Alla vigilia del Gran Premio d’Olanda, i protagonisti della Formula 1 hanno incontrato i media a Zandvoort, dividendosi in due sessioni ricche di spunti.
Verstappen, Bearman e Bortoleto
Max Verstappen ha aperto la conferenza sottolineando il suo approccio sereno alla seconda metà di stagione: nessuna ossessione per il campionato, ma la volontà di continuare a capire la RB21 e sfruttarne al massimo il potenziale, in particolare sui circuiti ad alta velocità. Sul tracciato di casa, il tre volte vincitore ha ammesso che non sarà il più favorevole, ma la variabile meteo potrebbe rimescolare le carte. Forte anche il legame con i tifosi: “Vedere così tanto arancione porta sempre un sorriso”.
Gabriel Bortoleto, reduce da un’estate in Brasile, ha raccontato i progressi della Sauber grazie agli aggiornamenti e alla maggiore costanza: sei arrivi consecutivi a punti per la squadra. Per il brasiliano, l’esordio a Zandvoort in F1 sarà speciale, con il ricordo delle corse in categorie minori e il confronto diretto con Verstappen, che conobbe già ai tempi del karting.
Ollie Bearman ha invece parlato della frustrazione per i quattro undicesimi posti consecutivi prima del ritiro in Ungheria. Il rookie Haas vede però segnali incoraggianti: “Siamo lì vicino, serve la messa a punto giusta per fare l’ultimo passo”. Ha raccontato anche l’impatto del primo anno in F1: “In 14 gare ho corso quanto un’intera stagione di F2”.
Non sono mancati i temi di attualità: Verstappen ha commentato con favore il ritorno di Sergio Pérez con Cadillac nel 2026, ha liquidato come poco utile il dibattito sui possibili arrivi da IndyCar (Palou), e ha difeso il valore dell’esperienza del compagno messicano. Sul futuro del GP d’Olanda, destinato a uscire dal calendario, l’olandese ha espresso rammarico ma anche orgoglio per aver avuto una gara di casa.
Norris, Albon e Hadjar
Lando Norris, vincitore di tre delle ultime quattro gare, ha mostrato fiducia ma anche realismo: “Non ci aspettiamo gare facili, ma puntiamo sempre al massimo. La rivalità con Piastri è la più stimolante”. Il britannico ha riconosciuto qualche episodio in cui avrebbe potuto gestire meglio, come in Cina e Canada, ma ha ribadito di non avere rimpianti, solo lezioni da applicare. Fondamentale, secondo lui, il ruolo del team principal Andrea Stella: “Il più importante nella nostra crescita, capace di tenere unito il gruppo e tirare fuori il meglio da ognuno”.
Alex Albon, legato a Zandvoort da buoni ricordi, ha indicato l’obiettivo Williams: difendere il quinto posto Costruttori, pur riconoscendo la crescita di Haas e la competitività altalenante del centro gruppo. Sull’esperienza di un anno di stop, ha ricordato l’utilità del lavoro al simulatore e nei test Pirelli, utile ora a Pérez e Bottas per rientrare in F1.
Isack Hadjar, alla prima stagione da titolare, ha parlato con franchezza: “Non cerco solo punti, voglio sperimentare e imparare, anche rischiando qualche errore”. Reduce da buone prestazioni velocistiche non sempre concretizzate, il francese ha ammesso di non essere un grande estimatore del tracciato, ma resta fiducioso. Sulle voci di mercato Red Bull, ha preferito non sbilanciarsi: “Sono abituato a vivere nell’incertezza, penso solo a dare il massimo”.
Conclusione
La conferenza di Zandvoort ha mostrato un paddock diviso tra chi guarda già al futuro tecnico e sportivo della Formula 1 – come Verstappen – e chi, come Norris, è pienamente immerso nella lotta per il titolo. Sullo sfondo, giovani talenti come Bortoleto, Bearman e Hadjar cercano di consolidarsi e conquistare spazio in un campionato che si conferma estremamente competitivo.
