GP degli Stati Uniti 2025: Hamilton sereno, Verstappen realista, Alonso ironico

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 17 Ottobre 2025

Nel giovedì texano del Gran Premio degli Stati Uniti, la consueta conferenza stampa FIA si è divisa in due atti ricchi di spunti, ironia e qualche battuta che ha fatto sorridere i presenti.


Alonso pungente, Colapinto ambizioso, Bearman fiducioso

Oliver Bearman ha aperto la giornata con entusiasmo per la gara di casa della Haas e con la speranza di sfruttare i nuovi aggiornamenti introdotti sulla VF-25: «Spero che ci diano un po’ di performance ovunque. È un weekend speciale, l’anno scorso ero qui solo da riserva e non vedevo l’ora di correre davvero».
Il giovane britannico ha parlato anche della propria crescita: «È stata una stagione altalenante, ma dalla pausa estiva ho trovato più costanza e un buon equilibrio nel mio approccio. Sto imparando molto e vedo miglioramenti concreti, sia miei che del team».

Fernando Alonso, invece, non ha usato mezzi termini: «Non sarà una stagione da ricordare», ha detto con la consueta lucidità. Pur dominando in qualifica sul compagno di squadra (18-0), lo spagnolo è solo undicesimo in classifica e non nasconde le difficoltà dell’Aston Martin: «Negli ultimi due anni abbiamo sempre faticato qui ad Austin. Dovremo fare qualcosa di diverso per raccogliere punti. Però nei weekend Sprint, di solito, riusciamo a capitalizzare meglio».
Sulle modifiche tecniche richieste dai giornalisti ha risposto con sarcasmo: «Il livello di complessità del set-up non sarà facilmente compreso… quindi meglio non spiegarlo».

Franco Colapinto ha mostrato maturità e consapevolezza nel parlare del proprio percorso con Alpine: «Ho trovato più costanza e sto capendo meglio la macchina. È stato difficile da guidare, molto imprevedibile, ma stiamo lavorando bene con gli ingegneri. Non siamo dove vorremmo, ma il trend è positivo».
Sul futuro, l’argentino è rimasto cauto: «Flavio e Steve mi hanno detto solo di continuare così. Tutti nel team sono motivati, anche senza risultati. È un buon segno per il 2026».

Il trio ha poi risposto alle domande “calde” del pubblico:

  • Sulla penalità di Singapore ad Hamilton, Alonso ha scherzato: «Mi è andata bene, anche un secondo era sufficiente».
  • Sul mondiale, Alonso ha indicato i due McLaren come favoriti, «ma se qualcuno può ribaltare il pronostico, è Max».
  • Sul tema dei team radio pubblicati in diretta, tutti e tre hanno espresso fastidio: «Sono momenti privati, fraintesi nel 99% dei casi», ha sintetizzato Alonso.

Hamilton filosofico, Verstappen pragmatico, Bortoleto motivato

Nella seconda parte hanno parlato Lewis Hamilton (Ferrari), Max Verstappen (Red Bull) e Gabriel Bortoleto (Kick Sauber), offrendo uno spaccato di umanità e realismo alla vigilia del weekend americano.

Hamilton ha sorpreso tutti con un racconto personale: il suo primo incontro “in sella” con un cavallo, nonostante l’asma di gioventù. «È stato incredibile. Ho avuto paura per un momento, ma è un’esperienza che mi ha emozionato. Ora voglio imparare a cavalcare davvero».
Poi, tornando al tema pista, il sette volte iridato ha spiegato: «Non abbiamo portato aggiornamenti, ma possiamo estrarre più performance dal pacchetto attuale. Se eseguiamo tutto al meglio, possiamo fare un passo avanti».

Max Verstappen, ridendo, ha definito le sue chance mondiali come «50 e 50: o vinci o non vinci». Ha riconosciuto la crescita della RB21: «Ora la macchina è più bilanciata. Non c’è bisogno di pensare troppo al titolo, basta essere realistici e dare tutto in ogni gara».
Sul confronto con McLaren, ha ammesso: «Loro sono ancora forti nelle curve medio-veloci, ma stiamo capendo meglio la nostra macchina. Ogni weekend è un’opportunità».
E sul padre Jos, parole piene di rispetto: «Mi ha insegnato tutto, non solo a guidare ma a capire le macchine. Senza di lui non sarei qui. Sarebbe un grande team principal, ma preferisce restare dietro le quinte».

Gabriel Bortoleto, al debutto ad Austin, ha parlato della preparazione: «Ho passato tantissime ore al simulatore. È una pista difficile e molto tecnica, ma mi sento pronto. Il nostro obiettivo è tornare a punti».
Il brasiliano ha poi ricordato i momenti con il padre: «Ha lavorato tanto, ma nei momenti chiave c’era sempre. Abbracciarlo dopo i titoli in F3 e F2 è stato unico».

Hamilton, invece, si è emozionato ricordando il padre Anthony: «Guardavamo la F1 insieme quando avevo cinque anni. Ha fatto sacrifici enormi, lavorava a più turni, e poi mi aspettava a fine gara con il nostro saluto. Il giorno della mia prima vittoria in F1 è stato il compimento di tutto».

Sui rumor di un possibile approdo di Christian Horner in Ferrari, Lewis ha tagliato corto: «Non intrattengo voci. Siamo concentrati sul futuro con Fred Vasseur. Il team lavora duramente e certe speculazioni distraggono solo».

Infine, uno sguardo agli Stati Uniti: «Austin è la miglior pista americana. È cresciuta tantissimo con il pubblico e con la cultura sportiva locale. Oggi la gente sa cos’è la Formula 1. Ogni volta che veniamo qui è una festa».


Conclusioni

Tra battute, analisi tecniche e riflessioni personali, la conferenza stampa di Austin ha fotografato perfettamente lo stato d’animo dei protagonisti:

  • Alonso sarcastico ma lucido,
  • Hamilton rilassato e proiettato sul 2026,
  • Verstappen concentrato e consapevole,
  • i giovani Bearman, Colapinto e Bortoleto desiderosi di affermarsi.

Ora la parola passa alla pista: venerdì il via con la Sprint Qualifying, primo vero banco di prova per capire chi potrà domare il Circuit of the Americas in un finale di stagione ancora apertissimo.