Helmut Marko ha confermato in un’intervista rilasciata all’ORF di essersi dimesso spontaneamente dal ruolo di consulente del team Red Bull Racing, smentendo le voci su un addio forzato. A 82 anni, Marko ha scelto di chiudere un capitolo durato oltre vent’anni, raccontando il suo passo indietro con un misto di orgoglio e malinconia: “Nel complesso, il percorso è stato quello giusto”.
La decisione, come spiegato nell’intervista, è maturata dopo l’ultimo Gran Premio della stagione. Nonostante una rimonta definita notevole, con Max Verstappen capace di recuperare oltre 100 punti nel corso del campionato, la sconfitta nella lotta iridata ad Abu Dhabi contro Lando Norris e la McLaren ha lasciato un segno profondo. Dopo quella gara, Marko ha avvertito che “qualcosa si era perso” e, durante un soggiorno a Dubai, ha ritenuto che fosse il momento giusto per annunciare il ritiro, anche alla luce dei nuovi regolamenti tecnici in arrivo in Formula 1 per il 2026 su telai e motori.
Marko ha chiarito di non aver condiviso la decisione con nessuno in anticipo, nemmeno con Verstappen. Il primo confronto ufficiale è avvenuto a Dubai con Oliver Mintzlaff, amministratore delegato di Red Bull GmbH, e con un rappresentante della famiglia thailandese che detiene la maggioranza del gruppo. Durante l’incontro, Marko ha espresso la propria volontà di lasciare l’incarico: dopo alcune discussioni, la scelta è stata accettata. Mintzlaff ha tentato di convincerlo a restare, ma ha preso atto della fermezza della decisione. Marko ha inoltre rifiutato qualsiasi soluzione parziale, pur avendo un contratto valido fino alla fine del 2026.
Particolarmente toccante il passaggio dedicato al rapporto con Max Verstappen. A causa di problemi di volo, il quattro volte campione del mondo non era presente al colloquio di Dubai; i due si sono sentiti telefonicamente il giorno successivo. Marko ha descritto quella conversazione come tutt’altro che ordinaria, segnata da una forte componente emotiva. Verstappen avrebbe sottolineato come non avrebbe mai immaginato di raggiungere simili successi, mentre Marko gli ha augurato il meglio per il futuro, con la consapevolezza che le loro strade si incroceranno ancora.
Nel raccontare la relazione con Verstappen, Marko non ha nascosto l’ammirazione: un legame intenso, il più profondo mai avuto con un pilota. Ha evidenziato la crescita costante dell’olandese, diventato ogni anno più veloce, maturo e completo, fino a essere oggi, secondo lui, il miglior pilota in assoluto, senza che se ne intraveda ancora il limite. Pur ricordando qualche episodio iniziale più impulsivo, Marko ha sottolineato come Verstappen sia diventato sempre più calmo e razionale con il successo.
Guardando alla sua lunga esperienza in Red Bull, Marko ha ricordato come il progetto originario di Dietrich Mateschitz, che puntava inizialmente a vincere qualche Gran Premio, sia stato ampiamente superato: il team ha raggiunto quota 130 vittorie in Formula 1. Dopo la scomparsa di Mateschitz, l’ambiente è cambiato, ma Marko ha ribadito che i rapporti con la famiglia thailandese sono rimasti solidi.
Infine, Marko ha escluso qualsiasi futuro da commentatore televisivo, affermando di non volersi vedere con un microfono in mano. L’unica cosa che gli mancherà davvero sarà la “tensione elettrica” della Formula 1, mentre per il resto immagina una vita più tranquilla, senza ritirarsi però nell’inattività, certo non a “nutrire piccioni”, come ha scherzato.
