Honda e l’era 2026: Koji Watanabe racconta la nuova sfida con Aston Martin Aramco

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 10 Dicembre 2025

Quando in Europa la giornata lavorativa sta per chiudersi, a Sakura inizia una delle fasi più intense del lavoro di Koji Watanabe. Il Presidente di Honda Racing Corporation si muove tra telefonate con Lawrence Stroll, confronti tecnici con Adrian Newey e discussioni strategiche con Andy Cowell, nel cuore di un progetto che sta plasmando la nuova era della Formula 1.

La rivoluzione regolamentare del 2026 non rappresenta soltanto un cambio tecnico: è un’occasione per Honda di impegnarsi nella massima categoria con una power unit sviluppata secondo una filosofia che unisce ricerca tecnologica, sostenibilità e visione a lungo termine.
La collaborazione con Aston Martin Aramco nasce dentro questo scenario, in una fase in cui i due mondi — quello di Sakura e quello del campus di Silverstone — stanno diventando un unico ecosistema tecnico e culturale.


Tecnologia, sfida, persone: i tre pilastri di Koji Watanabe

Nel raccontare il suo percorso quasi quarantennale in Honda, Watanabe individua tre motori fondamentali:

  • La passione per il motorsport, intesa come sfida continua verso obiettivi sempre più elevati.
  • La tecnologia, vissuta come banco di prova estremo in cui sviluppare competenze e formare ingegneri.
  • La gioia delle corse, un legame con i tifosi che va oltre la sola prestazione.

Una combinazione che, nelle sue parole, rappresenta perfettamente lo spirito Honda.


Perché il 2026 è un’opportunità strategica

Watanabe vede nella nuova generazione di power unit una perfetta convergenza con la visione tecnica di Honda. Il regolamento introduce infatti:

  • una ripartizione 50:50 tra motore termico e componente elettrica,
  • un motogeneratore elettrico da 350 kW,
  • carburanti sostenibili avanzati,
  • una gestione energetica molto più complessa.

Si tratta di una cornice che valorizza i punti di forza dell’azienda, in particolare nell’ambito di batterie e software di gestione dell’energia.


Perché Aston Martin Aramco

La scelta del partner nasce da un allineamento profondo di ambizioni.
Watanabe sottolinea:

  • la visione e la competitività di Lawrence Stroll,
  • l’evoluzione delle strutture di Silverstone,
  • la crescita dell’organizzazione interna,
  • la volontà comune di costruire un progetto tecnico integrato.

La collaborazione è già fortemente bilanciata: ingegneri Aston Martin lavorano a Sakura, ingegneri Honda operano direttamente nel campus inglese.
Il fuso orario opposto consente un’elaborazione di dati e simulazioni continua, 24 ore su 24.


Newey e Cowell: due figure chiave del dialogo tecnico

L’arrivo di Andy Cowell come Chief Strategy Officer ha fornito un riferimento fondamentale per armonizzare power unit e telaio: la conoscenza profonda delle power unit moderne lo rende un interlocutore diretto per qualunque scelta strategica.

Con Adrian Newey, il rapporto è consolidato da esperienze condivise nel passato.
Watanabe parla di scambi di idee intensi, tecnici e focalizzati su un unico obiettivo: massimizzare la competitività dell’insieme, soprattutto nelle aree di contatto tra aerodinamica e motore.


Una filosofia che mette le persone al centro

Pur mantenendo la vittoria come obiettivo finale, Watanabe ribadisce un concetto centrale:
la Formula 1 è uno sport di persone.

La tecnologia nasce da idee, conflitti costruttivi, competenza e fiducia reciproca.
Per questo considera essenziale costruire una collaborazione solida, capace di mantenere coesione anche nei momenti più difficili — inevitabili in uno sport che può essere estremamente esigente e, talvolta, crudele.


Le sfide del nuovo ciclo tecnico

Il regolamento 2026 rappresenta una discontinuità importante:

  • l’eliminazione dell’MGU-H introduce nuove complessità per la gestione del turbo-lag;
  • il triplo della potenza elettrica rende la gestione dell’energia il cuore della prestazione;
  • l’energia recuperata e immagazzinata deve essere dosata curva per curva;
  • l’efficienza complessiva diventa più determinante della potenza pura.

Per affrontare questo scenario, Honda ha sviluppato software in grado di gestire oltre 20.000 parametri di dati energetici, simulando migliaia di possibili pattern di utilizzo per un singolo circuito.

A questo si aggiunge il cost cap da 130 milioni di dollari, che impone un controllo rigoroso sulle fasi di sviluppo, produzione e fornitura delle power unit.


Focus totale su Aston Martin Aramco

Per ora, Honda non considera la possibilità di fornire power unit ad altri team: la priorità assoluta è costruire un progetto vincente insieme ad Aston Martin Aramco.
In futuro, valutare più partner potrà avere senso solo se utile allo sviluppo tecnico.

Sul fronte carburanti e lubrificanti, la collaborazione con Aramco e Valvoline è parte integrante del progetto, con sviluppo congiunto di soluzioni avanzate per un mondo che punta alla carbon neutrality.


L’attesa dell’AMR26: un nuovo capitolo

Il debutto in pista della vettura 2026 sarà, per Watanabe, il segnale visibile di un progetto che ha iniziato a prendere forma molto prima.
L’obiettivo per il primo anno è chiaro: verificare che l’integrazione tra le due realtà proceda esattamente come pianificato e che l’auto raggiunga gli obiettivi fissati internamente.

Solo dopo aver compreso la forza dei concorrenti si potrà parlare concretamente di traguardi sportivi, anche se il progetto guarda già oltre, con un orizzonte che include gli anni successivi al 2026.


Come si costruisce una power unit 2026: il metodo Honda

  1. Design concettuale e dettagliato
  2. Simulazioni e validazioni digitali
  3. Prototipazione: monocilindrico → V6 e test al banco
  4. Integrazione nel telaio AMR26 e shakedown in pista
  5. Produzione della specifica gara
  6. Miglioramento continuo basato sui dati delle gare

Conclusione: la visione di Watanabe

Watanabe descrive questa fase come l’inizio di qualcosa di “molto speciale”:
una partnership che nasce con una visione comune, un investimento profondo nelle persone e un approccio tecnico orientato a superare sfide complesse con metodo e ambizione.