Formula 1 tra regolamento, rumore e realtà: la lettura tecnica di Carlo Vanzina

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 23 Dicembre 2025

Nel mare di indiscrezioni, titoli urlati e ricostruzioni spesso contraddittorie che stanno accompagnando l’avvicinamento alla nuova era regolamentare della Formula 1, il commento pubblicato da Carlo Vanzina sul suo canale YouTube prova a riportare il dibattito su un piano più tecnico, razionale e – soprattutto – aderente alla realtà dei fatti.

Nel video, che riportiamo integralmente qui sotto, Vanzina affronta con tono diretto e senza filtri uno dei temi più caldi del momento: la presunta “emergenza regolamentare”, tra voci di Consigli FIA straordinari, sospetti incrociati sulle power unit, accuse preventive di comportamenti antisportivi e una quantità di “fuffa” mediatica che rischia di confondere più che chiarire.

FIA serena, paddock in ebollizione

Secondo quanto spiegato, non emerge alcun clima di allarme all’interno della Federazione. Al contrario, la FIA starebbe monitorando la situazione con tranquillità, consapevole della complessità di un regolamento che cambierà profondamente ogni area tecnica della vettura: telaio, aerodinamica, power unit, gestione dell’ibrido, carburanti, flussi d’aria e materiali.

Il vero problema, sottolinea Vanzina, è il rumore esterno: articoli costruiti ad arte, rumors che si rincorrono e narrative che cambiano nel giro di pochi giorni. Un esempio emblematico è la parabola recente legata a Red Bull: prima il motore descritto come un flop totale, poi improvvisamente indicato come riferimento prestazionale insieme a Mercedes. Un’altalena comunicativa che, secondo Vanzina, non tiene conto di un elemento fondamentale: la proprietà intellettuale.

Materiali autorizzati e confine della legalità

Uno dei punti chiave del suo ragionamento riguarda l’utilizzo dei materiali. Le squadre non operano in un vuoto normativo: la FIA ha definito un capitolato preciso di materiali autorizzati. Se un team riesce a ottenere un vantaggio selezionando e combinando meglio ciò che è consentito, non c’è alcuna irregolarità. Anzi, è competizione pura.

Il problema nascerebbe solo nel momento in cui venissero utilizzati materiali non presenti nel paniere autorizzato. In quel caso sì, si parlerebbe di dolo. Ma fino a prova contraria, trovare una “magata” all’interno delle regole significa semplicemente aver lavorato meglio degli altri.

Etica del regolamento: un concetto scivoloso

Vanzina richiama anche un precedente storico: il 2022 e la Mercedes “senza pance”. Una soluzione che rispettava il regolamento scritto, ma che venne attaccata sul piano dell’“etica” tecnica. Un concetto, quello dell’etica del regolamento, che secondo Vanzina resta estremamente pericoloso e soggettivo.

Se una soluzione è legale e utilizza elementi consentiti, allora è racing. Punto. Il regolamento, soprattutto uno così vincolante e ricco di limitazioni, non va “guardato per applicarlo”, ma studiato per capire dove si nascondono le soluzioni vincenti.

Il cambiamento più epocale della F1 moderna

Nel suo intervento, Vanzina definisce l’attuale transizione regolamentare come una delle più profonde mai viste in Formula 1. Non si tratta solo di aerodinamica o power unit, ma di un sistema integrato che coinvolge:

  • nuova gestione dell’ibrido con ripartizione 50/50
  • carburanti sostenibili, controllati anche nella fase produttiva
  • additivi con rese energetiche diverse
  • strategie di peso e consumo
  • nuove dinamiche legate ad ali attive, meccanismi di apertura e chiusura
  • gestione di push-to-pass e overboost
  • impatto delle gomme e dei flussi d’aria

In questo scenario, la potenza pura non sarà sinonimo di vittoria: conteranno consumo, peso, gestione energetica e coerenza dell’intero progetto.

Tolleranza zero: il punto fermo

C’è però un aspetto su cui Vanzina è netto: la gestione delle irregolarità. In un regolamento così rigido, non deve esistere spazio per compromessi. Se una vettura non è conforme, non deve correre. Nessuna concessione di due o tre Gran Premi “per sistemarsi”, nessuna interpretazione morbida.

Il messaggio è chiaro: chi non è regolare resta a casa, anche per più gare. Solo così si possono evitare i “furbetti di quartiere” e garantire credibilità al sistema.

Un invito alla calma (e alla competenza)

Il commento di Carlo Vanzina si chiude come era iniziato: con un invito a ridimensionare il caos mediatico, ad aspettare i fatti e a ricordare che la Formula 1 è sempre stata questo. Innovazione, interpretazione, limite, protesta. Fa parte del gioco. Ma senza trasformare ogni voce in una sentenza.

In un momento storico così delicato per la categoria, il suo intervento rappresenta una bussola tecnica utile per distinguere tra realtà, regolamento e rumore di fondo.

👉 Qui sotto il video completo pubblicato sul canale YouTube di Carlo Vanzina.