Antonio Giovinazzi ha offerto una descrizione dettagliata del Bahrain International Circuit, teatro della prova conclusiva del FIA World Endurance Championship. Il tracciato di Sakhir, lungo 5,412 chilometri, è caratterizzato da alte velocità e forti frenate che portano le vetture a sfiorare i 300 km/h. La gestione degli pneumatici rappresenta un aspetto cruciale su un asfalto che sottopone anche i sistemi frenanti a un intenso stress. “Il circuito del Bahrain è molto duro, sia per le vetture sia per i piloti, ma consente molti sorpassi, una caratteristica che rende la gara divertente”, ha spiegato il pilota pugliese, che condivide la Ferrari 499P numero 51 con Alessandro Pier Guidi e James Calado.
Giovinazzi ha sottolineato inoltre come la gara di Sakhir si distingua per le condizioni ambientali mutevoli. “La pista si differenzia da tutte le altre: si parte con il sole e si finisce di notte, con aria più fresca e sotto i riflettori. È una situazione unica nel campionato.” La 8 Ore del Bahrain, tradizionalmente collocata a fine stagione, offre infatti gare sempre combattute e spettacolari. “I punti in palio sono fondamentali – ha aggiunto – e il fatto che ci siano tanti punti di sorpasso rende la corsa molto movimentata. Il pubblico assiste a uno spettacolo notevole, e anche noi piloti ci divertiamo.”
Entrando nel dettaglio tecnico, il pilota italiano ha illustrato i tratti più impegnativi del circuito. “Il rettilineo principale è molto lungo: si raggiungono velocità altissime e si arriva a curva 1 passando dalla settima alla prima marcia. È una curva molto lenta, e in uscita la trazione è difficile da controllare. Anche in curva 4 la gestione della trazione è fondamentale per via del cambio di pendenza che porta, in discesa, verso curva 5, la più veloce del tracciato. Seguono curva 6 e 7, dove bisogna aggredire i cordoli per mantenere il ritmo.”
Giovinazzi ha infine indicato i punti più delicati del giro: “Curva 8 presenta una frenata in discesa dove è facile bloccare le ruote, mentre curva 12, in qualifica, si percorre a pieno gas. In gara, invece, è necessario modulare la velocità per non compromettere gli pneumatici con un eccessivo degrado.”
