Il circuito di Zandvoort si prepara a un’altra domenica incerta, con McLaren in prima fila e tante opzioni strategiche sul tavolo. Oscar Piastri e Lando Norris scatteranno davanti a tutti, mentre Max Verstappen proverà a sfruttare il supporto del pubblico dalla terza casella, affiancato da un sorprendente Isack Hadjar. Dietro di loro Russell e le Ferrari, pronti a inserirsi in un confronto che si annuncia serrato.
Le lezioni del 2024
Dodici mesi fa la gara olandese era stata lineare come poche: nessuna Safety Car, nessuna interruzione e un copione scritto quasi per tutti con un’unica sosta. Norris vinse con la sequenza media-hard, lo stesso approccio adottato dai primi sei. Verstappen tentò l’undercut al giro 27, coperto dal pit stop di Norris al 28. Altri come Russell e Hamilton sperimentarono la doppia sosta, con mescole diverse, ma senza guadagnare posizioni significative.
Il quadro per il 2025
Quest’anno Pirelli ha portato una scelta più morbida, rendendo il “classico” media-hard più difficile da gestire. La finestra ideale per il primo pit stop è prevista tra il 28° e il 34° giro. La due soste, invece, diventa una possibilità concreta: non solo per le gomme più morbide, ma anche per il nuovo limite di velocità in pit lane alzato a 80 km/h, che riduce i secondi persi ai box.
Soft in gioco e mosse a sorpresa
Il lavoro in prove libere ha confermato che la C4 soft può reggere stint più lunghi del previsto, tanto che molti team hanno modificato l’approccio alle qualifiche conservando set preziosi per la gara. Verstappen ha un treno nuovo da giocarsi, e potrebbe sfruttarlo allo start.
Un’alternativa interessante è il due soste soft-hard-medium, con primo pit tra il 13° e il 19° giro e rientro finale tra il 45° e il 51°. McLaren e Aston Martin, invece, hanno mantenuto due set di gomme dure ciascuna: una scelta che lascia aperta la strada a strategie hard-hard, con finestra tra il 18°-24° e il 43°-49° giro.
Chi parte dietro
Per chi scatterà nelle retrovie, l’opzione hard-medium a una sosta resta rischiosa ma potenzialmente utile in caso di Safety Car o pioggia. Il vantaggio potrebbe arrivare più da imprevisti che da un reale guadagno di passo.
Meteo e incognite
La variabile più temuta resta il cielo. Finora le piogge hanno sempre evitato le sessioni ufficiali, ma il rischio è ancora alto: 40% di probabilità di rovesci durante la corsa, con precipitazioni violente qualora arrivassero. In caso di bandiere rosse o neutralizzazioni, lo scenario delle strategie potrebbe cambiare completamente.
Insomma, a Zandvoort i calcoli sembrano chiari, ma basta un acquazzone improvviso per trasformare tutto in una partita a scacchi. McLaren è favorita, ma Verstappen, Hadjar e il resto della concorrenza sono pronti a ribaltare i pronostici.
