La chiamano giornata di riposo, ma alla Dakar il termine è spesso solo una formalità. Se per alcuni piloti e copiloti queste ore rappresentano una pausa relativa, per i meccanici è il momento più intenso dell’intera gara. Al bivacco di MDRallye, a Riyadh, il copione non cambia: mentre la carovana prende fiato, le officine improvvisate restano illuminate fino a notte fonda.
I tecnici francesi hanno iniziato a lavorare già dalla sera precedente sull’Optimus dei fratelli Silvio Totani e Tito Totani, arrivati al bivacco dopo le 20. Smontare, controllare, ricostruire: ogni dettaglio va verificato per affrontare una seconda settimana che, tradizionalmente, è la più selettiva.
La prima metà di gara è ormai alle spalle e il bilancio è positivo, anche se tutt’altro che semplice. Come racconta Silvio Totani, questa edizione si è rivelata particolarmente dura: pochissima sabbia fino a ieri, quando la speciale interamente sulle dune ha regalato finalmente sensazioni più “classiche”, e una quantità di pietre superiore a qualsiasi Dakar precedente. Per l’equipaggio aquilano si tratta della quinta Dakar insieme, iniziata anni fa in Sud America, in un contesto completamente diverso da quello saudita.
La soddisfazione principale riguarda il mezzo. L’Optimus si è dimostrato affidabile e divertente, soprattutto tra le dune, anche se negli ultimi giorni Silvio ha scelto di non forzare il ritmo. La priorità è stata preservare Tito, ancora dolorante alla schiena dopo aver affrontato due tappe senza un ammortizzatore, problema poi ricondotto a un errore tecnico.
Proprio durante la giornata di riposo, la “Monnalisa” è stata letteralmente rifatta da cima a fondo: smontata, analizzata, revisionata e rimontata. Ogni singolo componente, cambio compreso, è stato controllato con attenzione. Al netto dell’inconveniente all’ammortizzatore e delle partenze arretrate di quei giorni, la classifica potrebbe raccontare qualcosa di diverso, ma alla Dakar i rimpianti servono a poco. L’obiettivo resta invariato: raggiungere il traguardo di Yanbu.
All’orizzonte ci sono ancora sette tappe. La prossima porterà la carovana da Riyadh a Wadi Ad Dawasir, località già nota agli habitué della gara. In programma 877 chilometri complessivi, con una speciale di 459 km annunciata come particolarmente scorrevole. La prima vettura lascerà il bivacco alle 6:10 del mattino per affrontare un trasferimento iniziale di 278 km prima della partenza della prova cronometrata.
E se per la macchina il riposo è solo apparente, anche per gli uomini la giornata non è stata del tutto tranquilla. Tito Totani racconta di essersi svegliato alle 5, ormai abituato ai ritmi della gara. Tra una lavatrice improvvisata per rimettere tutto in ordine e un pranzo memorabile, il bivacco ha regalato anche un momento di convivialità: una paella preparata da Jubany Ferran, compagno di squadra, pilota velocissimo e – a quanto pare – chef da stella Michelin, capace di cucinare cinque enormi padelle per tutto il team.
Domani si torna a fare sul serio. Il “riposo” è finito, la Dakar entra nella sua fase decisiva.
