Il 2026 segna un ritorno che profuma di storia e competenza: Massimo Castelli è di nuovo protagonista con Yamaha, nel ruolo di capo squadra, portando con sé un bagaglio di esperienza maturato in decenni ai massimi livelli del motocross mondiale. Un rientro che non è nostalgia, ma la volontà dichiarata di continuare a dare un contributo concreto a uno sport che Castelli conosce in ogni dettaglio.
Nel corso della sua carriera, Castelli ha vissuto l’evoluzione del motocross internazionale, osservandone da vicino cambiamenti tecnici, organizzativi ed economici. Oggi il quadro è chiaro: il motocross è uno sport sempre più costoso, con calendari fitti e trasferte impegnative. Una situazione che rende la partecipazione complessa per chi non può contare su grandi sponsor o su strutture ufficiali, con il rischio – sottolinea Castelli – di vedere griglie di partenza meno affollate, a discapito dello spettacolo e della crescita del movimento.
Parlare di Massimo Castelli significa inevitabilmente parlare di campioni. Tre nomi, più di altri, rappresentano tappe fondamentali del suo percorso. Dave Strijbos, con cui arrivò il primo titolo mondiale in Cagiva; Donny Schmit, protagonista di un debutto vincente con Yamaha Rinaldi; e infine Tim Gajser, con il quale Castelli ha condiviso cinque titoli mondiali. Un rapporto che va oltre i numeri: Gajser è cresciuto sotto la sua guida, distinguendosi per serietà, dedizione e rispetto verso il team e il lavoro di squadra, qualità che per Castelli fanno la differenza dentro e fuori dalla pista.
Alla base di risultati così importanti non c’è solo il talento del pilota, ma un gruppo di lavoro capace di spingersi sempre oltre. Castelli individua nella passione il motore principale che, ancora oggi, lo porta a vivere tanti weekend lontano da casa. Una passione alimentata dall’adrenalina delle gare, dal lavoro fianco a fianco con piloti e tecnici e dalla soddisfazione di vedere l’esperienza trasformarsi in risultati concreti. Sensazioni che, come lui stesso sottolinea, non possono essere replicate da lontano.
In questo contesto si inseriscono gli Internazionali d’Italia EICMA Series 2026, appuntamento chiave dell’inizio stagione. Per Castelli si tratta di gare fondamentali, un banco di prova indispensabile per valutare lo stato di sviluppo della moto e il livello di preparazione del pilota. Non semplici competizioni di avvicinamento, ma un passaggio cruciale per capire “a che punto siamo” e impostare con maggiore consapevolezza il prosieguo della stagione.
