Giro d’Italia 2026: presentato a Roma il tracciato della 109ª edizione

Scritto da: Federico Manoni
Pubblicato il 1 Dicembre 2025

All’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, la Corsa Rosa ha alzato il sipario sulla propria edizione numero 109, in programma dall’8 al 31 maggio del prossimo anno. L’evento, condotto da Pierluigi Pardo e Barbara Pedrotti, con collegamenti e interventi curati da Paolo Pacchioni di RTL 102.5 – radio ufficiale del Giro – ha radunato protagonisti dello sport, rappresentanti istituzionali e volti noti del panorama mediatico.

Tra gli ospiti più attesi sono saliti sul palco gli ultimi due vincitori, Simon Yates ed Elisa Longo Borghini, insieme al due volte campione Vincenzo Nibali. Presente anche una nutrita delegazione bulgara guidata dal Primo Ministro Rosen Zhelyazkov, accompagnato dal Ministro del Turismo Miroslav Borshosh e dal Ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili Ivan Peshev.

Non sono mancati i messaggi istituzionali italiani, affidati ai videointerventi del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, del Ministro per lo Sport Andrea Abodi, del Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, del numero uno della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni, del Presidente della Lega del Ciclismo Professionistico Roberto Pella e del Presidente di ICE Matteo Zoppas. A rappresentare Roma Capitale, l’assessore Alessandro Onorato. In sala anche la dirigenza RCS: dal presidente Urbano Cairo all’AD Paolo Bellino, fino ai direttori Mauro Vegni e Stefano Barigelli.


Grande Partenza in Bulgaria

Il viaggio del Giro 2026 scatterà dalla Bulgaria con tre tappe dal profilo variegato. L’esordio, disegnato lungo la costa del Mar Nero, unirà Nessebar a Burgas e metterà in palio la prima Maglia Rosa. Il giorno seguente la corsa affronterà una frazione più complessa da Burgas a Veliko Tarnovo, caratterizzata da un ultimo strappo di 3,5 km con pendenza media del 7,5%. L’avventura bulgara si chiuderà a Sofia, dove i velocisti torneranno protagonisti al termine della tappa partita da Plovdiv.


Prima settimana: ritorno in Italia e prime salite decisive

Il primo giorno di riposo, l’11 maggio, segnerà anche il trasferimento della carovana in Italia. Da qui, una serie di giornate adatte agli sprinter ma non scontate, intermezzate da prove più dure, accompagnerà la risalita della penisola.

Non mancherà il primo arrivo in quota: il Blockhaus verrà affrontato dalla temibile ascesa di Roccamorice. La settimana si chiuderà con due appuntamenti chiave: la tappa dei celebri “Muri” nelle Marche e la salita conclusiva verso Corno alle Scale, che torna nel percorso dopo oltre due decenni dall’impresa di Gilberto Simoni nel 2004.


Seconda settimana: cronometro, appennini e la grande montagna valdostana

Dopo il secondo giorno di pausa, il 18 maggio, i corridori affronteranno una cronometro individuale di 40,2 km da Viareggio a Massa, prova dedicata alla memoria di Gino Bartali. I giorni successivi proporranno un mix di finali impegnativi e opportunità per i velocisti, fino al weekend ad alta quota.

In Valle d’Aosta il gruppo affronterà l’attesissimo arrivo a Pila, che mancava dal Giro da oltre trent’anni. I numeri parlano da soli: 133 km e più di 4.400 metri di dislivello. La settimana si chiuderà con una prevedibile volata a Milano, che festeggerà il suo novantesimo arrivo di tappa nella storia della Corsa Rosa.


Terza settimana: Svizzera, Dolomiti e la memoria del Friuli

Il rush finale inizierà in Svizzera, con una tappa breve ma durissima da Bellinzona a Carì. Seguiranno due giornate miste prima del gran finale dolomitico: la frazione regina partirà da Feltre per concludersi ai Piani di Pezzè, rievocando luoghi iconici del ciclismo e la storica vittoria di Marco Pantani al Giro Dilettanti nel 1992.

Il menu prevede le ascese ai Passi Duran, Staulanza (via Coi), Giau – che sarà Cima Coppi per la quarta volta – e Falzarego.

Il giorno seguente la corsa attraverserà le zone segnate dal terremoto del Friuli del 1976, prima di affrontare il doppio passaggio su Piancavallo, destinato a definire gli equilibri finali della classifica generale.

Il Giro si chiuderà a Roma, con il tradizionale circuito nel cuore della Città Eterna.


I numeri dell’edizione 2026

  • 3.459 km totali
  • 50.000 metri di dislivello complessivo
  • 16 partenze del Giro organizzate fuori dall’Italia nella storia
  • 8 arrivi finali a Roma
  • 40,2 km di cronometro
  • 90 arrivi di tappa nella città di Milano
  • 4 volte in cui il Passo Giau è stato Cima Coppi