Ferrari chiude il 2025 tra ringraziamenti e interrogativi: un finale ordinato in una stagione complessa

16 LECLERC Charles (mco), Scuderia Ferrari SF-25, action during the 2025 Formula 1 Abu Dhabi Grand Prix, 24th round of the 2025 FIA Formula One World Championship from December 05 to 07, 2025 on the Yas Marina Circuit, in Abu Dhabi, United Arab Emirates - Photo Antonin Vincent / DPPI

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 7 Dicembre 2025

La stagione 2025 della Scuderia Ferrari HP si è chiusa sotto le luci di Yas Marina con un quarto posto per Charles Leclerc e una rimonta fino alla zona punti per Lewis Hamilton. Un risultato ordinato, tecnicamente pulito, ma che non modifica la sostanza di un’annata che gli stessi protagonisti hanno definito “difficile”. Per questo, le parole di ringraziamento e apprezzamento circolate nel dopo gara hanno sollevato una domanda inevitabile: che cosa c’era davvero da celebrare?

Un finale gestito bene, ma dai limiti evidenti

Ferrari ha impostato strategie differenziate: Medium per Leclerc, chiamato a difendere la quinta posizione in partenza, e Soft per Hamilton, costretto a recuperare dal sedicesimo posto. L’avvio ha seguito le previsioni: Leclerc ha guadagnato una posizione portandosi quarto, mentre Hamilton è risalito rapidamente fino al tredicesimo giro.

La gara di Charles è stata solida, scandita dal duello con Alonso e dal tentativo di avvicinarsi a Norris. Tuttavia, nonostante un passo convincente, la manovra decisiva non è mai diventata concreta. Le due soste hanno permesso alla squadra di mantenere il ritmo senza errori, ma non abbastanza per avvicinare il podio.

Hamilton ha costruito la sua prestazione attraverso una due soste aggressiva che gli ha consentito di superare varie vetture e rientrare nei punti. Una gara positiva nel complesso, ma inevitabilmente limitata dal potenziale della vettura e da una qualifica che ha pesato sull’intero weekend.

Le parole dei piloti: impegno riconosciuto, ma consapevolezza dei limiti

Leclerc ha sottolineato la perfezione operativa del team, pur riconoscendo che il quarto posto rappresentasse il massimo possibile. Ha espresso gratitudine verso squadra e tifosi e ha definito “difficile” l’intera stagione, rimandando al lavoro invernale ogni possibile aspettativa sulla competitività del 2026.

Hamilton, dal canto suo, ha parlato di “buoni progressi” e ha apprezzato la strategia a due soste, ringraziando la squadra per il lavoro svolto. Ha riconosciuto la durezza dell’annata e ha guardato con fiducia ai prossimi mesi, in attesa dei test e di una pausa necessaria.

Entrambi i piloti hanno evidenziato la qualità del lavoro interno, ma le loro parole, pur rispettose del contesto, hanno lasciato trasparire una realtà chiara: il risultato finale non è stato all’altezza delle aspettative Ferrari.

La riflessione di Vasseur: una chiusura ordinata, non risolutiva

Il Team Principal Fred Vasseur ha elogiato Norris e McLaren per il titolo, poi ha analizzato la performance del weekend definendola “non un brutto fine settimana” in termini di passo. Ha spiegato come il team abbia dovuto operare profondi cambiamenti dopo un venerdì complicato, recuperando parte del terreno in vista delle qualifiche.

Una prestazione in crescita, ma arrivata troppo tardi per incidere sulla griglia, dove ogni dettaglio ha pesato. Vasseur ha rimarcato il buon passo gara di Leclerc e gli aspetti positivi della gara di Hamilton, ma ha anche ammesso che, per ottenere risultati migliori, la squadra dovrà lavorare per presentarsi competitiva già dalle prime sessioni del weekend.

I ringraziamenti rivolti alla fabbrica e ai tifosi, pur sinceri, hanno accentuato la percezione contrastante della stagione: impegno elevato, risultati insufficienti, e la consapevolezza che la continuità mostrata dai diretti concorrenti è stata il vero discrimine del 2025.

Un bilancio che parla chiaro

La Ferrari ha chiuso con una gara corretta, pulita nell’esecuzione e solida nelle strategie. Tuttavia, il contesto generale non permette una lettura celebrativa: le difficoltà attraversate durante l’anno hanno inciso sulla capacità di lottare stabilmente con i migliori.

Le parole dei protagonisti, pur improntate alla gratitudine, convergono tutte verso un punto unico: il 2026 sarà una pagina bianca da riempire con molto più di un semplice “grazie”. La sfida è già cominciata.