Il Mondiale MotoGP 2026 si è aperto con una gara che ha messo alla prova uomini e mezzi. Al Chang International Circuit, il Gran Premio della Thailandia si è disputato su 26 giri in condizioni estreme, con temperature dell’aria fino a 35°C e asfalto rovente oltre i 55°C. Una sfida fisica e tecnica, dove la gestione delle gomme e della frenata ha fatto la differenza.
Marini guida il gruppo Honda
Scattato dalla 14ª casella, Luca Marini è stato autore di uno start efficace che lo ha proiettato immediatamente a ridosso della top ten. Inserito in un gruppo compatto e dal passo molto simile – comprendente piloti come Bagnaia, Binder e Ogura – l’italiano ha dovuto amministrare al meglio le risorse, in particolare gli pneumatici, messi a dura prova dal caldo.
Dopo i primi giri, la difficoltà in frenata – tradizionale punto di forza – ha reso la gara particolarmente impegnativa. Nonostante questo, Marini ha chiuso in decima posizione, primo tra le Honda RC213V al traguardo. I sei punti conquistati lo collocano all’11° posto nella classifica iridata, come miglior pilota Honda al termine del primo round.
Zarco lucido nella gestione
Alle spalle di Marini ha terminato Johann Zarco, undicesimo con una prova costruita sulla costanza. Il francese ha impostato la gara su una strategia prudente, consapevole del marcato degrado degli pneumatici. Senza forzare oltre il limite, ha portato a casa cinque punti preziosi, dimostrando controllo e maturità in una gara dove l’equilibrio tra attacco e conservazione è stato determinante.
Moreira a punti al debutto domenicale
Segnali positivi anche da Diogo Moreira, tredicesimo al traguardo. Dopo una Sprint incoraggiante, il brasiliano ha affrontato la sua prima gara domenicale in MotoGP con determinazione. Coinvolto nella lotta per la zona punti, ha accusato anche lui un significativo calo di rendimento delle gomme nella seconda metà di gara, ma ha mantenuto lucidità fino alla bandiera a scacchi. I tre punti ottenuti rappresentano un inizio concreto nel suo percorso di crescita nella classe regina.
Mir, rimpianto per un’occasione sfumata
Il rammarico maggiore riguarda Joan Mir. Partito con decisione, il campione del mondo 2020 si è inserito rapidamente nel gruppo in lotta per il podio, distinguendosi per incisività in frenata, come nel sorpasso che lo aveva portato al quinto posto. Quando la gara sembrava indirizzata verso un risultato di rilievo, un problema non dipendente dalla sua condotta lo ha costretto al ritiro. Mir lascia la Thailandia con tre punti e la consapevolezza del potenziale espresso.
Classifica e prospettive
La gara è stata vinta da Marco Bezzecchi davanti a Pedro Acosta e Raul Fernandez, con Marini 10°, Zarco 11° e Moreira 13°. Il primo appuntamento stagionale ha evidenziato progressi concreti per Honda, soprattutto in termini di competitività nel gruppo centrale, ma anche margini di miglioramento nella gestione delle fasi finali di gara in condizioni estreme.
Il Mondiale si sposterà ora in Brasile, all’Autodromo Internacional de Goiânia – Ayrton Senna, circuito nuovo per l’intero schieramento. Un banco di prova inedito che potrebbe rimescolare i valori in campo e offrire nuove opportunità di crescita.
