Il Mondiale WRC 2026 prende forma: 14 tappe, nuovi equilibri e due jolly per lo spettacolo

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 31 Luglio 2025

Il Consiglio Mondiale della FIA ha approvato il calendario WRC 2026, confermando la struttura su 14 round distribuiti tra Europa, Africa, Asia e Americhe. La stagione si preannuncia esplosiva non solo per la varietà delle tappe, ma anche per la proroga dei regolamenti tecnici 2025, con l’aggiunta di due jolly omologativi che i team potranno giocarsi per sviluppi sul telaio. Sarà l’ultima stagione delle attuali Rally1 ibride, e l’aria da “final show” già si sente.

Calendario tra storia, ritorni e novità

Il via è fissato a gennaio con il Rallye Monte-Carlo, che torna a far rombare i motori nel cuore di Monaco con una superspeciale sul circuito F1 dopo 18 anni. Poi si vola in Svezia a Umeå per la classica tra i ghiacci, e in Kenya per l’epica sfida polverosa del Safari Rally.

Aprile sarà il mese dell’asfalto: rientra il Rally di Croazia dopo un anno sabbatico, seguito dal Rally Islas Canarias, promosso dopo il debutto 2025 e già pronto a diventare un must con le sue strade lisce e veloci tra le montagne.

A maggio, spazio al Rally del Portogallo con il suo calore e le sue celebri “fumate” di tifosi. Poi toccherà al Rally del Giappone, spostato in primavera per riequilibrare il calendario e ridurre l’impatto del road sweeping con prove su asfalto tecnico e impegnativo.

Giugno e luglio saranno il cuore del gravel europeo: si inizia con la Grecia e le sue rocce micidiali, poi si torna a volare tra salti e creste cieche in Estonia e Finlandia, gli autodromi naturali del rally.

Sud America protagonista ad agosto, con il Rally del Paraguay che debutta sul rosso sterrato vicino al fiume Paraná, e due settimane dopo si replica con il Rally del Cile tra foreste e panorami andini da togliere il fiato.

L’autunno porta un twist: il round italiano si sposta a ottobre, con temperature più fresche e potenziale pioggia a rendere più interessante la corsa al titolo.

Finale nel deserto, a novembre, con il Rally d’Arabia Saudita: fondo variabile, paesaggi lunari e insidie ovunque, perfetto per chiudere in bellezza una stagione che promette battaglia fino all’ultimo chilometro.

Le voci ufficiali

Per Mohammed Ben Sulayem, presidente FIA, il calendario 2026 “riflette la forza globale del campionato, unendo eventi iconici e nuove tappe in aree dove l’interesse per il rally cresce”. Per il promoter Jona Siebel è un calendario “costruito con logica, diversificato e pensato per offrire un flusso coerente, con impatti sportivi concreti nella lotta al vertice”.

Il conto alla rovescia per il 2026 è partito. E se questo è l’ultimo anno delle Rally1, ci si prepara a salutarle con il botto.