La stagione 2026 di F1 Academy è pronta a cominciare da Shanghai, teatro del primo appuntamento dell’anno e sede dell’esordio stagionale per il secondo anno consecutivo. Sul tracciato cinese si apre ufficialmente la corsa al titolo, con 18 pilote in pista distribuite tra sei squadre, tutte determinate a partire con il piede giusto in un campionato che si annuncia molto combattuto.
L’attenzione si concentra innanzitutto sulla composizione della griglia. I 17 sedili full-time sono stati assegnati, dando forma a un gruppo che mescola volti già noti, ex Wild Card e una nuova generazione di rookie chiamate a misurarsi subito con un contesto altamente competitivo. Tra le protagoniste più attese figurano sei pilote al secondo anno, comprese quattro già capaci di vincere. Ella Lloyd arriva al via con l’etichetta di Top Rookie della passata stagione, mentre tra i nomi indicati come possibili riferimenti del campionato spicca anche Alisha Palmowski. In un gruppo di seconde annate che promette battaglia ci sono inoltre Alba Larsen, Nina Gademan, Emma Felbermayr e Rafaela Ferreira, tutte attese in prima linea.
Accanto a loro ci sarà una pattuglia di esordienti particolarmente numerosa e motivata. Le Wild Card Ava Dobson, Mathilda Paatz, Esmee Kosterman, Lisa Billard e Payton Westcott, insieme alle debuttanti one-off Megan Bruce e Rachel Robertson, proveranno a lasciare subito il segno. Per Natalia Granada, Ella Stevens, Kaylee Countryman e Jade Jacquet, invece, il weekend cinese rappresenterà il primo vero banco di prova in F1 Academy, utile per capire il proprio livello rispetto al resto del gruppo e per iniziare a costruire il proprio percorso stagionale.
Anche sul fronte squadre il quadro si presenta aperto e interessante. Le sei formazioni al via sembrano infatti arrivare all’esordio in condizioni solide, con PREMA Racing chiamata a difendere il titolo conquistato lo scorso anno. La squadra campione in carica si affida a un trio di rookie con l’obiettivo di proseguire sulla scia lasciata da Doriane Pin, ma la concorrenza non manca. Campos Racing, MP Motorsport e Rodin Motorsport partono con basi tecniche importanti grazie alla conferma di due pilote già presenti nel 2025, elemento che potrebbe garantire continuità e un riferimento prezioso in una fase iniziale sempre delicata. ART Grand Prix e Hitech, invece, schierano complessivamente cinque rookie e potrebbero trovare nelle gare con griglia invertita l’occasione ideale per inserirsi nella lotta e sorprendere.
I numeri della passata apertura stagionale raccontano bene quanto il margine tra le squadre possa fare la differenza. A punti andarono 11 pilote appartenenti a tutti e sei i team, ma la distribuzione dei risultati fu tutt’altro che equilibrata. Hitech raccolse un solo punto, ART due, mentre Campos costruì un bottino molto più pesante da 50 punti. Uno dei temi principali del weekend di Shanghai sarà quindi capire se i valori potranno risultare più ravvicinati o se emergerà di nuovo una formazione capace di scavare subito un solco importante.
Dal punto di vista tecnico e sportivo, il circuito di Shanghai propone subito un esame severo. I 5,451 chilometri del tracciato, disegnato per richiamare il simbolo cinese “shang”, impongono precisione, coraggio e lucidità fin dai primi metri. La sequenza iniziale tra le curve 1 e 4 è uno dei punti più insidiosi dell’intero layout: serve grande sensibilità per affrontare una sezione che si stringe progressivamente e che può facilmente trasformarsi in una trappola nelle fasi concitate del primo giro. Non a caso, nella scorsa edizione si registrarono ben quattro ingressi della Safety Car, segnale di quanto la gestione del traffico e la capacità di restare fuori dai guai possano contare almeno quanto la velocità pura nelle due gare da 13 giri previste nel fine settimana.
Un altro fattore destinato a incidere sarà la gestione degli pneumatici, soprattutto in vista del lungo rettilineo da 1,2 chilometri tra curva 13 e curva 14. È il tratto più lungo del calendario e rende fondamentale preservare le gomme Pirelli per difendersi dagli attacchi o costruire manovre efficaci in staccata. In un contesto così, il bilanciamento tra aggressività e controllo potrebbe rivelarsi determinante già dal primo round.
Shanghai, peraltro, richiama ricordi positivi per alcune delle pilote oggi considerate tra le più attese. Alisha Palmowski aveva conquistato qui la sua prima vittoria resistendo agli attacchi della compagna di squadra Chloe Chambers. Nina Gademan era stata a lungo leader di Gara 1 prima di doversi fermare per un problema tecnico. Alba Larsen aveva impressionato con un terzo posto al debutto in qualifica e con un quarto posto in Gara 2, risultato che rappresentava il suo miglior piazzamento condiviso. Emma Felbermayr aveva invece chiuso a ridosso con una presenza nella top five, confermando segnali già molto incoraggianti.
Tutti questi elementi contribuiscono a rendere il round inaugurale particolarmente intrigante. Shanghai non sarà soltanto il luogo in cui scatterà la nuova stagione, ma anche il primo vero test per capire gerarchie, margini di crescita e capacità di adattamento di pilote e squadre. In una categoria dove l’equilibrio può cambiare rapidamente e dove ogni dettaglio pesa, il primo weekend dell’anno può già offrire indicazioni preziose sulla corsa al titolo 2026.
