GT3: vent’anni che hanno cambiato il mondo delle ruote coperte

AUTO - GT FIA 2006 - GT3 , NEW GTFIA CHAMPIONSHIP LE CASTELLET TESTS 03/12/2005 - PHOTO : JEAN MICHEL LE MEUR / DPPI

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 2 Dicembre 2025

Quando, la mattina del 2 dicembre 2005, i passanti di Monte-Carlo notarono nove vetture da corsa disposte attorno agli addobbi natalizi di Place du Casino, nessuno immaginava di trovarsi davanti all’inizio di una rivoluzione. Quelle forme e quei colori – Maserati, Lamborghini, Ascari e altri marchi – sembravano quasi elementi scenografici. In realtà, erano il preludio alla nascita della categoria che avrebbe cambiato la storia delle competizioni GT: la GT3.

Poche ore dopo, all’Hôtel de Paris, la nuova formula veniva presentata ufficialmente. Da quel momento, un concetto semplice ma potentissimo iniziava a prendere forma: rendere le corse GT più accessibili, equilibrate e sostenibili, ridando spazio a piloti amatori e garantendo la coesistenza di architetture e filosofie tecniche completamente diverse.


La risposta a un problema che stava diventando irrisolvibile

A inizio anni 2000 il GT stava vivendo un grande successo, ma il modello non era più sostenibile: costi in rialzo, professionisti ovunque, amatori in fuga e il rischio concreto che pochi marchi monopolizzassero la scena. Così, nel novembre 2004, Stéphane Ratel propose alla FIA una nuova categoria: auto derivate dalla produzione, costi fortemente ridotti, amatori valorizzati, professionisti limitati.

L’intuizione chiave era però un’altra: rendere competitive vetture completamente diverse tra loro. A questo servì il lavoro di Peter Wright, già autore del bilanciamento che aveva portato la Maserati MC12 – una vera GT1 con tecnologia da Formula 1 – a competere ad armi pari nella FIA GT. Wright stava di fatto creando ciò che oggi consideriamo normale: il Balance of Performance.

Le sue capacità tecniche permisero di mettere sullo stesso piano V8, V10, V12, motori anteriori e centrali, vetture ultra-rigide e altre molto più stradali. Una vera alchimia ingegneristica che avrebbe reso la GT3 la categoria più aperta e variegata del motorsport moderno.


Dal prototipo alla pista: il debutto a Silverstone

Il 2006 segnò il primo campionato ufficiale dedicato: la FIA GT3 European Championship, con otto modelli omologati e un lavoro di sviluppo validato da oltre 400 km di test in un solo giorno da Christophe Bouchut, due volte vincitore della 24 Ore di Spa.

Quando a Silverstone si aprì la prima stagione, il paddock accolse ben 44 vetture. Tra quelle squadre c’erano AF Corse e Barwell Motorsport, entrambe ancora protagoniste in GT World Challenge Europe nel 2025. Per Barwell, che fino ad allora aveva corso nelle competizioni turismo, la chiamata di Aston Martin per gestire le prime DBRS9 fu l’inizio di una nuova era.

“Non avremmo mai immaginato cosa sarebbe diventato GT3 per noi”, ricorda oggi Mark Lemmer. Vent’anni dopo, il suo team è uno dei pochi ad aver vissuto l’intera storia della categoria.


Un successo che non conosce rallentamenti

Nel 2025, GT3 è presente ovunque: WEC, IMSA, Super GT, DTM, GTWC Europe, campionati nazionali e serie endurance di ogni livello. Le griglie non hanno mai avuto così tante auto: 75 vetture solo per la 24 Ore di Spa. Il livello dei piloti è ormai altissimo – perfino Max Verstappen ha corso in GT3 quest’anno – eppure la formula continua ad accogliere amatori e gentlemen driver, proprio come previsto nel 2006.

È questa coesistenza tra professionismo e passione che mantiene vivo lo spirito originale della categoria.


Un’eredità che vive e cresce

Per celebrare i vent’anni, SRO e Peter Auto lanceranno dal 2026 la GT3 Revival Series, dedicata alle vetture dei primi otto anni, con forte attenzione agli amatori, fedeli custodi del DNA originario. La ricorrenza sarà centrale anche alla prossima 24 Ore di Spa, che ospiterà una gara dedicata alle “GT3 Legends”.

Il tutto assume un valore ancora più simbolico dopo la scomparsa di Peter Wright, avvenuta nel novembre 2025. Ratel lo ha definito “il padre del BoP”: senza di lui, ha ricordato, non esisterebbero GT3, GT4, Hypercar, TCR. Un’eredità che oggi sostiene buona parte del motorsport mondiale.


Venti anni dopo, più forte che mai

Oggi la GT3 è più attuale che mai: equilibrata, sostenibile, spettacolare, capace di unire marchi, piloti e filosofie tecniche diversissime. È diventata un modello globale, replicato e adattato, un linguaggio comune del motorsport moderno.

E tutto iniziò con nove auto parcheggiate attorno a un albero di Natale a Monte-Carlo.