la possibilità di condividere la terza vettura del team durante la stagione con Dani Sordo e Hayden Paddon.
Accanto a lui ora c’è una nuova copilota, Enni Mälkönen. Per lei sarà la quarta esperienza su una Rally1, ma la prima in una struttura ufficiale di vertice. Lappi non nasconde l’orgoglio per poterle offrire questa opportunità, convinto che affronterà la settimana con il sorriso.
La variabile posizione di partenza
Lappi e Mälkönen scatteranno noni nell’ordine di partenza, un dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo.
Se dovesse cadere neve fresca, partire più indietro rappresenterebbe un vantaggio: ogni vettura “spala” la traiettoria, aumentando progressivamente il grip. In assenza di nuova neve, invece, la situazione si ribalta. Con solo ghiaccio, le prime auto rimuovono lo strato superficiale e le successive possono trovare meno aderenza, soprattutto nei tratti più sciolti dove può emergere ghiaia e l’usura degli pneumatici diventa più marcata.
Il Rally di Svezia non perdona. Richiede freddezza, precisione e capacità di adattamento istantaneo. Lappi lo sa bene: nel regno del ghiaccio non vince solo chi va più forte, ma chi riesce a leggere ogni centimetro di neve prima che diventi una trappola.
