Il Mondiale di Formula 1 fa tappa a Baku per il Gran Premio dell’Azerbaigian, diciassettesimo appuntamento della stagione e ultima gara europea del calendario. Una definizione parziale, visto che il Paese caucasico si estende in gran parte in Asia, ma sufficiente a sottolineare il carattere unico del weekend, lontano dalle atmosfere tipiche del vecchio continente.
Il circuito
Il Baku City Circuit misura 6.003 metri e unisce tratti cittadini stretti e tortuosi a lunghi rettilinei da velocità massima. Dopo le curve del centro storico, dove in alcuni punti passa una sola monoposto per volta, si apre un rettilineo finale di oltre due chilometri, spesso decisivo per i sorpassi.
Assetto e caratteristiche tecniche
La pista richiede un compromesso aerodinamico difficile: serve carico per affrontare le curve lente, ma un’ala troppo carica penalizzerebbe sul lungo tratto conclusivo. L’asfalto, utilizzato tutto l’anno dal traffico cittadino, ha meno grip rispetto a un tracciato permanente e può favorire il graining. Il tracciato presenta due zone DRS, ma il fattore più imprevedibile resta la Safety Car, intervenuta dieci volte nelle otto edizioni precedenti (9,8% dei giri disputati).
Strategia e pneumatici
Pirelli porta le mescole più morbide: Hard C4, Medium C5 e Soft C6. Storicamente la strategia più efficace è a un solo pit-stop con partenza su Medium e passaggio a Hard. Tuttavia, eventuali ingressi della Safety Car potrebbero spingere verso stint brevi con gomme Soft. Il meteo solitamente non incide molto, anche se il vento può complicare la guida.
Il programma
- Venerdì: Prove libere 1 alle 12:30 locali (10:30 CEST), Prove libere 2 alle 16:00 (14:00 CEST).
- Sabato: Prove libere 3 alle 12:30 (10:30 CEST), qualifiche alle 16:00 (14:00 CEST).
- Domenica: Gran Premio alle 15:00 locali (13:00 CEST), sulla distanza di 51 giri e 306,049 km.
Le parole di Fred Vasseur
Il Team Principal della Scuderia ha presentato così l’appuntamento:
“Quello di Baku è sempre un fine settimana stimolante, con gare imprevedibili e ricche di opportunità. È fondamentale eseguire tutto alla perfezione, concentrandoci su noi stessi per sfruttare al massimo il pacchetto a disposizione. Ogni dettaglio può fare la differenza e l’obiettivo resta ottenere un risultato importante con entrambi i piloti”.
I numeri della Ferrari
- 1114 GP disputati
- 76 stagioni in F1
- 248 vittorie (22,26%)
- 254 pole position (22,80%)
- 263 giri più veloci (23,60%)
- 834 podi (24,95%)
Ferrari a Baku
- 8 GP disputati (dal 2016)
- 0 vittorie
- 5 pole position (62,5%)
- 2 giri più veloci (20%)
- 5 podi (20,83%)
Tre domande a Olivier Helvig, Performance Engineer Ferrari
1. Qual è il compromesso aerodinamico richiesto a Baku?
“Serve la minima resistenza per il rettilineo, ma anche deportanza per frenata e grip nelle curve lente”.
2. Quanto incide la Safety Car sulla preparazione della gara?
“Poco sull’assetto, ma moltissimo sulla strategia: bisogna valutare rischi e scenari alternativi, pronti a reagire a ingressi in diversi momenti della corsa”.
3. Cosa significa per te far parte della Scuderia?
“Da bambino sceglievo sempre la macchina rossa. Far parte di Ferrari è un sogno e una responsabilità: vincere il Mondiale resta l’obiettivo, ma ogni giorno rappresenta un’occasione per crescere e condividere questa passione con colleghi e tifosi”.
Profilo: Olivier Helvig, nato a Metz (Francia) il 4 agosto 1979.
Numeri e curiosità dall’Azerbaigian
- 2,6 milioni: abitanti di Baku, la città più grande del Caucaso.
- 40: le varianti del pilaf, piatto nazionale a base di riso e spezie, simbolo di ospitalità.
- 350: i vulcani di fango presenti nel Paese, fenomeni naturali legati a gas e petrolio sotterranei.
- 4466 m: altezza del Monte Bazarduzu, la vetta più alta, in un Paese in gran parte sotto il livello del mare.
- 1200 tonnellate: la quantità di tè nero importato ogni anno, bevanda nazionale servita in bicchieri armudu come segno di benvenuto.
