Il ritorno dello storico tracciato di Lohéac nel calendario del FIA European Rallycross Championship 2026 è l’occasione perfetta per riavvolgere il nastro e tornare al 2021, a uno di quei momenti che spiegano perché Johan Kristoffersson non sia semplicemente un campione, ma un riferimento assoluto del rallycross moderno.
Otto volte campione del mondo FIA World RX, lo svedese non è nuovo a imprese fuori dall’ordinario. Ma quanto accadde in Bretagna, su uno dei circuiti più tecnici e spietati del campionato, resta un episodio che ancora oggi viene raccontato come un piccolo capolavoro di controllo e istinto.
Al volante della sua Audi S1 RX, Kristoffersson arrivava a Lohéac senza aver ancora assaporato la vittoria stagionale. In Catalogna era stato intrappolato tra i fratelli Hansen, mentre a Höljes una doppia foratura in semifinale aveva rovinato tutto davanti al pubblico di casa. In Francia, come se non bastasse, l’estrazione gli riservò la scomoda posizione centrale in griglia per la Q1, da sempre la meno ambita su questo tracciato.
La partenza, però, fu da manuale. Scatto fulmineo, decisione totale e nessuna intenzione di sprecare il vantaggio. All’ingresso della strettissima curva a destra di Turn One, un contatto da dietro lo spedì praticamente di traverso, con la vettura quasi a novanta gradi rispetto al gruppo inseguitore. Un attimo che, per chiunque altro, avrebbe significato perdere posizioni e ritmo.
Per Kristoffersson no.
Con un colpo di reni che sintetizza anni di talento e sensibilità, raccolse la macchina in una frazione di secondo, piede giù e volante completamente girato, riprendendo la traiettoria senza cedere la leadership. Il risultato? Secondo miglior tempo della sessione, a poco più di mezzo secondo dalla Hyundai di Niclas Grönholm. “Solo Johan che fa cose da Johan”, come si disse allora nel paddock.
A fine Q4, il pilota del team KYB EKS JC era di nuovo in cima alla classifica provvisoria, nel suo habitat naturale. Il weekend, però, non gli regalò il finale perfetto: per la seconda gara consecutiva, la finale sfumò a causa di un problema tecnico. Questa volta fu un semiasse a cedere mentre era al comando della semifinale, causando un danno irreparabile al cambio.
La vittoria numero 25 della carriera dovette attendere ancora, ma nel bilancio di una stagione combattutissima quel dettaglio pesò poco. Kristoffersson conquistò comunque il titolo piloti al termine di un finale tesissimo al Nürburgring, confermando ancora una volta il suo status di dominatore della disciplina.
E quell’incredibile salvataggio a Lohéac? Entrò ufficialmente nella storia, chiudendo al terzo posto nella prestigiosa votazione “Action of the Year” durante la cerimonia FIA di fine stagione. Una di quelle immagini che spiegano il rallycross meglio di mille parole: full-lock, full-throttle… e il talento che fa il resto.
