Il weekend del Gran Premio di Las Vegas 2025 è iniziato ufficialmente con le prime due sessioni di prove libere, disputate su una pista ancora molto “green” e in condizioni tutt’altro che semplici. Il tracciato cittadino del Nevada ha messo subito alla prova piloti e ingegneri, complice il freddo, il basso livello di grip e un asfalto che ha iniziato a migliorare solo con il passare delle tornate.
Protagonisti di una giornata complessivamente positiva sono stati Isack Hadjar e Liam Lawson, che hanno mostrato progressi evidenti dalla FP1 alla FP2, nonostante un programma condizionato dalle bandiere rosse e da un’attività ridotta nelle simulazioni di gara.
Isack Hadjar: buon ritmo e obiettivo Q3
Il francese ha chiuso la FP1 in settima posizione con un miglior tempo di 1:35.299 dopo 30 giri completati. Nella seconda sessione ha ulteriormente alzato l’asticella, portandosi in quinta posizione con un 1:33.893, seppur con un chilometraggio ridotto a 16 giri.
Hadjar ha sottolineato come l’inizio del weekend sia stato meno complicato del previsto: la pista, rispetto allo scorso anno, gli è sembrata in condizioni migliori e con un livello di grip superiore alle attese. Nonostante il poco lavoro sul passo gara, ha evidenziato come i run corti siano stati incoraggianti, permettendogli di entrare velocemente in ritmo fin dalla FP1. L’obiettivo dichiarato per domani resta chiaro: entrare in Q3, consapevole però che la concorrenza sarà serrata come in altri weekend simili.
Liam Lawson: crescita evidente ma piedi per terra
Per Lawson la giornata è stata divisa in due fasi. In FP1 ha chiuso 13° con un miglior giro in 1:35.709 dopo 28 tornate, pagando una certa difficoltà iniziale. In FP2 il passo è migliorato sensibilmente, con una sesta posizione e un tempo di 1:33.901, anche lui con 16 giri completati.
Il neozelandese ha mantenuto però un approccio prudente: le sue prestazioni, pur incoraggianti, vanno lette considerando che non tutti hanno potuto completare i propri tentativi nel finale della seconda sessione. Ha posto l’accento anche sulle condizioni particolari della pista, resa ancora più insidiosa da un leggerissimo pioviggine, quasi impercettibile alla vista ma ben avvertibile al volante. Un elemento che ha reso la guida “confusa” e difficile, e che domani – se si ripresentasse – potrebbe complicare ulteriormente il lavoro.
Il punto dal muretto: analisi tecnica
A fare il quadro tecnico è intervenuto Mattia Spini, Chief Race Engineer, che ha evidenziato come le temperature molto basse, il setup a basso carico e il naturale scarso grip del tracciato abbiano reso complesso il lavoro fin dall’inizio.
Secondo Spini, la pista si è presentata estremamente “verde” all’inizio del weekend, con un miglioramento costante dei tempi mano a mano che la gomma veniva depositata sull’asfalto. La FP1 si è svolta secondo programma, con un passo complessivamente in linea (“ballpark”), anche se nessuno dei due piloti ha completato un giro perfetto.
In FP2 il team ha scelto di apportare più modifiche del solito al setup, per correggere il bilanciamento della vettura su un tracciato a bassissimo grip. La direzione intrapresa è risultata positiva, con entrambi i piloti che hanno percepito una vettura più guidabile. Inoltre, il team è stato tra i pochi a riuscire a effettuare un vero giro lanciato con gomme Soft prima della bandiera rossa.
L’aspetto negativo riguarda invece l’impossibilità di lavorare sulle simulazioni di gara ad alto carico di benzina, proprio a causa dell’interruzione della sessione. Un vuoto di dati che potrebbe pesare in vista della domenica.
Qualifica importante, ma la gara potrebbe contare di più
Guardando a domani, la qualifica resta ovviamente cruciale, ma Spini ha sottolineato come il circuito di Las Vegas offra buone opportunità di sorpasso, rendendo il passo gara altrettanto determinante quanto la prestazione sul giro secco.
La giornata di venerdì ha quindi restituito segnali positivi, ma anche la consapevolezza che il margine di miglioramento è ancora ampio, in un contesto dove ogni dettaglio – dal meteo al grip – può cambiare le carte in tavola.
