Ford accelera verso Le Mans: il ritorno nella top class prende forma

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 17 Gennaio 2026

A dodici mesi esatti dal prossimo schieramento sulla griglia di partenza, Ford Racing ha trasformato una promessa in un programma concreto. Il rientro nella massima categoria dell’endurance mondiale non è più un’idea suggestiva, ma un progetto che avanza a ritmo serrato verso l’obiettivo dichiarato: tornare protagonisti alla 24 Hours of Le Mans.

Costruire un programma Hypercar da zero in appena due anni è, per gli standard del motorsport internazionale, un’impresa al limite dell’impossibile. Eppure, a Dearborn, questo limite è stato assunto come punto di partenza. Il primo anno di lavoro è trascorso lontano dai riflettori, tra progettazione, sviluppo e integrazione di competenze, con un’idea chiara: dare alla futura Hypercar Ford un’identità riconoscibile prima ancora di vederla in pista.

Il cuore del progetto: il V8 Coyote

Al centro del programma c’è il motore, inteso non come semplice componente ma come dichiarazione d’intenti. Ford ha scelto di puntare su un V8 aspirato da 5,4 litri, evoluzione del celebre Coyote, già simbolo dei programmi Dark Horse R, GT4 e GT3. Una scelta che guarda al futuro senza rinnegare il passato: l’obiettivo è che il suono della vettura diventi un marchio di fabbrica, immediatamente riconoscibile anche nel cuore della notte sul rettilineo dell’Hunaudières.

Per la prima volta nella storia del marchio, questo motore da competizione viene sviluppato interamente in casa, con il supporto tecnologico di Red Bull Ford Powertrains, chiamata a integrare le più moderne soluzioni ad alta tensione con l’inconfondibile carattere del V8 americano.

Una line-up costruita per vincere

Un progetto di tale ambizione richiede piloti capaci non solo di spingere al limite, ma anche di contribuire allo sviluppo tecnico. Ford ha individuato questo profilo in Sebastian Priaulx, Mike Rockenfeller e Logan Sargeant.

Priaulx e Rockenfeller rappresentano la continuità: entrambi già protagonisti con la Mustang GT3, hanno contribuito a due successi IMSA nella stagione precedente. Il primo porta talento puro e sensibilità naturale, il secondo esperienza e una carriera costellata di vittorie nelle grandi classiche dell’endurance. L’arrivo di Sargeant aggiunge un tassello strategico: l’esperienza maturata in Formula 1 garantisce competenze fondamentali nella gestione di vetture ad alto carico aerodinamico, oltre a restituire a Ford un pilota statunitense in un contesto dal forte valore simbolico.

La palestra del 2026

Il debutto ufficiale nella top class è fissato per il 2027, ma la preparazione passa dal confronto immediato con la realtà delle gare. Nel 2026 Priaulx e Rockenfeller saranno impegnati nella classe LMP2 della European Le Mans Series. Una scelta mirata per costruire il team operativo, affinare procedure e mettere alla prova uomini e mezzi in un ambiente estremamente competitivo.

Oltre l’auto, una visione

Con il motore definito, i piloti selezionati e un percorso di crescita già avviato, Ford considera il Season Launch 2026 come una tappa simbolica, non un traguardo. L’obiettivo dichiarato è più ampio: ricostruire una presenza stabile e vincente nella massima espressione dell’endurance, riportando il marchio dell’Ovale Blu al centro della scena mondiale.

Ford non parla solo di una nuova Hypercar, ma di un’eredità da riaffermare. La corsa verso Le Mans è iniziata, e l’intenzione è chiara: tornare al vertice, senza compromessi.